I Bucciarelli: Le foglie vibrano…

Le foglie vibrano al soffio del vento, i fogli volteggian ogni momento cullati dai prati della memoria, insieme cantano novella storia.

Seguo il percorso tracciato da padre Sante Laurienti, porto con me l’ Historia Corana come filo di Arianna per trovare la strada narrativa. Tra le famiglie scelgo i Bucciarelli perché mi permettono di postulare valori. 2 Il Laurienti afferma che la famiglia Bucciarelli1 è tra le più antiche di Cori. Il primo Bucciarelli è Francesco proveniente dall’Aquila giunse a Roma, prese casa nel rione Colomnae, divenne cittadino romano, fu Officialis Populi Romani nel 1419 al tempo di Martino V Colonna. Iste generò Antonio che si trasferì a Cori con la moglie e i figli Iacobum et Bucciarellum .

Padre Sante precisa che tale notizia l’ha personalmente letta nel registrum del cavaliere Dominicum Iacobatius nobilem Romanum,3 imparentato con i Veralli, il cui palazzo confinava con la Porta Signina e l’epigrafe sul portone lo rammenta4. Padre Laurienti comincia a narrare la famiglia come se stesse srotolando una pergamena zeppa di nomi, cariche, matrimoni5. Forse il cavaliere Iacovacci sapeva che i mercanti Bucciarelli erano tra le famiglie più importanti dell’Aquila. Nella metà del Duecento in Italia la società cominciò ad uscire dai secoli bui; le famiglie commercianti intrapresero nuove vie di scalata sociale scegliendo studi in Legge, Teologia o Arte Militare. A l’Aquila un Buccio – patronimico da Iacobo+suffisso vezz. uccio – era figlio di un mercante, prese il titolo dottorale e da lui i discendenti diventeranno Bucciarelli6. Antonio Bucciarelli, il primo che arrivò a Cori, assegnò ai figli proprio i nomi Iacobo e Bucciarello, continuando la tradizione. Da Antonio il figlio Bucciarellum generò quattro figli maschi. Bucciarellus fu notaio, da un documento del 1507; Agostinus fu Giudice e Vicario Generale di Ostia e Velletri nel 1548. Paulus non fu prudente, sposato generò Bucciarellum secundum dall’unica figlia di Angelo Giuliani. Lucantonius, dottore in Legge e sacerdote, ebbe Rutilius figlio illegittimo, dovette essere un personaggio di grande spessore poiché gli fu concesso Privilegium à Populo Romano. Fu notaio, ebbe due mogli e generò figli e figlie che morirono tutti. Marsilius anche fu Vicario Generale e Canonico della chiesa di S. Maria della Pietà. Pompeius esimio giudice e professore in Theologia, lavorò sugli Statuta Corana ma fu anche magister et Auditor di Mancantonio Colonna al tempo di Pio V e governatore in molti luoghi. Sposò una Riozzi ed ebbe figli e figlie che morirono bambini. Dopo la morte della moglie fu Archipresbitero della Chiesa di S. Maria, visse 102 anni. Padre Sante continua: Antonio, fratello di Bucciarello senior, generò Pompeo, Antonio secondo; Catharina e Francisca. Iacobo, figlio di Antonio fratello di Bucciarello, fu il primo Sindicus apostolico della chiesa di S. Francesco. Francisca sposò Bernardino Clarii e Catharina sposò Gianantonio Prosperi. Antonio sposò Juliam e generò Pietro, Lorenzo e Marzio fu Giudice e Presbitero della chiesa di S. Salvatore ed eletto Vicario del card. Gesualdo. Lorenzo fu notaio e governatore, sposò Francisca di Leonardo Colangeli, fece figli e figlie morti in infanzia, superstiti furono Victoria, Faustina, Drusilla, Laureta che sposò Svetonio di Marziale Morza. Drusilla sposò Bernardino Gatti… Pietro sposò Santha Juliani nacque Mercurius che divenne medico e filosofo celeberrimus, le sue figlie sposarono un Montagna e un Fasanella.

Le famiglie più altolocate di Cori apprezzarono i Bucciarelli per i pregi che rappresentarono. Rosato patrocinò un dipinto alla chiesa di S. Salvatore nel 1700 e fece offerte ai Conventi di S. Francesco e di S. Oliva. Nel 1930 Pietro fu sindaco. La ricerca storica deve tener conto del mondo sociale in continua trasformazione interagente con persone e strutture gerarchiche del potere partecipato nella società. Il lungo elenco quindi rende la famiglia Bucciarelli molto interessante, in quanto la sua storia sembra ripercorrere il processo di trasformazione sociale dal medioevo all’età moderna ed avvicina l’Aquila a Roma, a Napoli, a Cori, città condivise da tale famiglia. I Bucciarelli mercanti di lana probabilmente, scelsero se restare mercanti o spostarsi fuori l’Abruzzo per intraprendere carriere di Studi. L’Abruzzo posto tra lo Stato della Chiesa, il Regno di Napoli cui apparteneva, e il mare Adriat ico che permetteva il contatto con Venezia, fu una regione molto sollecitata dai rapporti esterni. L’ Italia dei Comuni aveva già aperto le porte ai commerci quando dalla Francia Carlo d’Angiò arrivò nel 1265, aumentò il peso politico dei mercanti-artigiani e dei notai-militari, perché l’amministrazione regia sollecitò la conoscenza delle Leggi. Accadde così che la ricchezza dei mercanti insieme agli Studi divennero i motori per spostare le persone ad intraprendere la scalata sociale. I Bucciarelli fecero carriera a Napoli7, così come a Roma e a Cori. La loro ascesa sostenuta dai commerci familiari si accrebbe tramite le competenze culturali acquisite. Cori ebbe l’onore di accogliere una famiglia di nobiltà civica fatta da sé, colma di valori morali emersi dalle vicende vissute al servizio della comunità.

Giancarla Sissa

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