L’urlo di Munch racchiude le umane inquietudini dinanzi al conflitto nucleare
Edvard Munch, pittore ed incisore norvegese, uno dei massimi esponenti del Decadentismo e dell’Espressionismo, nasce a Loten il 12 dicembre 1863. La sua infanzia è segnata da due gravi lutti, quello della morte della madre, quando aveva solo cinque anni e più tardi quello della sorella maggiore, quindicenne. Questo ultimo fatto tragico ispirò il pittore a dipingere “La bambina Malata” e ad utilizzare il colore rosso per esprimere l’angoscia della morte incombente. L’amore, la morte e più tardi la vita, sono i temi pressanti di tutta la sua pittura; le angosce i disagi esistenziali dell’artista, vengono espressi mediante l’uso di colori violenti e irreali, linee sinuose e continue, immagini deformate e consumate dal tormento interiore. La visione della realtà di Munch è sempre intrisa del senso angoscioso dell’incombere della morte; persino l’amore e la voglia di annullarsi uno nell’altro è visto come espressione di un’animalità primitiva ed interpretato come testimonianza di morte.

L’Urlo di Munch è una delle opere più suggestive ed iconiche della storia dell’arte contemporanea. Osservando il dipinto possiamo notare in primo piano la sagoma di un uomo un ectoplasma che urla che grida, simbolo dell’angoscia e dello smarrimento( disperazione esistenziale) che segnò tutta la vita del pittore norvegese. Nel quadro è raffigurato un uomo che vedendo un tramonto rosso fuoco urla il suo dolore la sua angoscia nel sentirsi piccolo nell’immensità dell’universo, nel suo male di vivere, nel non sentirsi capito dai suoi amici e dal mondo intero. Nell’opera è intrisa tutta la poetica dolorosa del pittore, tutta la sua disperazione l’incomunicabilità, l’indifferenza che viene fuori dall’urlo agghiacciante di un uomo su di un ponte che durante il tramonto viene preso da un malessere, da un attacco di panico. In questo quadro Munch mette in evidenza l’indifferenza dei suoi amici che neanche si sono accorti del fatto doloroso che accadeva di fronte ai loro occhi, l’urlo esprime il dramma collettivo dell’umanità intera. Il ponte è simbolo della vita con le sue mille difficoltà. Le figure scure sullo sfondo indicano i falsi amici e rappresentano la falsità dei rapporti umani. L’urlo si propaga nelle convulse pieghe di colore del cielo, della terra e del mare, è una natura che si deforma, che sanguina, che prova lo stesso dolore del protagonista. Munch rappresenta un paesaggio sanguinoso, solcato da linee ondulate, dove pare risuoni la voce umana. Questo grande artista nordico interpretava in anticipo le inquietudini di una generazione, quella che avrebbe vissuto l’orrore della prima guerra mondiale e delle sue conseguenze. Ragione per cui questo quadro piace, prende emotivamente anche senza sapere esattamente cosa significa, evidentemente ci dice qualcosa di profondo su di noi.
Costanza Porcari