UN GIUSTO RICORSO A TUTELA DELLA SALUTE

Fassa Bortolo, il comune di Cori già si oppose nel 2018 e nel 2022

A ridosso della frazione di Giulianello, in via Valle Pescara, nel territorio del Comune di Artena, insiste ed opera lo stabilimento di produzione a “ freddo“ di intonaci a base di cemento e a base di gesso della Fassa Bortolo. Nel 2018, in virtù di un progetto di ampliamento dello stabilimento presentato
dalla Fassa Bortolo, costituito dalla realizzazione di ulteriori due forni di calcinazione a ciclo continuo da alimentare con l’utilizzo principalmente di rifiuti di legno e derivati, iniziava la conferenza dei servizi per la discussione e l’analisi del progetto.

I partecipanti alla Conferenza dei Servizi sono stati oltre alla società Fassa, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, la provincia di Roma, il comune di artena, l’arpa lazio, l’asl Roma V, la XVIII Comunità Montana dei Monti Lepini nonché, quali comuni limitrofi, il comune di Cori, il comune di rocca massima, e il comune di lariano. L’unico partecipante ad emettere pareri negativi è stato il Comune di Cori, presentati nel 2018 e nel 2022, attraverso i quali sollevo’ e sottolineo’ criticità da indagare di natura sanitaria, di localizzazione del progetto, ambientali e paesaggistiche stante la vicinanza dell’insediamento produttivo al centro urbano, al Monumento Naturale del Lago di Giulianello, all’antico percorso di epoca preromana usata anche per la transumanza e che costituisce l’ingresso al Monumento Naturale etc..

Nei pareri negativi manifestati dal Comune di Cori in sede di Conferenza dei Servizi, si faceva espresso riferimento che a pochi metri dell’impianto è localizzato il pozzo idrico della “ Madonnella” di approviggionamento di acqua potabile per la collettività e ad un insufficiente ed approssimativo studio dei valori delle precipitazioni e della portata dei fossi Scatavasso-Piscari-Teppia che corrono proprio al confine con l’area di sedime dell’impianto industriale Fassa, e si evidenziava che i valori presi in considerazione si riferivano agli anni ’90, oltre ai potenziali effetti negativi sulla viabilità, il rumore e la qualità dell’aria della zona. Nell’iter autorizzatorio, molto complesso, al cui interno si trovano anche due atti endoprocedimentali molto imparti quali l’AIA e la VIA, oltre al Comune di Cori, a sollevare seri problemi di natura sanitaria e non solo, è stata l’Arpa, ma lo fa solamente in data l’11.01.2023 con il deposito del proprio parere. In particolare l’Arpa ha fatto rilevare che lo studio di dispersione degli inquinanti è totalmente inadeguato ad offrire un quadro veritiero degli effetti atmosferici del progetto, in quanto sviluppato ricorrendo ad un modello di calcolo giudicato inadatto ed utilizzando un dominio circoscritto alla dimensione di 8 km. Secondo Arpa, la procedura tecnica, invero, espressamente prescrive come dominio spaziale di riferimento un raggio di 20Km. La stessa Arpa ha riconosciuto carenti gli studi della Fassa non solo rispetto alle ricadute degli inquinanti, ma anche rispetto all’impatto sulla viabilità in riferimento all’inquinamento acustico e atmosferico chiedendo alla società di sviluppare un documento valutativo per dare evidenza di tali profili.

Nulla di tutto questo è stato fatto dalla società Fassa, al contrario uno studio sull’impatto è stato fatto da noi. La società afferma che l’incremento di traffico sarà di 58 mezzi pesanti al giorno, ma da una nostra analisi, si evince che per soddisfare la quantità di produzione di calce si avrà necessità di prodotti di materia prima in ingresso tale che il numero di mezzi in entrata allo stabilimento sarà pari a 206 mezzi giorno, in incremento. Ciò significa si avrà un incremento di traffico abnorme, stimato in un mezzo ogni due minuti. A fronte di tale previsione, che potrebbe gettare nel caos tutto il traffico e la vita quotidiana di una comunità di 3.500 abitanti, ci si poteva e doveva aspettare dalle autorità
preposte alla valutazione di impatto, una maggiore attenzione e un più approfondito esame istruttorio. Sarebbe stato necessario che si individuasse una specifica prescrizione e vale a dire la realizzazione di una nuova arteria che costituisca un by pass del centro abitato, a carico della ditta proponente e delle ditte che si avvarranno dell’incremento di escavazione di materiali.

Alla luce dei pareri negativi del Comune di Cori, e soprattutto delle prescrizioni e delle indicazioni di Arpa, la Regione concludeva il procedimento emettendo in data 30.05.2023 il provvedimento finale autorizzatorio senza alcun richiamo, esame, risposta o pronuncia riguardo le posizioni esposte.
Il Comune di Cori, di fronte a tale situazione ha ritenuto doveroso impugnare al TAR il provvedimento di autorizzazione della Regione Lazio, nominando un pool di avvocati trai quali, l’Avv. Tommaso Conti già Sindaco della nostra Città. Il ricorso oltre a riportare gli aspetti sommariamente qui indicati, affronta molte altre criticità e innumerevoli violazioni sia in materia urbanistica, che in ambito dell’intero iter autorizzatorio, prevedendo altresì l’immediata sospensione dell’efficacia del provvedimento onde evitare un pregiudizio grave e irreparabile alla tutela della salute pubblica.
Ora, è bene chiarire che il Comune di Cori non è contro il lavoro, la Fassa Bortolo, lo sviluppo economico e quanto altro, il Comune di Cori è per le cose fatte bene, è per gli investimenti che creano ricchezza ma capaci di non mettere a repentaglio la salute e la vita delle persone.

Mauro Primio De Lillis 
Sindaco della Città di Cori

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