Quando le donne si misero a dipingere

Da Gentileschi a Accardi

Il titolo deriva da un libro di Anna Banti, all’anagrafe Lucia Lopresti, storica dell’arte, moglie del già affermato critico d’arte Roberto Longhi. È proprio Anna Banti che scrive: “Non credo facile stabilire quando le donne si siano messe a dipingere… mai che un pittore pensasse a farsi macinare i colori da una figlioletta… Fu solo sulla metà del secolo sedicesimo che qualche cosa cambiò: certi padri cominciarono a vezzeggiare le loro bambinette, che, furbette, non tardarono a profittarne”. Quante donne sono entrate a far parte della Storia dell’arte? La nostra memoria è piena di artisti uomini; tra i primi riferimenti di donne nell’arte, Plinio il Vecchio ci riporta alcuni nomi di pittrici greche: Timarete, Kalypso, Aristarete e Olympas. Probabilmente la componente femminile nell’arte è stata sempre presente; ma la loro effettiva presenza documentata nella storia rimane poco visibile. A partire dal XVI secolo alcune pittrici riescono a farsi conoscere al di fuori dei confini cittadini, così accade alla primogenita del Tintoretto, Marietta Robusti, che lavora nella bottega paterna. Fu Sofonisba Anguissola di Cremona ad esercitare, alla corte di Spagna, la funzione di ritrattista ufficiale dal 1559 al 1580 perché suo padre glielo consentì, essendo un uomo liberale e grande appassionato di pittura.

Particolare di un’opera di Carla Accardi

La più famosa fu senza dubbio Artemisia Gent ileschi, figlia di Orazio, la quale fu ammessa, unica donna all’Accademia Europea del Disegno sorta a Firenze nel 1562; i suoi sono dei capolavori indiscutibili paragonati spesso ai dipinti di Caravaggio, essa ebbe una vita travagliata, fu violentata a diciotto anni da Agostino Tassi, amico e collaboratore del padre. Un caso straordinario di precocità artistica fu quello della bolognese Elisabetta Sirani che a soli 17 anni era già maestro, nel corso del Seicento si diffonde il genere della natura morta, in Italia al nuovo genere si dedica Fede Galizia, il Settecento fu dominato al femminile dalla veneziana Rosalba Carriera, straordinaria ritrattista. La pittura del XIX secolo verrà profondamente rinnovata, negli ultimi decenni, dall’impressionismo di cui fecero parte: Mary Cassat, Berthe Morisot, Eva Gonzales modella di Manet e Suzanne Valadon, modella e amante di Toulouse-Lautrec. Il primo Novecento si caratterizza per il rinnovamento radicale della pittura attraverso la diffusione delle avanguardie storiche a cui partecipano molte artiste di talento, come Frida Kahlo e Jeanne Hébuterne. Nel periodo tra le due guerre l’arte delle donne si avventura in generi e settori creativi da cui erano state escluse: l’astrattismo di Sonia Delaunay e della siciliana Carla Accardi, la fotografia della friulana Tina Modotti e l’art Deco di Tamara de Lempicka che diventa famosa per i ritratti femminili. Molte ancora sarebbero le artiste contemporanee da ricordare; una per tutte, la pittrice Felicita Frai che ha attraversato l’intero Novecento, ha saputo dipingere l’eterna fanciulla che c’è in ogni donna, trasfigurandovi per sempre nei suoi quadri la bellezza interiore e l’incantevole stupore.

Giorgio Chiominto 

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