L’EDITORIALE: Senza vergogna…

Sulle macerie del PD si abbatte la valanga tombale dello scandalo europeo. Ma è il vaso di Pandora. Tutti coinvolti. L’Europa scopre la pressante presenza dei lobbisti a Bruxelles.

Un sacco di soldi. Ma non per modo di dire. No, proprio un sacco, anzi valigie di soldi, borsoni. E tutti cash, ovviamente.

Sono quelli rintracciati dalla polizia belga su ordine della Procura e che vedono coinvolti la Vicepresidente dell’Europarlamento Eva Kaili, socialista, Antonio Panzeri europarlamentare di Articolo Uno, precedentemente PD, mentre ci sono accertamenti sul suo collega, sempre Dem, Andrea Cozzolino, non indagato ma sospeso dal partito perché non chiari i suoi rapporti con il suo assistente Francesco Giorgi, sottoposto ad arresto domiciliare. Ma tanti altri nomi sono coinvolti in questo che tutti conoscono come lo scandalo “Quatargate”.

I giornali di destra, con la “sobrietà” che a loro appartiene, (La Verità, il Tempo, Libero, Il Giornale) stanno dando addosso alla sinistra europea, bersaglio preferito i Dem, ovviamente, che fanno parte del gruppo eurosocialista. Cosa legittima, ma farebbero bene a darsi una calmata perché questa vicenda è come il vaso di pandora. Ora che è scoperto non si sa cosa ne chi verrà fuori.

Ma cosa è accaduto esattamente? E’ accaduto che i lobbisti del Quatar, per influenzare il Parlamento Europeo in modo favorevole alla decisione di far svolgere il Campionato del Mondo nel loro Stato, piccolo ma potentissimo e da anni in affari con i grandi della terra, hanno corrotto a suon di mazzette, milioni di euro, quanti, nelle sedi opportune, avevano la possibilità di condizionare i “rappresentanti del popolo” affermando il falso: e cioè che il Quatar non è quello Stato dove i diritti sono negati, dove si va in galera per niente e la parola democrazia resta un tabù; bensì uno Stato che sta facendo grandi passi avanti sulle conquiste civili e quindi meritava i Mondiali. Non fa niente se la costruzione dello stadio è costata, come è stato appurato, centinaia se non migliaia di morti. E così l’Europa e l’Italia hanno scoperto i lobbisti e le lobby. Sono quei funzionari che girano per il Parlamento Europeo per favorire questo o quel gruppo di interesse, aziende, società o altro, dalle quali sono pagati. Solo che questa volta non si sono venduti una quota societaria di qualche grande compagnia petrolifera, ad esempio, ma si sono venduti una democrazia che non c’è. E chi si è fatto corrompere ha rinnegato quel sistema valoriale di libertà su cui si regge l’occidente. Ha rinnegato, ha sputato sopra le fondamenta su cui si regge l’Unione Europea.

Ecco perché questa ignobile vicenda non è paragonabile alla “questione morale” di berlingueriana memoria. Che poi ha avuto il suo epilogo con “tangentopoli”. No. Siamo di fronte ad una “questione immorale” che rischia di essere un punto di non ritorno, non solo per la sinistra italiana ed europea, già moribonda di suo, ma per la credibilità dell’Unione Europea e presta il fianco alle peggiori derive populiste e sovraniste che in questa palude maleodorante ci sguazzano. Sarebbe troppo chiedere a chi è coinvolto di vergognarsi e al PD e ai socialisti di fare piazza pulita. Dinanzi a questo schifo anche l’ottimismo “della volontà” di Gramsci va a farsi benedire. Anzi, va a farsi fottere.

Emilio Magliano 

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