Per un pianeta sostenibile

Una interazione responsabile con l’ambiente è fondamentale per poter produrre beni e servizi e salvaguardare al tempo stesso il Pianeta rendendolo disponibile anche per le future generazioni

La nostra Era è definita Antropocene poiché l’habitat ed il clima della terra, localmente e globalmente, sono per la prima volta fortemente condizionati dal comportamento dell’Uomo sullo spazio circostante. È quindi ovvio che, se gli esiti delle attività umane sulla salute della Terra diventano sempre più nefasti e manifesti, per garantire un’autentica sostenibilità della nostra vita occorre esaminarci responsabilmente al fine di preservare l’esistenza di una Natura sana e vitale. Tuttavia, non si può non tenere presente che la sostenibilità non riguarda unicamente il rapporto dell’Uomo con l’ambiente in quanto l’aumento demografico (8 miliardi attuali), l’incremento delle legittime aspettative di benessere da parte delle diverse popolazioni unitamente alla diffusa percezione di squilibri inaccettabili sia nel reddito che nella ricchezza tendono, tra l’altro, ad accentuare le numerose tensioni, l’instabilità sociale e perfino una vera conflittualità.

Nell’incredibile mondo vegetale esistono piante più idonee di altre per ridurre l’inquinamento atmosferico

Comunque, a prescindere dagli importanti provvedimenti e fondamentali compiti spettanti alle Istituzioni dei diversi Paesi e della stessa Unione Europea (UE), possiamo sostenere che nell’incredibile mondo vegetale (flora erbacea e arborea), senza ignorare Paulownia (Paulownia spp.) e Catalpa (Catalpa sp.), come accennato in precedenti articoli nonché l’intera Olivicoltura – (vedi L’OLIVO: un alleato contro il riscaldamento globale!, già pubblicato su “IL CORACE” del mese di aprile 2019), esistono piante più idonee di altre per ridurre l’inquinamento atmosferico. Infatti, secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), alcune piante sono in grado di catturare quasi 4.000 chili di anidride carbonica (CO²) durante venti anni di vita. Ciò è in grado peraltro di bloccare la famigerata anidride carbonica oltre che le polveri sott ili PM10 e in parte le PM 2,5 vale a dire le particelle aventi dimensioni minori o uguali a 2,5 micron (µm) laddove 1 micron (μ) corrisponde ad un millesimo di millimetro). Tali elementi, risultano la causa di importanti ed insidiose patologie polmonari e tumori al seno ed abbassano tra l’altro la temperatura dell’ambiente circostante, durante le diverse estati più calde nonché afose. Per tutto questo, dovremmo incrementare la loro presenza in tutte le nostre città, nei parchi urbani e giardini delle nostre varie abitazioni, perché tali alberi sono efficacemente in grado di ripulire l’aria intrisa di polveri sottili nonché di anidride carbonica.

Abbiamo dunque l’arma “alberi anti smog” capaci di catturare quasi 4000 chili di anidride carbonica nell’arco di vent’anni di vita, bloccando anche le pericolose polveri sottili ed abbassando la temperatura dell’ambiente circostante durante le estati più calde ed afose. Tutto ciò risulta evidenziato da uno studio della Coldiretti: Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione presentato a Cernobbio, sulle piante ritenute efficaci per abbattere l’inquinamento atmosferico, e secondo il CNR. Anche in ognuno dei nostri diversi giardini è possibile per ripulire l’aria da migliaia di chilogrammi di anidride carbonica (CO²) e da diverse sostanze inquinanti come le polveri PM10 che ogni anno, in Italia causano circa 80.000 morti premature (secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente). È una vera e propria emergenza – lo ricorda la Coldiretti – che ha portato diverse Regioni d’Italia (dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte all’Emilia Romagna) ad adottare anche severe limitazioni al traffico di auto e di camion al fine di poter ridurre polveri e gas nell’ambiente.

Esemplare di Acero Riccio. capace di assorbire fino a 3.800 chili di CO² in vent’anni.

A tal fine è importante anche poter responsabilmente scoprire che:

  • 1) L’Acero riccio (Acer platanoides) è al primo posto e raggiunge un’altezza di 20 metri, ha foglie di grandi dimensioni, circa 10-15 cm con al termine una punta ricurva da cui deriva l’appellativo “riccio”; ogni esemplare risulta capace di assorbire fino a 3.800 chili di CO² in vent’anni.
  • 2) La Betulla verrucosa (Betula pendula) riesce anche ad assorbire 3.100 kg. di anidride carbonica in vent’anni ed è in grado, tra l’altro, di crescere anche sui terreni più difficili tanto è vero che veniva considerato l’albero sacro presso i Celti e presso le tribù germaniche.
  • 3) Il Cerro (Quercus cerris) che risulta un grande albero con foglie caduche e può raggiungere anche 35 m di altezza , a pari merito con la Betulla, assorbe fino a 3.100 kg. di CO².
  • 4) Il Ginkgo (Ginkgo biloba) è ritenuto un albero antichissimo le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa e vanta anche una forte adattabilità a tutti i terreni compresi quelli urbani; presenta foglie piccole dalla particolare forma a ventaglio, spaccate nel mezzo, il loro colore è di un verde brillante che cambia in giallo oro durante l’autunno. Può assorbire 2.800 kg di CO².
  • 5) Il Tiglio nostrano (Tilia plathyphyllos), fra gli alberi anti-smog, è fra i più longevi con il secolo di vita, raggiungere 40 m di altezza, ha radici profonde e salde e assorbe 2.800 kg di CO².
  • 6) Il Bagolaro (Celtis australis), volgarmente chiamato anche “spacca sassi”, assorbe 2.800 kg di CO² in vent’anni e risulta volgarmente chiamato anche “spaccasassi”. È una specie longeva, alta anche 25 metri, presenta una corteccia liscia e grigiastra e non è particolarmente esigente per quanto può riguardare l’apporto d’acqua.
  • 7) Il Tiglio selvatico (Tilia cordata), che assorbe 2.800 kg di CO² e raggiunge 30 metri in altezza, ha un tronco di circa 1,5 metri di diametro. Le cui radici, sia nel terreno che alla sua superficie raggiungono grosse dimensioni sia nel terreno che in quelle presenti all’esterno. Nel complesso, è una pianta molto longeva che possiede foglie ovate, con una leggera forma a punta all’apice delle stesse.
  • 8) L’Olmo comune (Ulmus minor), assorbe anche circa 2.800 kg di CO²; è anch’esso un albero dalle grandi dimensioni, raggiunge 30 metri di altezza e la sua chioma, che può avere un’ampiezza di 10 metri, larga ed elegante, è uno dei particolari distintivi della sua bellezza.
  • 9) Il Frassino comune (Fraxinus excelsior) un altro vegetale gigante, può raggiungere anche 40 m di altezza. La sua chioma, tondeggiante e molto ramificata, ha un fogliame fitto, decorativo e di colore verde chiaro. Assorbe anche circa 2.800 kg di CO².
  • 10) L’Ontano nero (Alnus glutinosa), è il più piccolo di questo gruppo con un’altezza media di 10 metri. L’Ontano, oltre a bloccare lo smog, assorbe anche fino a 2.600 kg di CO² in vent’anni; fin dall’antichità era davvero noto per la sua capacità di far abbassare la febbre. Così, proprio per questa verosimile peculiarità viene definito altresì “china nostrana”.

Il mondo vegetale è sicuramente bellezza, colori, profumi, arredi svariati, alimenti, rimedi autentici e salutari, ossigeno (O²) per la sostenibilità dell’aria e, di conseguenza è incredibilmente indispensabile, anche per preservare l’ambiente, il che vale a dire la nostra vita!

Giovanni Conca Fitopatologo

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