A Novembre le “sipportica” rimesse a nuovo
Ci siamo quasi, i lavori presso il cantiere delle “Sipportica” sono quasi giunti al termine. Non vi nascondo la gioia e il desiderio, da condividere con tutti voi, di organizzare una giornata di festa per rendere omaggio alla rinascita di questo luogo storico e unico della Città di Cori.
Il patrimonio storico e culturale è l’eredità di un popolo, è la memoria tangibile e intangibile di ciò che l’uomo ha creato e trasmesso ai posteri, e che ci dà un senso di identità. Solo ciò che viene dal passato diventa patrimonio culturale di una civiltà, perché è ciò che gli uomini hanno, pezzo dopo pezzo, costruito, elaborato, scoperto, teorizzato per poi passare il testimone alle generazioni successive. Tutelare i beni culturali è un dovere, un onere, ma deve essere anche un piacere che richiede il coinvolgimento di tutta la comunità.

Ed è anche sulla scia di questo pensiero che nasce l’intervento sulle “Sipportica”. Il delicato eco-sistema del contesto urbano in cui si trovano ha richiesto una importante opera di messa in sicurezza, di miglioramento sismico e di restauro. Il lavoro ha riguardato via del Porticato e l’insieme di edifici che lo sovrasta, costituito da 23 unità edilizie (di cui 12 abitazioni e 11 locali di deposito), oltre ad alcune corti comuni. Il complesso si configura come il risultato di una stratificazione avvenuta nei secoli, a partire dal V sec. a.C., testimoniata dalla complessità delle tessiture e dalle connessioni tra gli elementi delle diverse fasi costruttive. La componente che fa da trait d’union è sicuramente il camminamento voltato che funge da elemento di ricucitura. Una caratteristica via medievale che poggia su uno dei tratti più ant ichi della cinta muraria (VII-VI sec. a.C.), completamente coperta da case e torri costruite tra il XII e il XVII sec. a.C.
Le Sipportica si presentavano in uno stato di degrado diffuso e di particolare pericolo per le persone. Ora il progetto si prefigge di mettere al sicuro il complesso immobiliare e di valorizzare le singolarità provenienti dalle varie epoche, con l’obiettivo però di dare una lettura unitaria del manufatto, attraverso il restauro che, tra i vari interventi, ha previsto: la pulitura delle mura in opera poligonale; la rimozione di elementi pericolanti, la risarcitura delle lesioni, eventuali integrazioni per la ricostituzione del paramento murario, la rimozione delle stuccature e delle finiture incongrue per le altre murature; il restauro delle volte e della pavimentazione del porticato; la bonifica dei cavi elettrici con rimozione e riordino degli stessi sui prospetti, nel porticato e nel cort ile; la manutenzione del sistema fognario con verifica ed eventuale intervento sul collettore fognario principale sottostante il porticato; la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione; il restauro di Porta Ninfina. Altri luoghi storici e della cultura sono oggetto di interventi di tutela e riqualificazione, come il Museo della Città e del Territorio di Cori, la Chiesa di San Salvatore e la Chiesa di Santa Maria della Pietà. Ma sono ancora diversi i siti di grande valore storico e culturale abbandonati a loro stessi da molti anni, che richiedono un degno restauro, la messa in sicurezza e una giusta valorizzazione. Due esempi tra tutti, l’area del Tempio dei Dioscuri e la Chiesa di San Michele, luoghi che hanno un grande potenziale ma purtroppo li abbiamo dimenticati. Riuscire in un’azione di recupero di questi spazi costituirebbe il tratto distintivo dell’agire di una comunità e consentirebbe di restituire alla collettività nuovi ambienti per la socialità, dove continuare o ritornare a vivere. Non vi nascondo che su entrambi questi luoghi ci stiamo muovendo. Di concerto con la Curia è stato predisposto un progetto esecutivo di messa in sicurezza di San Michele che ha già visto il parere favorevole della soprintendenza, ora, si è in attesa del parere del Genio Civile. Completato questo ultimo passaggio burocratico, si potrebbe passare all’avvio dell’opera, determinate le risorse finanziarie. Allo stesso modo, sull’area dei Dioscuri, l’amministrazione ha in mano un progetto, questa volta però non esecutivo, ma che è un ottimo punto di partenza per poter richiedere risorse allo Stato, alla Regione, in ambito di Pnrr: siamo in attesa che esca, infatti, qualche bando idoneo all’intervento. Penso che il risultato raggiunto con le “Sipportica” possa essere un incoraggiamento a continuare e porsi nuovi obbiettivi sempre più ambiziosi per migliorare la bellezza del museo a cielo aperto della nostra Città.
Mauro Primio De Lillis
Sindaco della Città di Cori