Disquisizioni su un ritratto di William Shakespeare
Un volto è sempre un mistero racchiuso tra le linee del proprio profilo. Quasi utopistico svelare la sua identità più int ima e vera. Tuttavia, non può esistere persona nella storia dell’umanità, senza un segno o immagine tramandata ai posteri con certezza. La sua anima artistica e creatrice, può trovare ‘’ immagine ‘’ nei suoi scritti poetici, ma il dubbio sull’autore degli stessi, segue il loro destino nel tempo a venire. Forse nessuno è stato segnato da questa sorte avversa, come il più celebre drammaturgo inglese di sempre: William Shakespeare (Stratford on Avon 1563-1616).

Di lui si ricorda la famosa incisione a frontespizio della prima pubblicazione postuma, edita a Londra, sette anni dopo la sua morte. Tuttavia, nessun ritratto dipinto è mai stato ritrovato, fino ad oggi, che lo raffigurasse con inconfutabile riprova. Il mondo artistico e culturale a lui dedicato, ne ha presi in considerazione svariati, ma poco attendibili pienamente. Sul finire del secolo scorso, l’acquisto a Roma di un ritratto che lo poteva ricordare, viene venduto ad un imprenditore cinese in viaggio di lavoro in Italia. Giudicato dai negozianti opera recente e non antica. Negli anni a seguire, venni invitato a studiare il dipinto in Cina, rendendomi conto che fosse molto più antico e notai la somiglianza tra il volto dipinto ad olio su tela, con il ritratto eseguito a bulino su rame dal maestro fiammingo per la prima raccolta in stampa delle sue opere teatrali. Da allora gli esami sono proseguiti con un collegio di esperti e risultati a dire poco sorprendenti di esito finale. Quest’anno, cade la ricorrenza del quadragenario dalla pubblicazione londinese del primo volto certo del Bardo e mai messo in dubbio ad oggi. Così, egli appariva a pochi mesi prima della sua morte, ma nel ritratto in oggetto di disamina, W. Shakespeare era ancora un giovane attore. Truccato e pronto per calcare il tavolato del palcoscenico del suo teatro londinese, il ‘’Globe Theatre’’. Il suo mistero, con buone possibilità, sarà prossimo a dissolversi nel ritrovare luce certa di identità.
Luca Misiano Critico d'arte