Rimini scampata dall’alluvione

“A mezzanotte in punto si sente un grande rumor sono gli scariolanti lerì lerà che vengono al lavor. Volta, rivolta e torna a rivoltar. noi siam gli scariolanti lerì lerà che vanno a lavorar”. La canzone si riferisce al reclutamento della manovalanza per i lavori della bonifica della Romagna (1880): la mezzanotte della domenica il caporale suonava il corno e i braccianti correvano con le carriole verso il podere. I primi ad arrivare venivano assunti per tutta la settimana, gli altri dovevano aspettare disoccupati sino alla domenica successiva. Una pagina di storia romagnola che descrive l’inizio ed il consolidamento di questa terra, strappata alla palude dal lavoro instancabile dei suoi cittadini e che ora il cambiamento climatico mette a rischio. Quest’ardimentoso coraggio e previdenza, ancor’oggi, hanno salvato la terra riminese dall’alluvione del 15 maggio 2023. Iniziamo dal principio. Piu di qualche anno fa un’equipe di architetti, ingegneri, geologi, con il sostegno dell’allora Vescovo di Rimini mons. Francesco Lambiasi, propose un progetto, il Psbo che fu acquisito dal comune di Rimini al fine di realizzare delle vasche d’espansione adatte a ricevere, contenere, purificare e smaltire gli eventuali eccessi d’acqua accumulatisi nel territorio per sovrabbondanza di piogge che non sarebbero riusciti a defluire attraverso i normali canali di scolo. Un normale buonsenso rivolto ad un territorio per vocazione paludoso. Il progetto per gran parte è stato realizzato. A riconoscenza dell’impegno e del merito profuso dal suo Vescovo, il consiglio comunale di Rimini il 19 maggio 2022 gli conferì la cittadinanza onoraria. Rimini salvata dall’alluvione, decisivi il PSBO e le opere idrauliche realizzate. Se oggi Rimini, i suoi abitanti e le attività economiche si sono salvati dalle conseguenze di un fenomeno eccezionale per pioggia caduta e per portata di acqua raggiunta dai fiumi, si deve a quest’opera iniziata dalla giunta del sindaco Alberto Ravaioli, realizzata dal sindaco Andrea Gnassi e che verrà ulteriormente portata avanti dal sindaco Jamil Sadegholvaad. Il Psbo, il nuovo lungomare rialzato, le opere pubbliche e idrauliche realizzate e in corso sono sistemi all’avanguardia, frutto di una visione che ha saputo anticipare i cambiamenti climatici e oggi è servita a tutelare efficacemente il territorio riminese. Tenere pulito il mare e garantire la sua balneabilità è un’impresa complessa, ma non impossibile. A dimostrarlo è il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato di Rimini, la più grande opera di risanamento idrico attualmente in corso in Italia. 14 cantieri, che stanno cambiando letteralmente il volto di una città che, da oltre 60 anni, fa da sfondo alle vacanze di milioni di turisti, italiani e internazionali. Con un investimento pari a 154 milioni di euro, il progetto garantirà entro il 2024 la completa balneabilità del litorale riminese, eliminando le “acque nere” di tutti gli 11 scarichi a mare. Se Rimini non ha avuto danni evidenti durante queste intense piogge di Maggio 2023 non è stata solo questione di fortuna. Ricordiamo bene cosa successe proprio 10 anni fa, quando la “bomba d’acqua” del 24 giugno 2013 causò vittime, l’allagamento del centro storico e di ampie parti della città. Sotto Piazzale Kennedy ha inizio dunque il grande lavoro del PSBO, l’Arca-gigante che protegge il mare. In caso di temporale, infatti, il depuratore non è in grado di sostenere un così elevato volume d’acque chiare e scure. Il PSBO evita questa eventualità grazie a un sistema di vasche grandi quanto 20 piscine olimpioniche, situate a 40 metri di profondità. Una prima vasca, dalla capacità di 14mila metricubi raccoglie le acque di prima pioggia, mentre la seconda da 25mila metricubi è dedicata alla “laminazione”, cioè alla limitazione delle acque bianche convogliate a mare. Grazie a un meccanismo di ventilazione forzata, che conduce l’aria ispirata dalle vasche a un sistema di trattamento con tecnologia con carboni attivi è inoltre possibile risolvere, in modo definitivo il problema del cattivo odore. A “nascondere”, con la sua architettura moderna e integrata al contesto cittadino, questa complessa struttura i nuovi belvedere di P. Kennedy.
Il 27 maggio ’23 in una piazza dove le passerelle sono diventate un cristallo galleggiante sull’acqua, davanti Castel Sismondo, con grande sensibilità e attenzione alla Romagna ferita dall’alluvione, la stilista Alberta Ferretti ha chiuso il suo appuntamento di moda onirica e insieme possibile accompagnata nel gran finale da un gruppo di 32 volontari impegnato in queste ore con la battaglia del fango, sfoggiando una t-shirt con impressa la scritta “Io ci sono”.

Ezio Cecinelli

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