“All’Opera”. Un laboratorio di Ceramica, unico

C’è un vecchio adagio che recita, “Chi tocca Cori, tocca Velletri”, una fratellanza protrattasi nei secoli tra le due cittadine un tempo percorse dalla linea ferroviaria Velletri-Terracina. Una volta, da Velletri a Cori, ebbi la rara occasione di salire sulla motrice della Littorina, cosicché vidi il paesaggio moltiplicarsi e corrermi incontro tra fischi velocità dinamismo molteplicità futurista. Bruno, ceramista calabro d’eccezione viveva e operava nella cittadina lepina, il suo laboratorio si trovava nella chiesa bombardata di S. Rocco. Eravamo nel dopoguerra e Bruno produceva anfore a goccia d’acqua rovesciata con due anse, una bocca, una cannella sulla spalla; la sua produzione era arricchita da altri oggetti della tradizione magno-greca. La giara veniva adoperata soprattutto dai contadini che l’utilizzavano in campagna, riempita d’acqua fresca era posta tra i filari all’ombra, ogni tanto se ne servivano per dissetarsi, bevendone a “garganella”.

La mia esperienza scolastica, mi fece sperimentare l’uso dell’argilla e realizzai una capra che al mio insegnante ricordò quella di Picasso, né rimase stupito e mi domandò se conoscessi l’artista: no, non conoscevo Picasso. Avevo 11anni e con mio padre spesso ci recavamo da pastori suoi amici che possedevano un “procoio “, da qui l’osservazione delle caprette. Lì, ogni mattina li trovavi all’opera e qualche volta, insieme, facevamo colazione; ciò mi consentì d’osservare gli animali. Questi episodi, le acute riflessioni dei pastori-contadini, l’analisi del territorio, si sedimentarono nella memoria e furono insieme ad altri eventi la base della mia formazione educativa. Lo spirito d’osservazione dunque mi spinse a seguire il mio istinto ad educarlo e a indirizzarlo nel campo dell’arte e dell’istruzione.

Per questo, lo Studio Artistico presso l’Associazione culturale all’Opera, fin dalla sua nascita ha sollecitato in me interesse e coinvolgimento. “Il Laboratorio” si trova nel centro storico della città di Velletri ed è posto su uno dei percorsi più importanti del paese in via del Comune, 47.

Questo “studio” è la testimonianza di un fermento culturale che vede adulti e bambini, accedere all’esercizio-apprendimento della tecnica ceramica fin dal 2018. Adriano Scenna, Alice Del Ferraro e Alessia Anitori si dedicano al progetto con grande passione, occupandosi dell’organizzazione dei corsi, delle mostre e della vita dell’atelier. Ecco pertanto, un centro formativo elegante e laborioso dove si creano manufatti artistici sotto la guida attenta dei maestri citati. Due vetrine s’affacciano su via del Comune e mostrano l’elegante interno arredato con sobrie suppellettili. Un lungo tavolo su cui posano deschi, stecche e chiavi per la lavorazione dell’argilla, nonché pigmenti colorati e pennelli per la decorazione dei manufatti. “Il laboratorio sulla strada, la scuola in laboratorio”. In fondo alla sala sotto due archi di mattoni, come in un fondale scenico, un corrimano in ferro invita una scala a scendere nel piano inferiore e lì, altri due ambienti e servizi. Un ascensore collega il primo piano all’inferiore. La saletta maggiore ospita il laboratorio per i ragazzi. Nell’altra, su quattro arcate poggia, mediante pennacchi di raccordo, una cupoletta di mattoncini messi di taglio, a vista. Nelle pareti laterali di quest’ipogeo, si aprono degli arcosoli, che ampliano ulteriormente l’ambiente. Lo studio è immerso in una calma unica che lo rende adatto alla concentrazione creativa. Nell’Atelier l’allieva/o ha dunque la possibilità d’avere il contatto con la creta informe, poi con l’oggetto “in fieri”, in seguito con il biscotto ed infine con l’invetriatura e la cottura.

All’Opera un’Associazione culturale e Studio d’Arte della ceramica, originale.

Ezio Cecinelli 

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