Astensionismo allarmante

I risultati elettorali nella nostra comunità /nella tabella i dati definitivi

Benvenuti a Cori, già roccaforte rossa dei Monti Lepini dal dopoguerra (insieme a Sezze), salvo breve parentesi, ed ormai – dalle elezioni politiche del 2018 – divenuta città dell’asimmetria politica. Avviene così che nelle elezioni regionali di questo mese si decreti il primato della coalizione di centro destra, con Fratelli d’Italia che assurge al ruolo di partito più votato; e lo stesso sia avvenuto il 25 settembre, in occasione delle elezioni politiche, mentre solo a giugno 2022 il paese aveva espresso una maggioranza nettissima e una fiducia elevata per la riconferma del sindaco Mauro De Lillis (Pd) alla guida di una coalizione di centro sinistra a forte trazione del partito democratico, con una percentuale che sfiora l’80%, e con le sole briciole lasciate all’alternativa proposta dal centro-destra. Per il centrosinistra, il PD e il sindaco De Lillis, si è ripetuto pressoché identico nelle cifre del consenso, il risultato del 2017, ed anche, per contrappeso, nella compagine sfidante del centrodestra: con la sola variante (ma non da poco) relativa agli effettivi votanti, di molto calata in questa tornata, quando il tema della forte crescita dell’astensionismo ha iniziato a fare capolino, per poi ripresentarsi con ancora maggior forza in questa tornata elettorale regionale, quando i votanti effettivi si sono fermati al 40,9%, qualche punto (4) più su della media regionale, ma sempre sconvolgente per una cittadina dal grande retaggio democratico, da sempre contraddistinta da grandi passioni politiche, e da grande voglia di partecipazione dei suoi abitanti alla vita civica e politica cittadina. Oggi, sul fronte della partecipazione attiva, ci sono macerie, e macerie non isolate, ma grandi come quelle di un forte terremoto.

Cori ovviamente non è un’isola e si muove nel contesto generale, ma ciò non dovrebbe rappresentare un alibi per nessuno, ed anzi dovrebbe interrogare la classe politica locale (quella che c’è) a come tornare tra la gente e a come riuscire ad interpretare i sentimenti, i bisogni, le necessità, le aspettative della popolazione, e a come rappresentare per ciascuna forza politica e per ciascuna area politica il proprio mondo, iniziando – soprattutto per il settore di centrosinistra – a capire davvero quale è questo “proprio” mondo. Tornando ai dati elettorali ed alle percentuali, va interpretato perché il corpo elettorale locale si trovi ben rappresentato alle amministrative dal blocco politico e di rappresentanza e anche di potere del centrosinistra, giudicato aperto e inclusivo e collaudato (e se non fosse così come spiegare l’80%?), e non dagli sfidanti del centrodestra (che si fermano al 20% e ad un ruolo di opposizione di bandiera e non intercettino nemmeno in minima parte quel sentimento politico di centrodestra, pur ormai prevalente quando il voto è politico – elezioni parlamento – o comunque di rilevanza anche politica – elezioni della regione). Interessante sarebbe sapere se questi risultati locali derivino più dal merito della compagine amministrativa o dal demerito dell’opposizione, o forse se la verità non stia più probabilmente a metà strada. Sempre su questo voto regionale, dobbiamo dire del capitombolo dei 5 Stelle, passati in nemmeno 5 mesi dagli 835 voti della Camera ai 283 voti alle regionali, e del forte ridimensionamento del Terzo Polo, anche se va detto che sono compagini più legate al voto di opinione e non radicate nei territori, che pagano pertanto un forte scotto in un voto come quello regionale, dove gli apparati e la presenza territoriale gioca un grosso ruolo. Va anche detto che il candidato locale tira sempre: nel 2018 se ne avvantaggiò Renzo Dolci, presente in una lista civica per Zingaretti, che fu il candidato più votato nel centrosinistra; e questa volta registriamo l’ottimo risultato di Aristide Proietti a Giulianello (233 voti) dove ha trainato la sua lista (PSI). Bene anche la performance di Salvatore La Penna (474 voti) – peraltro rieletto consigliere regionale – portato da tutto il PD locale, che gli ha dato atto di un impegno costante a favore dell’amministrazione cittadina. Ora vedremo alla prova il centrodestra del Governatore Francesco Rocca, che ha assicurato un’attenzione particolare per la sanità territoriale, e vedremo se ciò comporterà miglioramenti sul fronte del nostro Ospedale di Comunità e del Punto di Assistenza Territoriale (PAT): fronte questo che nel nostro comune ha penalizzato un po’ il consenso al candidato presidente Alessio D’Amato, già assessore regionale alla sanità.

Antonio Belliazzi

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