“Un albero per la memoria, un Parco per la speranza”

“Un albero per la memoria, un Parco per la speranza” è la didascalia che descrive il progetto voluto dalla Proloco nel 2000. Chi, venendo da Cori verso il nostro paese, noterà proprio all’entrata segnali recanti l’indicazione PARCO della MEMORIA. Altrettanto coloro che vengono da Segni. Sulla collina che separa la via provinciale verso Cori da quella in direzione di Segni sorge questo luogo che negli ultimi anni è divenuto non soltanto custode di affetti e di memorie, ma il legame tra le generazioni e il radicamento della stessa identità comunitaria.

Questo progetto nacque nel 1998 durante un viaggio di studi in Israele e Palestina. Nella terra di Israele, infatti, vive l’usanza di piantare alberi in memoria di familiari defunti (molti quelli uccisi nei Lager nazisti durante la seconda guerra mondiale) o come augurio ai bambini al momento della nascita. Famiglie ebree da tutto il mondo inviano offerte alla loro Patria d’origine o agognata per piantare gli alberi in diversi luoghi di quel martoriato territorio. Fu emozionante sapere, durante quel viaggio, che da duemila anni uno dei saluti più significativi e intimi tra gli Ebrei della Diaspora è “…il prossimo anno a Gerusalemme…”. Quella esperienza, come tutte quelle che aiutano a crescere e ad ampliare la mente, indusse la Proloco a chiedere al Comune un’area dove realizzare il progetto. Il Sindaco di allora Marcello Del Ferraro ne fu subito entusiasta e, con la preziosa consulenza del Corpo Forestale di Cori e di Sabaudia, si dette inizio ai lavori. Tra l’altro quel luogo prescelto portava la memoria di un tragico evento accaduto il 2 luglio 1962 : durante un forte temporale notturno, alle 4 del mattino, un fulmine uccise sul colpo due pastori Ignazio Mariani di 50 anni, suo figlio Sergio di 18 e un intero Gregge. Un altro loro familiare Luigi Mariani rimase ustionato in modo piuttosto grave, ma sopravvisse pur con indelebili conseguenze fino alla morte dopo pochi anni.

Oggi il Parco, dopo 23 anni, conta 285 alberi piantati grazie alla generosa adesione di molte famiglie non soltanto rocchigiane. Tra le tante mi piace ricordare quella di un illustre cittadino di Cori VINCENZO AGNONI (1921…2014) che volle piantare un albero in memoria di un suo compagno di prigionia a FULLEN in Germania STEFANO ALLASIA (Torino 1924…Fullen 1945) che gli morì tra le braccia proprio il giorno della liberazione : commoventi le parole che il grande amico Vincenzo pronunciò al Parco durante una delle tradizionali serate di recitazione poetica che ogni anno la Proloco organizza in agosto : i suoi ricordi delle pene patite nel Campo di prigionia testimoniarono una volta di più quale grande cuore batteva nel suo petto di uomo all’apparenza rude, ma di una umanità ammirevole tipica di quella civiltà contadina oggi quasi dimenticata. Sarebbe utile proporre come esempio alle giovani generazioni uomini come Vincenzo Agnoni detto Scorzone : senza retorica figure come lui sarebbero la migliore Educazione Civica nelle scuole. PS : L’ adesione al progetto va presentata alla Proloco versando una modica somma necessaria per i lavori di manutenzione del Parco. Ai piedi di ciascuna pianta verrà poi posta una targa coi nomi di chi dedica e quello della persona alla cui memoria viene piantata o del bambino al quale si vuole esprimere l’augurio.

Augusto Cianfoni 

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