Come le farfalle

ll 25 novembre si è celebrata nel mondo la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne.

La scelta di tale data non è casuale, ma coincide con il brutale omicidio delle sorelle Mirabal. Era il 25 novembre 1960, quando Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal della Repubblica Dominicana, venivano violentate, seviziate e barbaramente uccise per la sola colpa di aver combattuto per la libertà ed essersi opposte al regime dittatoriale di Rafael Leonidas Trujillo. “Las Mariposas” che significa “Le farfalle” era il loro nome in codice. L’unica sorella rimasta in vita perché non impegnata attivamente contro il regime fu Adele, detta Dedè, che per colmare il rimorso di essere sopravvissuta alle amatissime sorelle si diede il compito di custode della loro memoria. Nel 1999 Dede’ pubblica un libro dal titolo “Vivas in su jardin” dedicato alle sorelle le cui pagine sono definite “Fiori del giardino dove rimarranno vive per sempre le mie farfalle”. L’assassinio delle sorelle Mirabal provoca una grandissima commozione in tutto il paese fino a risvegliare le coscienze di un popolo oramai assopite e abituate ad un regime dittatoriale che durava da trenta lunghissimi anni e Las Mariposas divennero il simbolo di forza, coraggio e resistenza.

Il 25 novembre è la ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999. Giulianello insieme al Comune di Cori, alle Associazioni del territorio e all’ente ASBUC hanno organizzato una giornata di incontri e dibattiti su questa tematica per ricordare le vittime di maltrattamenti, abusi e femminicidi e per combattere le discriminazioni e le disuguaglianze di genere. Tra le tante iniziative proposte nella giornata, è stato senz’altro essenziale il contributo della scuola. Proprio perché secondo i promotori dell’iniziativa, la lotta contro la violenza comincia a scuola. La violenza sulle donne è un dramma che condiziona tutti gli aspetti della vita sociale e rappresenta una delle forme più evidenti di diseguaglianza. Infatti si tratta di un problema strutturale ed è necessario che l’azione di prevenzione di questo fenomeno inizi proprio dalle scuole.

E’ da qui che ragazzi e ragazze possono capire ed apprezzare i valori del rispetto reciproco, dell’etica umana e della legalità. La sensibilizzazione e l’informazione su una tematica cosi attuale riguarda tutti, nessuno escluso. La manifestazione ha avuto inizio alle 10.00 a Cori con l’inaugurazione della panchina rossa, simbolo del posto occupato da una donna che non c’è più, portata via dalla violenza. In presenza del Sindaco Mauro De Lillis, dei componenti della giunta, del consiglio comunale e della Presidentessa dell’Associazione “Chi dice donna” Cinzia Bagaglini, hanno partecipato, leggendo pensieri e brani dedicati alle donne, i bambini della scuola elementare di Cori accompagnati dalle loro maestre. Anche quest’anno l’Associazione “Chi dice donna” è impegnata nell’organizzare attività creative e laboratori dedicati alle donne e alla loro valorizzazione.

Particolare cura è stata riservata all’arredo urbano, infatti la piazza del centro storico di Giulianello, che ha ospitato la prima parte della celebrazione, è decorata con tante farfalle colorate, prodotte dalle stesse associate con un minuzioso lavoro a uncinetto. Ad iniziare sono stati i ragazzi delle scuole elementari e medie che hanno scritto dei pensieri approcciando l’argomento in maniera ludica per riflettere e facilitare con parole semplici nuove emozioni positive che con il tempo potrebbero innescare meccanismi di ragionamento che favoriscono il rispetto reciproco e la non violenza sulle donne. Un ringraziamento va alle maestre e alle professoresse dei plessi di Giulianello e Cori che hanno saputo coinvolgere e sensibilizzare con interesse i loro studenti su un concetto così orribile. Nel pomeriggio la manifestazione è continuata a Piazza XI settembre 2001, dove è stata inaugurata la panchina rossa a cura dell’associazione “La Stazione”. La cerimonia è andata avanti con il convegno tenuto nei locali del centro anziani “Il Ponte” in cui sono intervenuti: Cinzia Bagaglini, l’Assessora del Comune di Cori Elisa Massotti, il Consigliere Comunale Michele Todini, Giulia Bertassello del Centro Donna Lilith, Yuri D’Arcangelis di Mariposa A.P.S., Sabrina Verri assessora alla Cultura del Comune di Lariano, Pola Zanetti che ha presentato il suo libro “Vivere senza vivere”. Gli interventi sono stati scanditi con letture di brani sull’argomento da Gloria Abbafati e Marco Tredici, introdotti da Wladimiro Sist. Durante l’evento è stata esposta la mostra fotografica di Ilaria Benecchi e artistica di Alessandro Marchetti.

La conclusione commovente è stata affidata ai pensieri scritti dai bambini e ragazzi delle scuole di Giulianello e Cori musicate e cantate da Jorge Mohira e Giacomo dell’Orco. Le farfalle (las Mariposas), sono state la fonte ispiratrice presa dalla storia delle sorelle Mirabal. Ci piace immaginare a noi donne di “Volare libere” come le farfalle, senza limitazioni e impedimenti sociali, essere simbolo di forza, coraggio, denuncia e opposizione alle disuguaglianze ed essere solidali nella lotta per i diritti umani.

“Se Trujllo mi uccide, tirerò le braccia fuori dalla tomba e diventerò più forte di lui”
Minerva Mirabal

Carla Colla
Associazione, “Chi dice donna“

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