LE FAMIGLIE PALOMBELLI E PALOMBI

Sfoglio pagine di carte tarlate,
tra la polvere del tempo inchiostrato
si nascondono granelli di storie,
che ansiosi aspettano di raccontare
i complicati insiemi del vivere.

Palombelli e i Palombi potrebbero aver assunto quei nomi dai palombi-colombi, uccelli “intelligenti” e pacifici portatori di notizie tanto che fin dall’antichità, e non solo in Europa, venivano allevati come uccelli-postini per consegnare messaggi a lunghe distanze e tornare con la risposta ricordando il percorso all’indietro. Il nome Palombelli potrebbe derivare da un figlio chiamato “Palombello” che forse originò un nuovo ceppo familiare. Padre Sante Laurienti informa che la famiglia è: «… antiquissima e nominata in molti codici, malgrado non fioriscano di ricchezze, però fioriscono di uomini. A Cori è presente una seconda famiglia Palombelli più estesa perché divisa in dieci o dodici case; ma passiamo agli uomini di cui abbiamo notizie: Pacifico ha molte ricchezze, Bernardino,
Giovanni, Antonio detto Migliuzzo, Francesco detto Missere, Pietro, Marco, et N detto Finamore. Tutti fratelli in parte di primo grado e in parte di secondo grado, vivevano qui nel 1545 circa. Tutti ebbero figli, ma scrivere il loro nome e le loro qualità sarebbe troppo lungo, resterebbero solo nomi…».

Invece lo storico Laurienti li elenca cominciando: Horatius Palombellus presbitero, restaurò per
«devozione e pietà» la chiesetta di S. Maria della Pace dandole il nome (H.C.c.70 r); Marcus e Franciscus de Palombellis curarono l’orto contiguo alla chiesa di S. Antonio Abbate fuori della porta del Monte. (H.C. cc37r.v). Frate Gaspar fu sacerdote Baccalaureatum in Theologia, Antonio divenne notaio (cc.101-102r-v). Rosatus Palombellus era consanguineo di Sante Laurienti il quale discendeva dalla fa- miglia Antonisanti perché Pietrangelo Antonisanti generò Matteo detto “Caruccio” (da lui
presero origine i Carucci?) che a sua volta da Leandra generò Pietro il quale con Catharina Fantetti procreò Angela che sposò Antonio Palumbello notaio, il cui figlio Giovan Battista da Maria Ferretti de’ Cocchis ebbe: Camillo, Agostino, Angelo Valerio. La figlia Maria Antonisanti sposò Giovan Battista de’ Palumbellis, cognominato Migliuzzi…, Angelo Valerio sposò Faustina di Desiderio Palumbi e generò Matteo e Caterina che nel 1° matrimonio sposò Porphirio di Santhi Laurientis e nacquero Frate Santhe e il fratello Porphirio, mentre dal 2° matrimonio con Giovanni Jupponis partorì Marcantonio. A Sermoneta un Palombellus Petrus nel 1278 è presente in un atto notarile.

I Palombi provenivano da Montelanico afferma il Laurienti: Gregorio Palumbus giunse a Cori all’incirca nel 1500. Tuttavia non posso fare a meno di evidenziare la dimenticanza del nostro padre Sante poiché egli aveva già rilevato la presenza dei Palombi a Cori riportando che nel gennaio 1284 il notaio Adinolfo Petro de Mattheo aveva stipulato un atto in cui «Pietro de’ Palomba, la moglie Benedetta, la madre Palomba, offrono al convento di S. Agostino di Cori (all’Insito) nelle mani del priore fra Nicola, se stessi e una casa a Cori nella parrocchia di S. Maria della Plebe con tutti gli altri loro beni mobili ed immobili».

I Palombi vivevano anche a Sermoneta, vicina a Montelanico, c’era un Palumbus Leonardo canonico (1253-1290) e fu presente il vicario generale Palombi Antonio canonico a Priverno nel 1543. Questa famiglia fu attiva anche a Velletri: «…come scrive Antonio Mancinelli, nel suo opuscolo Speculum, la famiglia è l’istessa che la Palomba, ma fu detta Mancinella perché il suo avo chiamato Stefano era mancino sicché probabilmente accettò di chiamarsi così». A conferma: nello stemma dei Mancinelli c’è
una colomba. Tale nome di famiglia quindi era presente nel territorio. Ma torniamo a Gregorio
Palumbus giunto a Cori circiter 1500, qui nacque Ioanneantonium che sposò Angelica di Iacobelli Rube e procreò Desiderio che sposò Finadora e nacquero Agostino che generò due maschi: Rosato, presbitero della chiesa di Fondi dove morì, e Ioanneantonio, da Laura di Agostino Picchioni, ebbe molti figli, rimasero Augustinum juniorem et Martium.(H.C.c. 101v). Desiderio a sua volta ebbe anche quattro femmine, l’ultima, Faustina dal 1° matrimonio con «Valerio filio de Antonisantis, avo nostro», ebbe Matteo e Catharina, questa nel 1580 sposò Porphyrio filio di Santhi Laurienti ed egli procreò me: «… fratem Santhum et Porphiyrium fratem mium».(H.C.c.73r). Dal 2° matrimonio con Giovanni de Marcantonio Jupponis nacque Marcantonio nel 1607. Dall’ elenco dei nomi non si affacciano solo cura e
affetto della memoria familiare, emergono anche intrecci parentali con un livello sociale di riguardo.
Padre Sante era imparentato con i Palombi e i Palombelli perché Maria de’ Antonisanti sposò un de’ Palombellis e Valerio Antonisanti sposò una Palombi, (c73r).

Giancarla Sissa

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