Volare sul centro storico di Cori…

Cari lettori, è un vero piacere per me tornare a scrivere per “il Corace” che ringrazio ancora per l’invito, nella persona del nuovo direttore Emilio Magliano, a cui rivolgo il più grande in bocca al lupo per essere alla guida di questo giornale, che da tempo è il punto di riferimento nel raccontare la vita quotidiana di Cori e del suo Territorio.

E vorrei partire proprio dalla nostra amata Cori, che da più di duemila anni, è lì, adagiata su una collina dei monti Lepini, immobile, in silenzio, osservatrice della vita che scorre, delle trasformazioni in atto e non solo, e fare una riflessione con voi, da due punti di vista differenti: dall’alto grazie all’ausilio di nuovi strumenti tecnologici, come ad esempio un drone e, da terra, percorrendo e perdendomi tra i numerosi vicoli del paese…

Da mesi, in funzione della mia professione di Architetto Paesaggista, sto affiancando per passione nonché per necessità, anche quella di pilota di droni, che mi sta portando per lavoro, a volare in tutta Italia, sia su moltissimi centri storici, ma anche su alcuni monumenti importanti e famosi di Roma come il Colosseo, l’Altare della Patria e Piazza del Campidoglio, visitati durante il periodo del Latium Festival. Un’ emozione unica, e anche se fisicamente si è a terra, con gli occhi e la mente si vola, si osserva e si percepisce un paesaggio totalmente inedito, a volte sconosciuto, ma di una bellezza incredibile… Ed è quello che mi è capitato, anche quando ho volato per la prima volta su Cori, baciata dagli ultimi raggi del sole e con i Lepini alle spalle.

Ricordo, come fosse ieri, la prima volta che presi il mio drone e lo posizionai in piazza Sant’Oliva e dopo il decollo, le prime immagini dal radiocomando, man mano che salivo di quota, davanti ai miei occhi apparve tutta la struttura urbana della città, composta da tantissimi edifici colorati, i principali monumenti, con il Tempio d’Ercole ed il campanile, rosso fuoco. Cori dall’alto è uno di quei borghi che più mi ha entusiasmato per la sua bellezza, (non lo dico perché sono di casa), ed è uno di quei pochi centri storici, che ruotandoci attorno, cambia totalmente nella sua fisionomia. La cosa che risalta subito agli occhi è come sia strutturato in due nuclei abitati ben distinti, legati tra loro, dall’area del Comune e del complesso monumentale di Sant’Oliva, come ci raccontano anche i tanti libri sullo studio urbano della città, ma è ruotandoci attorno, che si comprende quanto tutto questo sia incredibile, dove sul versante sud-est la scollatura è accentuata dalla fascia verde degli orti di Via dei Lavoratori, mentre osservandolo da ovest (fotografia 1) risulta un nucleo urbano molto più compatto, e se lo osserviamo da nord, domina ancora il verde quasi nella sua quasi totalità, generato dal parco Fratelli Cervi.

Centro storico in notturna F. B.

Una fra le immagini che più mi ha colpito, è quella al crepuscolo, quando da una altezza importante, sono riuscito ad immortalare nella sua totalità, il centro storico, con tutte le luci accese, che disegnavano le principali stradine e vicoli, facendo risaltare il disegno urbano della Città (fotografia 2).

Se iniziamo a scendere, avvicinandoci ai tanti monumenti di cui è composta, ci rendiamo conto della storia che ci è stata lasciata in eredità dai nostri predecessori, ma anche delle tante cicatrici, che sono presenti, dovute in primis al periodo bellico, che ha profondamente trasformato, alcune aree, e che ad oggi sono rimaste totalmente incompiute, senza una progettazione che possa esaltarle per la loro posizione e bellezza. Ad esempio, una tra tutte, sta nella difficoltà di fotografare e riprendere il nostro monumento principale dall’alto, pubblicarlo attraverso i social, quindi al mondo intero, quando come quinta scenografica, troviamo una distesa d’asfalto e macchine, ad opprimere la sua bellezza. Molti dei problemi vengono quasi mascherati in una foto area, perché nella totale complessità si perde la percezione di ogni singolo elemento, e quello che risalta all’occhio è la sua interezza, la sua complessiva bellezza e struttura, ma è quando si torna a terra che ci si rende conto, delle tante problematiche che iniziano a vedersi, e di cui tutti noi siamo a conoscenza; dal periodo post bellico alla ricostruzione del centro storico, al non essere stato valorizzato come si deve, con spazi ed edifici, che non si integrano assolutamente con le architetture del passato. Per non parlare dei numerosi abusi edilizi, o del decoro urbano, un altro tema molto importante a cui bisogna iniziare a pensare in maniera concreta.

Come penso e sostengo, ed ho ripetuto più volte, serve un piano di rilancio, almeno nei luoghi e spazi più importanti, che possa essere il punto di partenza per un’accoglienza turistica di qualità, ed in questo periodo storico che stiamo vivendo, di turismo ne abbiamo veramente tanto bisogno! Oggi il traino maggiore del turismo deriva dagli eventi più importanti che ospita la nostra Città, come il Carosello Storico dei Rioni, il Latium festival, l’esperienza di qualche settimana fa con Viaggi del Gusto a Cori, che mai come quest’anno, ha richiamato tanti turisti da fuori. Passeggiare e perdersi tra i tanti vicoli della città di Cori, respirare e toccare con mano la storia, concentrarsi sul bello e sui dettagli che ogni facciata nasconde, è un’esperienza, che andrebbe vissuta in maniera molto più piacevole, mentre alcune volte, siamo distratti dalle tante cose che non vanno, o che ci sembrano assurde intorno a noi. In conclusione è necessario amare e valorizzare quello che abbiamo ricevuto in eredità al fine di promuoverlo, farne conoscere la storia, consegnarlo nel modo più intatto e preservato possibile alle generazioni future!

Fernando Bernardi

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