“Priorità a programmi ed idee”

ALL’INDOMANI DELLA SCONFITTA NELLE ULTIME ELEZIONI POLITICHE DEL 25 SETTEMBRE, IL PARTITO DEMOCRATICO HA DECISO DI CONVOCARE UN CONGRESSO STRAORDINARIO. COSTITUENTE, COME È STATO DEFINITO DALLO STESSO SEGRETARIO DIMISSIONARIO ENRICO LETTA, E CONTRADDISTINTO DA UN BEN DELINEATO PERCORSO DI CONFRONTO E DISCUSSIONE AL TERMINE DEL QUALE SCEGLIERE IL NUOVO SEGRETARIO, E CON QUEST’ULTIMO IL NUOVO GRUPPO DIRIGENTE. A UN COMITATO, COSTITUENTE APPUNTO, FORMATO DA UN CENTINAIO DI PERSONALITÀ TRA CUI MEMBRI DEL PD, DI ART.1, DEL PARTITO VERDI EUROPEI, DEL CENTRO DEMOCRATICO E ALTRE PERSONALITÀ DELLA SOCIETÀ CIVILE È STATO AFFIDATO IL COMPITO DI REDIGERE IL “MANIFESTO DEI VALORI E DEI PRINCIPI” CHE COSTITUIRÀ LA BASE IDEALE DEL PARTITO RINNOVATO. SEGUIRANNO NEI CIRCOLI SPARSI IN TUTTA ITALIA IL CONFRONTO DELLE MOZIONI E DELLE CANDIDATURE E DUNQUE LE VOTAZIONI. I DUE CANDIDATI MAGGIORMENTE VOTATI SI SFIDERANNO INFINE NELLE ELEZIONI PRIMARIE APERTE A ISCRITTI E SIMPATIZZANTI FISSATE PER IL 19 FEBBRAIO 2023.

Questo congresso, diciamolo, è e deve rappresentare per tutta la nostra comunità una grande occasione per tornare a confrontarci sulle idee. Si trasformerà invece in un’occasione persa se la discussione si dovesse concentrare esclusivamente sulla scelta del leader, con conseguente riposizionamento della vecchia classe dirigente che in questi ultimi anni ci ha portato a numerose sconfitte. Mentre la comunità del PD si prepara al congresso e al nuovo ruolo di opposizione al Governo di destra, il Partito di Cori e Giulianello è impegnato in una serie di iniziative di carattere generale e/o locale aventi l’obiettivo di suscitare e promuovere la più ampia partecipazione possibile, sia nella discussione che nella elaborazione delle tematiche; quello “spazio aperto” di cui abbiamo sempre parlato. Già due appuntamenti sono stati svolti al riguardo e molto partecipati anche da non iscritti.

Al contempo, credo fermamente che non ci si debba e non ci si possa limitare all’organizzazione di eventi e iniziative, ma che occorra creare strutture per la partecipazione duratura nel tempo. E quindi abbiamo l’intenzione di organizzare un corso di formazione politica rivolto ai più giovani, per far crescere una nuova classe dirigente e contemporaneamente dare il via al processo di istituzione di un circolo dei Giovani Democratici, oltre che, come già discusso nell’incontro pubblico del 12 marzo 2022, l’ideazione e la creazione di un piccolo organo di stampa del Partito e un seminario a cadenza annuale (full immersion di 1 o 2 giorni) focalizzato sui temi politici e amministrativi riguardanti la nostra Città. Un mio grande desiderio nonché augurio è che la Politica, non a caso con la P maiuscola, torni a essere la passione di molti e non di pochi. Come lo è stato e lo è ancora per me. La politica convochi “le persone attorno a una speranza e a un sogno e non a una paura o all’odio” cit.

Partendo dal fatto che non possiamo negare di essere stati testimoni di una sconfitta, prima di analizzarne le motivazioni tuttavia va detto che il PD resta l’unico partito contendibile nel panorama politico italiano e già questo non è di poco conto. Credo che il PD, più che una sconfitta elettorale, abbia subito una sconfitta politica. In queste elezioni abbiamo commesso molti errori; la polarizzazione non ci ha premiato come speravamo, abbiamo sopravvalutato la capacità di trascinamento dell’opzione Draghi pensando che potesse portare consensi a chi lo aveva sostenuto con lealtà fino in fondo; e poi la legge elettorale, che avrebbe premiato quelle alleanze che non siamo riusciti a costruire, il non aver saputo veicolare molte interessanti e important i proposte programmatiche e infine la mancanza di coraggio nell’immaginare un’altra società in grado di accogliere lo smarrimento dei cittadini e di dare risposte concrete alla drammaticità del reale. Il partito è stato percepito come il partito del potere e non, come invece è sempre stato, il partito della responsabilità. Anche perché i cittadini sembrano avere la memoria corta (12/11/2011 docet, governo Draghi docet, etc.).

La destra ha un nemico da opporre a ogni disperazione (gli immigrati, il sistema, l’Europa, i complotti internazionali) ha voglia di ricostruisce o riscrivere la storia italiana con disinvoltura e con qualche amnesia di troppo, favorita dalla distrazione di avversari e osservatori e una strategia per affermare l’ideologia della nuova destra al potere; a ciò noi dobbiamo puntare invece ad avere una visione che trasmetta un sent imento positivo e umanità che oramai manca a tutte le società moderne, travolte, da egoismo, cinismo e da una ferocia gratuita verso il prossimo. Il nostro congresso dovrà elaborare una proposta che a ogni disperazione possa opporre una speranza. I privilegi e le differenze sociali sono prodotti dalla società, dall’uomo e non dalla natura, quindi l’uomo deve trovare le soluzioni affinché siano superati.

Bisogna riflettere su ciò che sono stati questi primi 20 anni del nuovo millennio (crisi economica, crisi climatica, crisi dell’Europa, pandemia, guerre, mutamenti demografici, la nuova povertà etc.) e ripensare un’altra società. Spero che le scelte che si faranno terranno conto di ciò che è successo. Non ho la sfera di cristallo ma provo a indicare qualche possibile, e auspicabile, scenario. In un partito i cui i gruppi dirigenti riconoscono la sconfitta e indicano come una delle prime cose da fare il congresso, mi auguro che venga lasciato spazio a nuove persone e a nuove generazioni. Non si adatti il partito alla biografia del leader ma ci si sforzi tutti insieme di trovare qualcuno che sappia dare speranza e, come ho detto prima, si ripensino i principi di come immaginare la società combattendo le disuguaglianze di tutti i generi, la povertà, le discriminazioni, il lavoro povero, l’assalto alla laicità dello Stato e non ultimo il ritorno al “medioevo” del quale si vedono le prime avvisaglie sia con le dichiarazioni post elezioni, sia con la formazione del Governo. Ricordandoci che la loro pericolosità sta nella sua natura di classe che è insopprimibile. Infatti basta leggere al disegno di Legge di Bilancio per capire che non è stato fatto nulla per la povera gente: via il reddito di cittadinanza, no al salario minimo, strizzate d’occhio all’evasione con l’aumento del tetto al contante o la questione relativa al Pos. Per non parlare del fisco, nessuna riduzione delle tasse per i lavoratori, ma riduzioni ceti medio-alti con Flax Tax e art 26 e 27 della Legge. Questa offensiva sociale va esattamente nella direzione opposta di quello che farebbe la sinistra. Comunque autarchia, sovranismo, meritato riscatto, nostalgia sono concetti lontani dal mio pensiero.

È pur vero che desideri e parole restano tali finché non si trasformano in realtà. D’altra parte la montagna che dobbiamo scalare, per allungare la prospettiva, la vediamo tutti. Anche per questo il congresso dovrà essere il momento di riconciliazione con il nostro popolo e di individuazione di ciò e di chi vogliamo rappresentare. Vorrei chiudere questa articolo con una citazione a me cara e sempre più attuale: “Il passato, il futuro. Ci sono momenti della storia in cui la rinuncia al coraggio di progettare il nuovo apre la strada a chi guida la rabbia verso approdi sconosciuti. La sinistra non può avere paura del futuro, ne nostalgia del passato”. PS. Colgo l’occasione per esprimere solidarietà e vicinanza, da parte mia e di tutto il PD di Cori e Giulianello, alle donne Iraniane e a tutte le donne vittime di violenza.

Paolo Cioeta 
Segretario del PD di Cori

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora