Ormai si viaggia solo per autostrada, perché si vuole fare più in fretta. Attraversare paesi, piccoli e grandi comuni produce ansia; e se le distanze si estendono, non resta altro che prendere il treno oppure l’aereo. Siamo diventati tutti utenti di formula uno, si parte, si attraversano ambienti, si percorre a velocità sostenuta e, si giunge alla meta e in fretta. Negli occhi, una linea fatta di corsie, una divisione per separare l’andata e il ritorno con l’oasi dell’autogrill. E’ vero, come metafora della strada, abbiamo allungato e velocizzato la nostra esistenza, che guadagno ne abbiamo tratto? Giorni più numerosi, si susseguono primavere a primavere, ma la dignità della nostra vita, va spesso in vacanza. Allargare la strada, invece, ci darebbe l’opportunità di esplorare e vivere il mondo dei sentimenti, e delle relazioni tra amici, parenti, conoscenti e altri esseri umani, che in fondo vogliono e aspirano alla stessa cosa: <<voler bene e essere benvoluti, conoscere per apprezzare, ritrovare qualche senso poco sviluppato, per farlo partecipare agli altri cinque, che tutti teoricamente conosciamo>>. Non vuoi leggere il cartaceo, ma chi ti impedisce di scegliere un bravo scrittore, e portare a termine qualche sua opera? Mi fa molta tenerezza, vedere il padrone che guida il cane, approfittando della boccata d’aria che è salutare per ambedue. Ma chi impedisce di comunicare con l’altro essere umano che attraversa ident ica situazione? Che dire poi, di curare il proprio talento musicale o letterario o manuale? La musica, l’arte in generale, è come un fiume che trasporta vita e fecondità, qualsiasi luogo attraversa. Vorrei a conclusione, far menzione di mondo meraviglioso, quello dello spirito, che tocca una corda vibrante, ma molte volte arrugginita, della nostra vita presente, passata e futura. Verso dove andiamo, che cosa ci attende al di là, l’oltre che non può lasciarci mai in pace? Le stelle brillano nel cielo immenso, a noi la ricerca del trascendente, in un mare in tempesta (la vita), brilla una stella (Maria), essere coscienti che qualcuno ti attende: “coinvolge non solo i cinque, ma molti sensi”
Padre Luca