É una vittoria netta quella del centrodestra alle elezioni e un’amara sconfitta quella della sinistra.
A livello regionale i dati del Lazio riconfermano la “classifica” nazionale. Si afferma il centrodestra al Senato con oltre il 44%, mentre il centrosinistra si ferma al 26,1% e il Movimento Cinque Stelle all’14,8%. Azione Italia Viva, il gruppo formato da Carlo Calenda e Matteo Renzi, ottiene l’8,5%. Alla Camera guida il centrodestra con il 44,8%, seguito da centrosinistra con il 26,7%, Movimento Cinque Stelle con l’15,0%, Calenda-Renzi al 8,4%.
Quanto a Cori, anche la nostra Città, nota roccaforte di sinistra, non sfugge all’imperante populismo di destra. Con un’affluenza alle urne del 67,13% (in linea con il dato nazionale pari al 63,91%), i coresi hanno premiato la coalizione di centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) che si afferma con il 44,93% sia alla Camera che al Senato. La vera vincitrice però è Giorgia Meloni che anche a Cori, con il 28,91% alla Camera e il 29,50% al Senato, diviene primo partito, un risultato a dir poco strabiliante considerando che alle elezioni del 2018 prese soltanto il 4%. Benino la Lega e Forza Italia che si affermano rispettivamente al 9,23% e al 6,75% alla Camera e al 8,79% e al 6,63% al Senato. Male, invece, la coalizione di centrosinistra (Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, + Europa e Impegno Civico) che prende soltanto il 27,08% alla Camera e il 26,13% al Senato.
Da evidenziare è certamente il consistente calo del PD che non riesce a superare il 20% (nello specifico 20,09% alla Camera e 19,40% al Senato). I Cinque Stelle, invece, ottengono un buono e non scontato risultato, affermandosi con il 16,82% alla Camera e il 15,97% al Senato. Dignitoso, infine, è il risultato di Azione Italia Viva, che anche a Cori acquista terreno fermandosi al 7,21% alla Camera e al 7,32% al Senato.
A fronte di questi dati, si osserva quanto il voto locale rispecchi quello nazionale. Non si può non notare come una realtà come Cori, guidata da un’amministrazione di sinistra, per giunta da poco eletta, si sia spostata così tanto a destra. Lode ai vincitori e onore al merito, è una vittoria pulita e schiacciante che non può essere sindacata, però, è indubbiamente una vittoria da def inire sconcertante che andrebbe analizzata a fondo.
A livello locale, vista la discrasia tra le scelte che i cittadini hanno espresso nei due appuntamenti elettorali, amministrative e politiche (al netto delle ovvie diversità tra le due competizioni), la coalizione che attualmente ci amministra avrebbe vinto lo stesso se Fratelli d’Italia o i Cinque Stelle avessero messo in campo un’alternativa valida? La domanda sorge spontanea: è possibile che sotto le mentite spoglie di un Comune di sinistra si nasconda una cittadinanza di destra?
Andrea De Lillis