Revisionismo storico, falsi miti e conservatorismo cattolico. Il Premier canadese Justin Trudeau critica il governo italiano
Nel precedente articolo, ho concluso con la dichiarazione di Papa Francesco in cui egli affermava che: “Esprimersi sessualmente è una ricchezza”, criticando l’esclusione della comunità LGBTQI dalla comunità ecclesiale. Il viaggio del papa in Ungheria aveva lo scopo di produrre un tentativo di mediazione per porre fine al conflitto russo-ucraino. L’ incontro con il presidente ungherese Victor Orbàn, è stato fortemente politico, ma non certamente per il risultato ottenuto poiché non coincidente con quello prefissato. Infatti il presidente ucraino Zelensky, qualche giorno fa, ha rifiutato la mediazione del pontefice, sostenendo che non può esserci uguaglianza tra vittima ed aggressore. Più produttivo per un risultato a lungo termine, la risonanza delle parole, il riscontro internazionale sancito dalla legittimazione del ruolo morale, il papa lo ha ottenuto sul piano dei diritti civili. Non solo lui, ma anche i governi conservatori e sovranisti sorti e che continuano a sorgere nel mondo.
L’Ungheria è la nazione che ha riscritto la propria costituzione,limitando la libertà di manifestazione e la separazione dei poteri (come si vorrebbe fare in Italia). Il Parlamento europeo l’ha giudicata una “minaccia sistemica” ai valori fondanti dell’Unione Europea e soprattutto l’ha definita una “autocrazia elettorale”. Fratelli d’Italia e Lega naturalmente hanno espresso il loro voto contrario alla risoluzione. In soldoni: l’Ungheria non è più una democrazia. Il 13 febbraio scorso il gabinetto Von Der Layen ha concluso l’iter iniziato il 15 luglio 2021, sulle infrazioni da parte dell’Ungheria per quanto riguarda la legge discriminatoria contro la comunità LGBTQI del 2021. Essa, nonostante l’invito a modificare la legge, era stata lasciata così: pone l’omosessualità, il cambio di sesso e la divergenza dall’identità personale corrispondente al sesso alla nascita allo stesso livello della pornografia.
Tale disegno di legge è una violazione dell’art. 2 del Trattato sull’unione Europea, un articolo chiave sui valori fondanti del progetto UE: nel “rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze”. Bergoglio, in linea con Orbàn e con le destre europee ha mostrato di condividere molte preoccupazioni sovraniste sostenendo la necessità che l’Europa non si trasformi in una realtà “fluida, se non gassosa, in una sorta di sovranazionalismo astratto” che “elimina le differenze” e dimentica la “vita dei popoli”. Contrariamente alla politica dell’UE, il Pontefice ha definito questa forma, per lui perversa, di europeismo una “colonizzazione ideologica” simile a quella tentata dalla “cultura gender” o da tutti coloro che difendono il diritto di abortire e altre simili, sempre per lui, aberrazioni. Il Papa ha quindi lodato le politiche effettive per la natalità e la famiglia promosse dal governo ungherese di estrema destra guidato da Orbàn. Che la Chiesa abbia tali opinioni, potevamo aspettarcelo. Che tali parole siano state pronunciate difronte ad un moderno dittatore hanno un peso diverso.

C’è da scommetterci che la destra di casa nostra ne ricaverà una maggiore legittimazione: potere temporale e potere spirituale che si autolegittimano in difesa di sé stessi è cosa ovvia, nulla di nuovo. Quello che teoricamente dovrebbe esserci di nuovo è la sensibilità al concetto di “stato di diritto” e “diritti civili”, che non c’è. La causa delle reminiscenze e del revisionismo storico che legittima l’estremizzazione ideologica moderna, presentando falsi miti come eroi patriottici, è da imputarsi ad una cultura nazionale che non ha mai “storicizzato” il fascismo. Se attualmente si mettono in dubbio azioni e fatti accaduti, “ammorbidendo” un’ideologia che di più morbido ha avuto solo il manganello, credo che ci sia stata un’inadeguata trasmissione storica. Non è mai stato pienamente condannato. Troppe concessioni (come concedere di far parte agli ex-repubblichini di Salò di entrare nel nuovo Parlamento della Repubblica italiana, in primis). La “storicizzazione” prevede una presa di posizione forte e consapevole di un dato di fatto. Il fascismo è stato un “dato di fatto” della nostra storia. Per evitare tali reminiscenze apologetiche, gli spagnoli hanno spostato le spoglie di Francisco Franco dal complesso della Valle de los Caìdos presso un altro luogo. Se si commettono atti “squadristi” nei confronti di coppie gay a mio avviso è da imputare la colpa oltre che a chi commette l’atto, ma anche a chi indirettamente lo legittima ideologicamente. Più grave perché ricopre cariche istituzionali. Quindi se il Papa, in quanto capo della Chiesa, legittima ideologie discriminatorie, la risposta da parte dei fedeli indecisi sarà scontata; quella dei fedelissimi conservatori, più estrema. Cosa c’è di più alto della morale? La morale cattolica. La legalità della discriminazione attraverso le Leggi razziali può ripresentarsi attraverso disegni di leggi che non escludano per razza, ma impediscano la libertà individuale attraverso la negazione dei diritti civili. Il concetto stesso di sovranismo nega le istanze internazionali e sovranazionali. E’ tornare indietro nel tempo e regredire. Si stanno forgiando gli anelli solidi della catena oscurantista che impedisce la genitorialità omogenitoriale; che ritira fuori campagne antiabortiste in nome della famiglia tradizionale al fine del ripopolamento nazionale. Si tira fuori il tema della “sostituzione etnica” degli italiani a causa delle eccessive migrazioni, quindi si propaganda la difesa dell’italianità. I partiti di “sinistra”, anziché creare un blocco di collaborazione delle “forze popolari”, anche cattoliche, come suggerito da Enrico Berlinguer con il “compromesso storico”, hanno avuto l’esigenza di apparire più moderati di quanto dovessero essere. Togliatti scelse la via della moderazione dopo la Liberazione per permettere l’arrivo dei soldi del Piano Marshall, ed impedire che le “sinistre” venissero cancellate. Poi, la sinistra? La Repubblica nacque grazie al voto degli operai, dei braccianti, della povera gente. Coloro che vedevano un riscatto sociale nella nuova forma di governo. Attualmente quei voti di protesta e di riscatto non ci sono più, o peggio essi si incanalano nelle certezze della propaganda delle destre. I diritt i non obbligano nessuno. “Il diritto al divorzio non t i obbliga a divorziare; il diritto al matrimonio omosessuale non obbliga nessuno a sposare un o una omosessuale; il diritto di essere trans non obbliga nessuno ad esserlo; il diritto ad abortire non ti obbliga a farlo” (Cit. Gabriel Rufiàn politico spagnolo). Le destre obbligano. La difesa dei valori? Vogliamo crederci? Dal dopoguerra ad oggi l’Italia è un Paese plasmato dal capitalismo americano, regolato dalle leggi di mercato. Armi, taxi e balneari, lobby “nera” neofascista, si intrecciano con gli eletti di FDI e la presidente Meloni. Le Journal 1922 “Consentitemi di ammettere che non credo di estendere il diritto di voto alle donne. Sarebbe inutile. La donna deve obbedire-aggiungerà il Duce dieci anni più tardi. La mia opinione della sua parte nello Stato è in opposizione ad ogni Femminismo-Nel nostro Stato essa non deve contare”. Il femminismo ha prodotto l’attuale presidente del Consiglio. La confusione sul concetto di democrazia è tanta. Il concetto di destra conservatrice-sovranista è l’espressione palese dell’antidemocraticità.
Giuliana Cenci Associazione Mariposa