Puro i corisi iévano la fortuna a ccercà

Quando che i bastiménti / «pe’ ttère assai luntane» / partévano, nonn’èrano sulo, «napulitane»; / puro i Corisi iévano la fortuna a ccerca’ / a Sellùi Mesura / o a Ffiladèlfia Ppa,/ Cesare Chiominto

In questa pagina raccogliamo una piccola parte dei documenti di emigrati , da foto ad autorizzazioni di imbarco per terre lontane, pubblicate nel nostro gruppo, in modo particolare da amici ed amiche che vivono all’estera, in argentina in modo particolare, o che hanno esperienze di emigrazione in famiglia come Stella Benedetto, Romeo Vitelli ed altri. Mentre, invece la breve nota illustrativa l’abbiamo tratta da una ricerca compiuta dalla scuola media Massari con il coordinamento del professore Ettore Benforte.

Alla fine del XIX secolo Cori contava circa 8000 abitanti che arrivarono a quasi 9700 alla fine degli anni ’30, per lo più braccianti e piccoli contadini. La maggior parte degli emigranti coresi erano uomini tra i 18 e 40 anni, che spesso rientrava in patria, e le mete preferite erano le Americhe, anche se vi era una consistente emigrazione stagionale verso le regioni del nord Italia e la Francia.Nel periodo 1890-1930 ci fu un esodo medio di circa 80-100 persone l’anno, con punte di 200-300 in alcuni momenti: solo la forte natalità del tempo ed il rientro di una parte degli emigrati permise alla popolazione di Cori di mantenersi stabile per tutto il periodo di riferimento. Un notevole contributo all’economia corese era dato dalle rimesse degli emigrati che, se da un lato rappresentavano un ritorno economico per il paese, dall’altro, offrendo un’immagine del successo dell’emigrante in terra straniera, invogliavano altri coresi ad emigrare. Non tutti però trovavano fortuna all’estero, la vita degli emigrati era precaria, continuamente esposti a disagi di inserimento e morte durante il viaggio. Famose a Cori erano le “vedove bianche”, donne che non ebbero più notizie dei loro mariti e vissero con l’incognita della loro morte o scomparsa, più o meno voluta. A questa nota abbiamo aggiunto la testimonianza diretta di una nostra amica del gruppo Stella benedetto che vive in Argentina, che in un italiano “faticoso” essendo di fatto di quel bel paese dell’america latina, ci ha trasmesso su fb la sua storia , dei suoi nonni e della sua famiglia. Siamo rimasti fedeli, in questa sorta di traduzione, il piu’ possibile alla semplicità della sintassi e dell’emozione vissuta e speriamo di esserci riusciti.

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