Spinta da una forte passione per questa materia, poco conosciuta, sono qui a contribuire e divulgare il suo prezioso valore. Inizierò subito col richiamare l’attenzione del lettore come la grafologia sia una disciplina basata su canoni ben precisi, con un fondamento culturale che le conferisce una specifica dignità di “scienza umana”.
La grafologia è lo studio del carattere di un individuo per mezzo della scrittura. Questa scienza, alla quale un italiano, Camillo Baldi (1), aveva consacrato nel 1622 un breve lavoro, si sviluppò molto lentamente. Nel 1871 l’Abbate Michon (2) le diede un nome e fondò la prima rivista che ebbe per oggetto la grafologia. Il punto di partenza della grafologia è il modello calligrafico, la cui imitazione si accompagna a differenze individuali che vanno sempre aumentando man mano che la scrittura diventa spontanea. Grazie ai vari movimenti necessari alla formazione delle lettere, ognuno imprime a sua insaputa un andamento ai suoi gesti preferiti, rivelando così il proprio temperamento e carattere. Non vi è dunque alcuna possibilità di incontrare una scrittura assolutamente identica a un’altra, in quanto le possibilità di variazione dei tracciati sono infinite. L’infinita diversità delle scritture è la conseguenza dell’infinità diversità dei caratteri. Nessuna scrittura assomiglia perfettamente a un’altra. Non c’è prova migliore della possibilità della scienza grafologica.
La scrittura, attività propria dell’essere umano, strumento personale e atto sociale, assolve varie funzioni : è necessaria per l’acquisizione di alcune conoscenze e la loro trasmissione agli altri; consente spesso di elaborare un’idea in modo approfondito rispetto al linguaggio orale ricopre una funzione di comunicazione, nel senso più ampio del termine. Insomma è una sintesi di un linguaggio sotteso dalla mente e di un gesto grafico, attività psicomotoria specializzata, diretta dal cervello e rivolta alla riproduzione di un insieme di segni codificati, a loro volta traduttori di questo linguaggio. La grafologia è basata sull’espressione della scrittura, tracciato codificato, con il vantaggio di poter venir studiata al di fuori della presenza degli scriventi. Preciso che la grafologia non è un’arte divinatoria: potrebbe sembrare assurdo sottolinearlo, ma non sono pochi coloro che mi chiedono quale sarà il loro avvenire, in che tipo di percorso potranno imbattersi nella loro vita o addirittura che psicopatologie si vedono dalla scrittura. L’indagine grafologica dà responsi di tutt’altro tipo, in quanto mette l’individuo di fronte a se stesso senza fingere.
La grafologia trova il suo utilizzo in vari ambiti: professionale nella selezione del personale, peritale, scolastico, e quello estremamente delicato dell’individuazione di alcune patologie. Nei prossimi articoli approfondirò alcuni aspetti della grafologia, ad oggi solo accennati.
Angelica Di Giorgi
Perito grafologa
(1 ) Camillo Baldi (Bologna 1547 – 1634) è stato un letterato italiano, nonché professore di logica e filosofia. È considerato il precursore della grafologia (2 ) Jean-Hippolyte Michon era un prete francese, un archeologo e fondatore della grafologia