Asbuc di Giulianello. Polemiche inutili.

Qualche mese prima di morire, Raffaele Marchetti, che aveva speso praticamente una vita per la sua comunità, tra la rivendicazione degli usi civici e la demanialità del Lago di Giulianello, tirò fuori un altro coniglio dal cilindro. Mi chiamò e mi disse che aveva un modo per far terminare la diatriba continua tra Giulianello e Cori sulle vicende degli usi civici; questo modo era istituire un ente separato di gestione dei proventi derivanti dalla liquidazione degli usi civici.
Fu così che nacque l’Asbuc di Giulianello, Amministrazione separata dei beni di uso civico, grazie anche al fattivo contributo del Consiglio Comunale di allora.
Sarebbe stato difficile capire allora che poi la contesa si sarebbe spostata all’interno della Comunità di Giulianello, tra coloro che si attivano nella gestione e coloro che vorrebbero gestire, ma questa è la normale dialettica presente anche nelle piccole comunità.
Perché in realtà e alla prova dei fatti si può dire tutto, si può dire che il Comune cercò di risparmiare nella restituzione dei proventi, e può essere vero, si può dire che l’accordo attuale sulla restituzione dei proventi della liquidazione non prevede la totalità delle entrate, e può essere vero, si può dire che invece dello Stallone la Comunità di Giulianello avrebbe potuto acquistare un altro bene, e ci può stare. Punti di vista.
Quello che non si può negare è che l’amministrazione separata dei beni di uso civico costituisce, ab illo tempore, dagli inizi del 900 quando la comunità di Giulianello iniziò questa secolare battaglia per il riconoscimento dei diritti contro i feudatari di allora, l’unico strumento vero di autonomia della comunità, ed ha consentito dalla nascita dell’ amministrazione di seguire e stabilire in proprio le procedure di liquidazione, definendone anche le regole; di concludere un accordo con il Comune di Cisterna in cui si prevede che si debbano restituire 1.800.000,00 euro di proventi derivanti dalla liquidazione, in venti anni ( tutta la nuova Cisterna, 167 compresa era stata costruita sui beni gravati in favore della comunità di Giulianello); e un altro accordo con il Comune di Cori che prevede la restituzione alla comunità di Giulianello di circa 900.000 euro in trenta anni.
Con questi proventi e con le entrate derivanti dalla liquidazione dei singoli privati l’Asbuc ha acquistato oltre cento ettari di terreno attorno al lago, un casale agricolo posto in un sito dalla bellezza struggente, e il c.d. Stallone, un immobile storico posto nella piazza centrale di Giulianello, da destinarsi a centro civico o centro sociale.
Immagino che vorranno dedicarlo a Raffaele Marchetti, quantomeno.
Dall’istituzione dell’Asbuc il lago di Giulianello, oltre ad essere proclamato Monumento Naturale nel 2007 e punto di passaggio della Via Francigena del Sud, è divenuto una delle principali attrattive ambientali del territorio, frequentatissimo da gente proveniente dai Castelli Romani.
Tutto questo è avvenuto in circa dieci anni, dal 2012 ad adesso, e costituisce una sorta di miracolo amministrativo.
Pensate solo al fatto che, da quando le entrate (dal 1993, anno della sentenza definitiva di accertamento degli usi civici) venivano gestite dal Comune di Cori, erano servite solo per tappare i vari buchi di bilancio, a prescindere dai sindaci succedutisi; e qui non faccio distinguo per carità di patria e per non alzare un vespaio di polemiche.
Orbene, non capisco, anzi conoscendo l’animo umano lo capisco anche troppo bene, perché invece di ringraziare chi ha fatto questo lavoro e coprirsi il capo di umiltà e di cenere, pensare all’utilizzo di questo patrimonio progettandoci sopra qualcosa di utile per il futuro della collettività di Giulianello, alcune persone, soprattutto su con gli anni dal punto di vista politico, siano animate da un rancore che inacidisce oltre il proprio animo, anche parte dello spirito collettivo della Comunità.
La cosa migliore sarebbe voltarsi indietro, guardare, farsi un esame di coscienza, e cercare di dare un contributo, almeno una volta, mettendo da parte interessi privati e aspirando a soddisfare bisogni e sogni collettivi.

Tommaso Conti

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora