Carosello Storico, patrimonio di tutti

Con l’intervento della Presidente dell’ Ente Carosello Storico apriamo un confronto sul futuro della manifestazione

Ringrazio IL CORACE per l’opportunità offerta, nel primo numero della nuova gestione, di poter intervenire sul CAROSELLO STORICO, cercando di tracciarne un bilancio ma anche rivolgere uno sguardo alle prospettive, al futuro, visto che quest’anno ricorreva anche il trentennale dall’istituzione del’ENTE CAROSELLO, che è il motore della manifestazione, e che mi onoro di presiedere.

Il primo elemento da evidenziare, mi sembra giusto e doveroso, è che il “Carosello” è intimamente legato al nostro tessuto, alla nostra gente e al territorio della città, ed in questo senso è effett ivamente tradizione che si perpetua e rinnova anno dopo anno: lo dimostrano i grandi numeri di sempre (e che peraltro proprio in questa edizione, per tutti e due i palii disputati, hanno visto un incremento medio del 20 e anche 30% rispetto agli ultimi 20 anni, con risultati davvero lusinghieri); e quando parlo di numeri, parlo di biglietti venduti nei due palii pari a circa 4.200, ed a questi vanno aggiunti i tanti altri (centinaia) che a vario titolo sono presenti tra il pubblico, in quanto partecipanti alle manifestazioni, volontari ed organizzatori, di supporto, ed anche ospiti e autorità) e sono numeri davvero imponenti per la nostra piccola città.

A fronte di ciò non può che esserci un grande sforzo organizzativo fornito soprattutto dai comitati delle tre porte, e tanta umanità che si fa coinvolgere, lavora senza risparmio con spirito di volontariato puro, e va ringraziata e mi sento di farlo anche attraverso queste pagine: e non ci sono solo i due palii e il giuramento dei priori, ma anche le varie iniziative delle porte e le taverne di porta (dove si lavora sodo nelle cucine e nel servizio ai tavoli).

L’intimo legame che Cori e la sua popolazione ha col “Carosello” spiega anche il coinvolgimento emotivo di tanti e persino le molte polemiche che ne derivano: è un po’ come quello che avviene per la nazionale di calcio, dove nei bar tutti si sentono come e meglio dell’allenatore e tutti saprebbero sempre fare meglio e di più; così da noi, tutti saprebbero come risolvere questo o quell’aspetto, e tutti farebbero certamente meglio di chi si trova coinvolto direttamente nella gestione e organizzazione: e anche questo è il bello del nostro carosello, così coinvolgente e così vissuto tra i cittadini.

L’istituzione dell’ENTE nel 1992 alla luce di questi risultati e della continuità sempre garantita per 30 anni – a differenza di prima – credo si sia rivelata felice e comunque positiva, avendo previsto nello statuto innanzitutto una serie di regole e di procedure con le quali si costituisce il consiglio dell’ente, col diretto coinvolgimento dell’amministrazione cittadina (Sindaco, assessore competente, consigliere espresso dalla maggioranza e consigliere espresso dalla minoranza) e con la presenza allargata anche ai rappresentanti dei gruppi di sbandieratori.

Bilancio pertanto senz’altro positivo, quello di questa straordinaria edizione (particolare, perché venuta dopo il biennio segnato dalla pandemia), e quello dei trent’anni dell’ente carosello; questo però lo affermo senza trionfalismi, ma con la consapevolezza che certo il nostro “Carosello” è una delle rievocazioni storiche di punta a livello regionale, e che gode non a caso di finanziamenti del Ministero della Cultura e della Regione Lazio, ma non per questo ci si deve fermare ed accontentare. Molto c’è da fare ancora, per dare una qualità sempre maggiore alla manifestazione nel suo complesso.

Per discorsi più approfonditi non mancheranno le occasioni, ma ora voglio soltanto indicare qualcuno degli obiett ivi da perseguire con più determinazione. Mi riferisco soprattutto all’aspetto artistico-culturale della manifestazione, che deve puntare ad una sempre maggiore accuratezza degli addobbi, dei particolari, della coreografia e della scenografia, della ricerca storica, ed anche ad essere traino per ulteriori eventi culturali da porre in rete col nostro carosello.

E poi c’è l’aspetto della comunicazione, del far veicolare la manifestazione sempre di più sui media, sui social, per arrivare ad un pubblico non solo locale ma puntando ad una sempre più folta presenza di forestieri: e qui va detto che già quest’anno abbiamo fatto di più, avvalendoci di collaborazioni rivelatesi particolarmente fruttuose, e abbiamo potuto constatare una presenza sempre più consistente di forestieri tra il pubblico e per le strade cittadine.

Chiudo con l’auspicio di poter realizzare quanto prima un’idea che credo importante: quella di legare il carosello storico al mondo della scuola, con un progetto che coinvolga i ragazzi e qualche insegnante, in un “laboratorio” rivolto ai giovanissimi.

Maria Teresa Luciani 
Presidente Ente Carosello Storico

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