L’«Argento Vivo» delle donne al Centro Sociale

Sabato sera, 11 marzo, al Centro sociale “Argento Vivo” di Cori, è stata organizzata una meravigliosa festa per dare la dovuta importanza al ruolo femminile, che non va osannato soltanto in occasione dell’8 marzo. Durante l’intervallo della cena, ho avuto il piacere di rivolgere gli auguri alle donne, dedicando loro due mie poesie in dialetto: “La festa della femmena” e “j’ommene e la femmena” tese ad esaltare il ruolo della donna, specificando che non ci si può ridurre ad omaggiarle con un regalo o con un semplice rametto di mimosa in occasione della festa della donna, perché, come concludo ne i miei versi: “ ‘na femmena se sente repagata, se tutto j’anno ci la tenimo ‘n petto”: occorre averla stretta nel cuore per tutti i giorni dell’anno.

Al termine della cena, allietata da continui balli accompagnati dalla virtuosa fisarmonica di Daniele, Luisa Longhi e Concetta Cosentino, che precedentemente, con vero gusto estet ico, a conferma della loro geniale intuizione femminile, avevano preparato un cesto eccezionale di artistiche composizioni, lo hanno mostrato in sala e poi si sono premurate di passare di tavolo in tavolo per offrire a tutte le donne presenti tale omaggio, consistente in una pergamena con impressa la mia poesia dialettale “La festa della femmena”, avvolta con un nastrino, contenente anche un rametto di mimosa e una bustina di confetti. Il costo e la stampa, altamente professionale di Igino Bauco, delle pergamene, curate artisticamente da Luisa Longhi, è stato sponsorizzato dal “Coordinamento donne FNP Cisl di Latina; mentre l’allegata confezione di mimosa e confetti è stata offerta da Concetta Cosentino.

A conclusione della serata, una gigantesca torta, fotografata precedentemente insieme al cesto dei doni, ha ancor più addolcito le ore trascorse in sana allegria, all’insegna della valorizzazione della donna. Ben vengano tali particolari momenti inneggianti il ruolo femminile, soprattutto in questi tempi, nei quali la presenza attuale della donna nella società, non può ridursi ad una semplice realtà numerica, ma deve continuare ad essere un presupposto imprescindibile per perseguire tutti gli obiett ivi finalizzati al bene comune.

Tonino Cicinelli

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