Benilde: “la mia vita tra i giornali”

Da questo numero, “Il Corace” raccoglierà le testimonianze di quelle persone che hanno contribuito commercialmente e socialmente alla vita di Cori nel corso degli anni. Proprietari di att ività storiche, medici, operatori di altri servizi.

Il primo racconto è quello di Benilde Piccioni, storica edicolante del nostro paese presente sulla scena da oltre sessant’anni. “Ho iniziato questa attività nel luglio del 1960, immediatamente dopo la dipartita di mio padre Mariano che svolgeva questo mestiere. In realtà il mio destino era un altro: ero pronta per andare a lavorare a Roma come sarta, ma il giorno della scomparsa di mio padre decisi di lasciare quella strada. Fu una decisione immediata, senza alcun ripensamento, maturata la sera stessa. Fu il frutto del legame profondo verso il mio genitore e anche un segno di riconoscenza nei suoi confronti. La prima edicola si trovava nei pressi del Comune. Mi sono trasferita a Cori Monte il 2 maggio del 1989, cambiando solamente la sede dell’edicola di pochi metri (Nota dell’autore: fino a sedici anni fa, l’edicola si trovava nella parte opposta a quella attuale ed era situata difronte ai giardini pubblici di Piazza Signina).

Quando ho iniziato questo mestiere c’era l’usanza di consegnare i giornali casa per casa, soprattutto nelle famiglie più abbienti, quindi partivo ogni mattina e facevo il giro del paese con qualunque condizione atmosferica e anche nei giorni festivi. Questo mestiere è un servizio che offri alle persone e nel corso degli anni non ho mai preso un giorno di vacanza, salvo quei giorni in cui i quotidiani non escono, tant’è che non mi viene recapitato più il foglio delle ferie che spediscono i distributori. Come è cambiato il mondo delle edicole nel corso degli anni? Un ruolo decisivo lo ha giocato la decisione di far vendere giornali e riviste alle attività che non sono edicole. Supermercati, centri commerciali e altri esercizi dovrebbero limitarsi a vendere prodotti a cui sono destinati all’origine. Non ho nulla contro chi lavora in quei campi, le decisioni sono state prese dai vari editori. Anche la tecnologia ha fatto la sua parte: oggi le not izie arrivano in qualunque momento della giornata, è sufficiente utilizzare un telefono o accendere la televisione per ricevere aggiornamenti ed anche per questo i giornali si vendono meno. Negli scorsi decenni a fine mattinata si riusciva a terminare quasi tutti i prodotti disponibili, mentre ad oggi si trovano fino a sera, salvo rarissimi casi eccezionali. Quello dell’edicolante è un lavoro che mi rende tuttora orgogliosa di tutto quello che ho fatto nel corso di questi sessantatré anni. Il contatto con il pubblico, le amicizie che si sono create, le storie che ho e che mi hanno raccontato. Grazie a tutti”. Ringraziamo la signora Benilde per aver condiviso con i lettori de “Il Corace” la sua esperienza lavorativa e i suoi ricordi. L’appuntamento è per il prossimo numero con un racconto di un’altra persona che ha contribuito alla storia di Cori.

Andrea Caucci Molara 

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