L’agenda 2030 dell’Unione Europea per lo sviluppo sostenibile vede diciassette obiettivi da dover raggiungere per vivere in un mondo più ecologico e per l’appunto sostenibile. Gli obiettivi sono i seguenti: no povertà; zero fame nel mondo; buona salute e buono stato psico-fisico; qualità educativa; uguaglianze dei sessi; acqua pulita e sanificazione; energia pulita a buon mercato; lavoro soddisfacente e crescita economica; industria, innovazione e infrastrutture; riduzione dell’ineguaglianza; città e comunità sostenibili; consumo e produzione responsabili; azioni climatiche; vita sotto il mare; vita sulla terra; pace, giustizie ed istituzioni fortificate; associazione con altri attori per raggiungere tali obiettivi.
Insieme all’accordo di Parigi sulla riduzione dell’effetto serra, che dà vita ai cambiamenti climatici, l’unione Europea si vuole impegnare per costruire un futuro sostenibile per le nuove generazioni. I catastrofici eventi ambientali vissuti negli ultimi anni in ogni parte del globo, ci dimostrano che tale problema è davvero esistente e che dobbiamo fare qualcosa per bloccare l’effetto serra. Se amiamo davvero la nostra terra, il posto in cui viviamo e le città che abitiamo, dobbiamo fare qualcosa per invertire la tendenza che i fenomeni metereologici stanno assumendo.

Infatti, il problema del surriscaldamento globale lo abbiamo toccato con mano proprio quest’estate, una delle più calde di sempre. Pensate che fino ad una decina di anni fa, nessuno di noi avrebbe pensato di poter sopravvivere ad una temperatura di 50° C, eppure Borgo Bainsizza a Latina, proprio durante quest’estate, ha sfiorato i 45,1° C. Il problema interessa tutte le nazioni del mondo e come si può evincere anche i mari. Non è una questione che può essere presa sottogamba. Tutti gli esseri viventi del globo vengono classificati dalla scienza all’interno di cassettoni di una piramide. All’apice della piramide c’è l’uomo e al pedice ci sono diverse specie animali e le piante. Se l’effetto della natura fa scomparire la base della piramide, la legge di gravità farà cadere tutti gli altri cassettoni a terra e l’uomo sarà una delle prime specie a scomparire e questo perché egli si nutre di piante ed animali e le piante danno all’uomo l’ossigeno per respirare e vivere.
Pensate che in alcune coste del Canada stanno morendo cozze e vongole perché il clima calda, che arriva ora a 50° C in estate, supera di gran lunga le temperature medie abituali della costa e seppure i molluschi tentino di vivere al di sotto della superficie acquea e attaccati alle coste rocciose, soffocano lo stesso per il troppo caldo. Sulle nostre tavole potrebbe venir meno da un momento all’altro un bel piatto di pasta con le vongole, ci rendiamo conto?
L’inquinamento atmosferico è arrivato ad un livello tale da non essere sopportato dal sistema natura e abbiamo bisogno di intervenire all’interno delle nostre città e dei nostri paesi per salvare il Pianeta Terra. Città e comunità sostenibili è questo l’obiettivo sul quale ci vogliamo concentrare in questo articolo. Pensiamo a cosa può essere fatto, in termini di azioni quotidiane e concrete per rendere le nostre città e le nostre comunità sostenibili. In aggiunta, proviamo a pensare e trasferire le nostre idee in un grande tavolo decisionale in cui si decidono le sorti della nostra terra, della nostra comunità e del nostro vivere quotidiano. Non appiccare gli incendi in montagna è importantissimo, onde evitare di distruggere il nostro patrimonio boschivo che ci dona l’ossigeno. Tagliare il meno possibile e ripiantare o riforestare lì dove un albero è stato sradicato e tagliato è importantissimo. Le api stanno morendo, per cui abbellire i nostri vicoli con vasetti pieni di fiori può aiutare le nostre api ad impollinare per far venire nuovi frutti; il modello Trentino-Alto Adige è ottimo da trasferire nei nostri vicoli del centro storico. Creare una zona ZTL all’interno del centro storico, ci aiuterà ad evitare di rovinare le facciate delle nostre case, far respirare meno inquinanti pieni di metalli pesanti ai nostri bambini ed a mettere in sicurezza un terreno già fragile di suo.

Fare pressione sull’organo di Giunta affinché si utilizzino i fondi del PNRR per rimettere definitivamente in sesto un terreno a rischio idrogeologico elevato, come quello di Cori valle, può essere un’azione a favore dell’ambiente. Fare interventi di ispezione su tutto il territorio è fondamentale per evitare tragedie come quella avvenuta a Sinigallia nelle Marche, per esempio. Incitare i cittadini che posseggono appezzamenti di terreno da coltivare a creare da sé il compost per il terreno e riciclare gli scarti per riutilizzarli è una buona azione a favore dell’ambiente. Ne potremmo citare molti altri di interventi da fare quotidianamente per far rinascere l’equilibrio e l’armonia attorno a noi. La natura certamente ci ringrazierà.
Vi è un proverbio antico, e di terre lontane rispetto alla nostra, che afferma: “Fai il bene una volta e tornerà indietro a te tre volte. Fai il male una volta e tornerà indietro a te tre volte.” E così anche la natura ci ringrazierà in abbondanza, se faremo lei del bene. Una sola azione a suo favore varrà tre anni di abbondanza. Tante piccole azioni contrarie alla salute della Terra fatte dall’uomo produrranno tre anni di frane, tempeste, alberi spezzati e tetti abbattuti che essa ci regalerà.
No a discariche a cielo aperto, sì al riciclo corretto ed alla gestione corretta del ciclo dei rifiuti. No all’ aria sporca e marcia, sì alla costruzione di piccole-grandi aree verdi di cui il centro storico di Cori è privo. No all’uso di fertilizzante chimico, sì alla cura costante della nostra terra attraverso l’agricoltura biodinamica e l’utilizzo di tecniche biologiche che abbattano le infestanti, gli afidi e tutti i nemici di frutta e verdura. Sì alla cura del nostro giardino, del nostro vicolo e del nostro benessere psico-fisico. Cori deve cambiare rotta e non deve temere di pensare in grande. Nel prossimo numero, se vorrete, ci concentreremo sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla nostra salute mentale e cosa possiamo fare per abbattere i fattori stressanti.
Ylenia Carosi