Serve un’integrazione con i poli ospedalieri

La medicina territoriale comprende tutte quelle prestazioni sanitarie di primo livello e pronto intervento che hanno finalità preventive e che si presentano come alternativa all’ospedalizzazione. Questi servizi servono ad evitare d’intasare gli ospedali per problemi futili, a garantire la continuità assistenziale per i pazienti e dovrebbero rappresentare un filtro tra un’assistenza sanitaria minima, gestibile sul territorio ed una più specialistica in cui sono richieste strutture adeguate e maggior personale. Il condizionale è d’obbligo perché, purtroppo, non sempre viene raggiunto questo obiettivo, in quanto tra le finalità descritte e la reale attuazione di queste misure c’è un gap considerevole. Il motivo è dato da una prevalente cultura ospedalo-centrica, dalla mancanza di risorse e di modelli organizzativi. Questo modello di medicina del territorio si adatta bene a quella che è la situazione sanitaria che riguarda Cori e Giulianello. Come Assessore alla Sanità ho avuto modo di effettuare diversi sopralluoghi sulla struttura di Cori, sia presso l’Ospedale di Comunità sia al PAT (Punto di Assistenza Territoriale) ascoltando le esigenze degli operatori e acquisendo informazioni sulle problematiche che incontrano quotidianamente. Ho potuto constatare la professionalità degli operatori, medici, infermieri, personale socio-sanitario e amministrativo, soprattutto la volontà di garantire, nel miglior modo, possibile i servizi all’utenza. Insieme al Sindaco De Lillis ho avuto un incontro molto interessante e produttivo anche con i medici curanti di Cori che ci hanno illustrato a che punto sono i percorsi dei pazienti relat ivi ai progetti avviati, i PDTA (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) per lo scompenso cardiaco, il diabete, le broncopneumopatie cronico-ostruttive. E’ necessario continuare a sensibilizzare la cittadinanza su questi percorsi molto utili, gestit i dai medici curanti e dal personale infermieristico dell’Ospedale di Comunità, ed inoltre avviare la telemedicina. La telemedicina è quel servizio che rientra nel progetto “accorcia le distanze”. Questo progetto permette al paziente di avere risposte alle proprie esigenze diagnostico-terapeutiche non muovendosi da Cori, ma con la presa in carico da parte dei medici ed infermieri dell’Ospedale. Viene utilizzata l’apparecchiatura già esistente per trasmettere i dati a Latina ed avere nell’immediato il riscontro diagnostico. Purtroppo questo servizio è fermo e abbiamo interessato gli organi preposti per farlo partire al più presto. E’ premura dell’assessorato e di tutta l’amministrazione intervenire con la ASL per dare inizio a questo servizio, per ripristinare anche il punto prelievi di Giulianello per intervenire sui problemi che interessano il PAT tra questi, l’assenza a volte imprevista del medico in sede. Abbiamo fatto richiesta alla ASL di attivarsi per la riapertura anche notturna del PAT in modo che la continuità assistenziale venga garantita dalla presenza in loco, in orario notturno, della guardia medica e del personale infermieristico. Nei giorni scorsi il Sindaco, il Consigliere Regionale La Penna ed io siamo stati ricevuti dall’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, dott. Alessio d’Amato, al quale abbiamo illustrato la situazione sanitaria del nostro territorio. Abbiamo messo sul tavolo di discussione le criticità e le carenze che interessano la nostra comunità in termini di erogazione di servizi sanitari, come ad esempio le difficoltà nel punto prelievi di Cori, che necessita di ulteriore personale infermieristico e soprattutto quello di Giulianello che deve essere riavviato. Abbiamo evidenziato anche la carenza di personale medico e paramedico all’interno della struttura ospedaliera e ribadita l’esigenza di tenere aperto il PAT h. 24. All’Assessore D’Amato abbiamo presentato anche la volontà di far fronte alle esigenze della nostra comunità, senza intasare l’Ospedale di Latina, con l’intenzione di aumentare il ricovero dei pazienti cronici presso l’Ospedale di Comunità, che dispone anche di due posti hospice per i pazienti in stadio terminale; pazienti delicati che devono essere assistiti sia dal punto di vista medico-infermieristico sia psicologico e di vicinanza con la famiglia d’appartenenza nell’ottica dell’umanizzazione della sanità. Gli Ospedali di Comunità, i PAT, l’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina sono i perni attorno ai quali si svilupperà l’offerta sociosanitaria territoriale del futuro, in un’ottica di integrazione e complementarietà con i poli ospedalieri. L’Assessore D’Amato ha ascoltato attentamente le nostre richieste assicurando il suo impegno nel risolvere quanto più possibile le criticità evidenziate.

Antonio Betti 
Assessore alla Sanità, Medicina del Territorio e Personale

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