ESISTE UN GIUDICE A BERLINO

Il caso del magistrato Apostolico che non ha convalidato il trattenimento di un migrante.

Il direttore del Corace abusa della mia pazienza e mi spinge a scrivere di cose di cui farei volent ieri a meno,visto che le tratto tutti i giorni nella professione. E siccome Leonardo Sciascia diceva che lo scrivere per lui non fosse un lavoro,ma un piacevole esercizio,che il lavoro era quello che aveva fatto da giovane maestro elementare in mezzo a pessimi carusi,la prossima volta non glielo consentirò. Per questa volta passi. La questione è quella relativa al conflitto mediatico tra la giudice Apostolico,del Tribunale di Catania, e il ministro Salvini, questione sorta grazie ad un provvedimento giurisdizionale in cui la giudice, accusata di faziosità, disapplica le norme di un decreto governativo e non convalida il trattenimento di un migrante motivando nell’ ordinanza che le norme del decreto sono in contrasto con i principi generali del diritto costituzionale e comunitario. La soluzione risiede nell’eterno contrasto tra lo jus e il dictum, tra i principi del diritto e la norma. Tra i principi giuridici universali e le regole. Quella che i giuristi tedeschi chiamano la Grundnorm, la norma fondamentale da cui le altre derivano. Non so se avete mai sentito parlare del caso emblematico del mugnaio di Lipsia e del giudice di Berlino. L’espressione “esiste un giudice a Berlino”, è mutuata da un’opera di Bertolt Brecht nella quale si racconta la storia di un mugnaio che lotta tenacemente contro l’Imperatore di Prussia per vedere riparato un abuso. A Potsdam,dove Federico II di Prussia fece costruire il celebre castello di Sans Souci,meta degli illuministi di tutta Europa, l’imperatore voleva espropriare il mulino di un povero mugnaio per abbatterlo poiché danneggiava la visuale del castello. Pur di averla vinta,l’imperatore non esitò a corrompere tutti i giudici e avvocati cui il mugnaio si rivolgeva. A Berlino il mugnaio trovò f inalmente un giudice onesto,terzo,imparziale, che senza badare ai privilegi dell’ imperatore guardò ai principi del diritto e il mugnaio vinse la causa. Da cui il detto,esiste un giudice a Berlino, in bocca a tutti coloro in cerca disperata di giustizia. Il giudice Apostolico ha fatto valere i principi universali del diritto contro un decreto dettato dalla contingenza politica che stabiliva l’obbligo del trattenimento in violazione di principi generali sulla libertà personale, poiché il trattenimento di un richiedente la protezione internazionale,costituendo una misura che incide sulla libertà personale è legittimamente eseguibile solo con le garanzie e le condizioni giustificative previste nella riserva di legge. Principio basilare del diritto costituzionale e del diritto comunitario. La questione a latere,sulla partecipazione del magistrato ad una manifestazione politica è tutta fuffa giornalistica e propaganda bieca, perché non mi pare si possa affermare che un magistrato non possa presenziare in una piazza in cui si manifesta a favore di principi che sono gli stessi che egli è chiamato ad applicare quando svolge la propria funzione istituzionale. Lasciate che il giudice di Berlino frequenti anche le sue piazze.

Tommaso Conti

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