Luigi Romano “Normanno”

Estro spavaldo e urtante. L’uomo, l’intellettuale, l’artista.

Luigi Romano, in arte NORMANNO, è deceduto il 7 gennaio 2023. Nato a Roma il 28 maggio 1929 è vissuto nella campagna di Cori nei pressi di Fontana Mannarina nei suoi ultimi 50 anni. Normanno è stato una persona geniale, dalla mente poliedrica. Contemporaneamente un intellettuale, di cui i seguaci studiano e seguono le idee, e un maestro, di cui gli estimatori seguono la personalità e il modo di esistere, di comportarsi nella vita. Laureatosi in filosofia, si è diplomato in pianoforte, organo, armonia e contrappunto negli anni Cinquanta del secolo scorso. È stato un artista di alto livello: pittore, scultore, compositore, autore di opere teatrali, saggista e poeta.
Nel lontano futuro verrà ricordato come NORMANNO il suo pseudonimo per interloquire, frequentare, incontrare i suoi pari nell’universo della cultura.

Ha frequentato tra gli altri Giacinto Spagnoletti, Giorgio Barberi Squarotti, Rodolfo di Biasio, Paolo Ruffilli, Paolo Cherchi, Alessandro Fo, Plinio Perilli, Gabriella Sobrino, Rodolfo Carelli, Franco Miele e tanti altri a cominciare dallo scultore corese Giuseppe Cherubini. Egli ha insegnato filosofia e lettere ed è stato per anni Preside assai stimato dell’Istituto Sani di Latina. Viene ancora ricordato da molti suoi allievi oggi affermatisi in vari campi e da tutti gli insegnanti che con Luigi Romano hanno collaborato. E tutto questo è stato dimostrato dal successo della sua mostra postuma tenutasi dal 19 al 28 maggio 2023 presso la Casa di Quartiere, Ex-T di Latina. Durante i giorni della mostra, nella stessa sede, sono stati organizzati alcuni eventi per illustrare la sua lunga straordinaria vita e vitalità creativa, le sue composizioni musicali, la presentazione e visione di un docufilm illustrativo della sua vita e delle sue opere e, in uno di questi eventi, la sua filosofia, la sua visione del mondo e dell’esistere.
Le opere presentate nella mostra, alcune davvero di notevole fascino capaci di attrare anche il visitatore più inesperto, fanno comprendere la poliedrica personalità dell’autore, l’origine e il senso della sua costante multiforme ricerca di studioso, di osservatore assai curioso della natura e dell’umanità con i suoi miti, la sua realtà, i suoi misteri, i suoi destini.
Le opere di Lugi Romano sono potenti. Con forme e colori personalissimi fanno comprendere non solo la ribelle, ironica, visionaria e a volte rassegnata mente dell’autore, ma suscitano emozioni e spingono a volere approfondire il personaggio NORMANNO per conoscerlo più da vicino, più in profondità. L’opera di Normanno fa nascere domande sull’origine e sul futuro dell’uomo e del cosmo, il rapporto stretto tra uomo e natura, tra mito e divino, tra vita e morte, sui pericoli del degrado ambientale e le urgenze e necessità di prendersi cura del nostro “piccolo” pianeta. Una meraviglia alcune opere esposte nella mostra che lo legano con evidente passione e unione spirituale a Charles Fourier.

Luigi Romano nato a Roma e deceduto a Cori dove ha vissuto dal 1973, ha amato la cultura classica greca e latina e le sue lingue antiche, le culture sviluppatesi nel nord Europa, la montagna, i viaggi. Egli, creandosi e identificandosi nello pseudonimo Normanno nasconde e nello stesso tempo evidenzia tutto questo, insieme all’origine siciliana della sua famiglia romana.
Ha pubblicato molti saggi sin dal lontano 1958. Persino una storia della musica per una enciclopedia per ragazzi. Ha scritto “pezzi” teatrali di grande suggestione soprattutto nell’ultimo periodo della sua vita, ma assai complessi e di complicata rappresentatività. Essi sono quasi tutti inediti e non conosciuti al di là dei suoi più intimi frequentatori. Ha pubblicato molti testi poetici dall’antico “Syntagma” all’ultimo “Da Alchera alla City” passando in vari decenni da “Replicare alla Sfinge”, al “Poeta in Ninive o a “Mentre uomini e astri tornano in cielo”. In questi testi emerge la sua anima curiosa e poetica, filosofica e musicale. Ci regala una infinità di versi alcuni bellissimi altri che colpiscono come “un tuono d’estate”. I versi di Normanno sono ampi, sostanziosi, eruditi, complessi, profondi e tali da dare un significato all’avergli intitolato la mostra postuma “ESTRO SPAVALDO E URTANTE”. Normanno lascia moltissime opere a molti sconosciute e che bisognerebbe far di tutto per farle conoscere. La mostra postuma di Latina è stato un primo rilevante contributo. Le creazioni di Normanno sono un vero patrimonio d’arte, un tesoro culturale da esplorare e che nell’immediato bisognerebbe soprattutto evitare che andasse disperso o addirittura perduto. Normanno lascia inoltre una vasta biblioteca e manoscritti che bisognerebbe in qualche maniera trovare il modo per conservare, custodire, mettere a disposizione di giovani e studiosi perché la loro conoscenza aiuterebbe le persone a pensare e agire per un futuro di pace tra gli uomini e per un equilibrato e corretto rapporto tra uomo e pianeta, tra vita umana e il resto della natura non solo di quella vivente. Confido possa essere adeguatamente ricordato anche a Cori.

Pietro Vitelli 

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