L’editoriale: La scommessa

Il Corace, nella sua nuova veste, compie un anno. Lunedì 31 luglio e martedì 1° agosto la nostra festa.

Abbiamo vinto una scommessa. Una scommessa con noi stessi. Quella di riportare nelle edicole e negli esercizi pubblici, la testata de Il Corace, dopo tre anni di assenza e non certo per responsabilità del precedente editore, al quale rinnoviamo il nostro ringraziamento. Nel momento in cui molte testate nazionali sono costrette a chiudere i loro supplementi, e qualcuna a chiudere proprio, noi, nel nostro piccolo abbiamo riaperto senza la forza di alcun finanziamento pubblico, ma con il coraggio misto alla nostra incoscienza. Perché, se vuoi vincere le scommesse nel lavoro, come nella vita, a volte è necessario che le due cose marcino insieme. Il nostro “Il Corace”, come i lettori si sono resi conto, ha una linea editoriale e grafica diversa da quella precedente con grande spazio alla cultura, alla rete associazionistica, formata prevalentemente da giovani, alla storia e all’antropologia corese attraverso rubriche che suscitano interesse e curiosità. E con grandissima attenzione ai diritti civili. Ma siamo anche un laboratorio di idee e di progetti e lo saremo sempre di più. Questa festa, 31 luglio/1agosto (seconda edizione), è anche l’occasione per spiegare ai nostri concittadini che la linea che ci siamo dati ha la presunzione di essere di livello qualificato. Ci occupiamo, pur dalla nostra prospettiva che è laica, libertaria, progressista, onestamente di parte nel senso di rigoroso rispetto verso i principi della nostra Costituzione (nata dalla Resistenza), delle criticità e delle complessità della nostra cittadina in modo serio, imparziale e plurale. Abbiamo dato e daremo sempre voce a tutti a livello istituzionale ma dentro un linguaggio civile e mai offensivo. Il Corace non prende posizione a favore o contro, ma invita i cittadini a farlo e l’Amministrazione comunale a coinvolgerli nelle decisioni più importanti. Non ci piacciono gli inciuci, il detto e non detto, gli ammiccamenti e le allusioni. Non ci piace l’eccesso di punti interrogativi che spesso nasconde la mancanza di argomenti. Non ci piacciono i furbi. Al contrario, crediamo nell’intelligenza viva della nostra comunità, nella capacità di ragionare sui fatti senza pregiudizi di alcun tipo e ci piace guardare al presente e al futuro con spirito positivo e costruttivo.

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