L’EDITORIALE: DALLA PARTE DEI CITTADINI

FASSA BORTOLO, cresce il fronte del “No” al secondo insediamento. Al ricorso del Comune di Cori si aggiunge, per ultimo, anche il Comune di Valmontone. Mobilitazione di tutti i comitati civici dei territori interessati. Il senso di una partecipazione e di una mobilitazione.

“NO”! Si estende a macchia d’olio la protesta delle comunità di Cori, Giulianello, Rocca Massima, Artena, Lariano, ed ora anche Valmontone contro il secondo insediamento della Fassa Bortolo che aveva già iniziato i lavori, in località tra Giulianello e Artena, ma che li ha dovuti interrompere a distanza di un giorno per una sospensiva del tar del Lazio, in seguito al ricorso presentato dal comune di Cori. Attivissimo il Comitato di Giulianello che attraverso il suo presidente Umberto Proietti ci informa di aver interpellato i sindaci di tutti i paesi interessati alle emissioni inquinanti dell’impianto sulla cui nocività lo scorso numero abbiamo pubblicato puntuali tabelle circa i danni che tali emissioni provocherebbero all’ambiente e alla salute, in un raggio di circa venti chilometri, ed anche oltre.

“Solo il 21 Luglio 2023 siamo venuti a conoscenza di questo progetto – afferma Proietti – e l’impegno dei comitati è stato intenso. Si è dato quindi vita al “Comitato intercomunale per la salvaguardia dell’ambiente e della salute”. “I temi dell’ambiente uniscono tutti senza confini e colori politici” chiosa Proietti (sulla pagina on line de il corace/vivicoriweb abbiamo pubblicato il suo intervento integrale). E questo, al di là di quelli che saranno i percorsi giuridici e legali della vicenda, ci sembra il punto centrale. Ci sta in gioco la nostra salute, i nostri polmoni già sufficientemente inquinati da altri fattori, il nostro ambiente, con il lago di Giulianello a qualche chilometro dal nuovo stabilimento. Le comunità hanno percepito bene il danno sanitario ed eco-ambientalista che questo secondo insediamento comporterebbe e si stanno ribellando. Una partecipazione importante e significativa che dovrebbe essere da lezione anche per le amministrazioni comunali: i cittadini, per tutte le grandi decisioni, vanno sempre coinvolti, ascoltati, resi protagonisti, non ricordarsi di loro solo alla vigilia delle elezioni: non sono voti, sono persone. Siamo persone. Una ribellione, diciamola tutta, favorita anche dalla protervia e dall’arroganza di questa azienda che non ha ritenuto di tranquillizzare la pubblica opinione, neanche con un comunicato, sentendosi protetta dell’autorizzazione della “governance” della Regione Lazio, poco sensibile per non dire avversa ai temi dell’ecologia e protesa a tutelare le proprie lobby. (Quella precedente, di segno opposto, non era molto diversa, a dire il vero). E non saranno certo le traballanti video dichiarazioni di qualche sindaco del territorio, isolato dai suoi stessi cittadini, a farci cambiare idea su come quelle polveri tossiche che si vorrebbero liberare nei nostri cieli per imprigionare la nostra aria, potrebbero (condizionale d’obbligo) nascondere ben altre polveri: quelle di interessi che poco hanno a che vedere con il bene comune.

Questo mensile continuerà ad essere, in questo caso come in altri, sempre schierato da una parte, l’unica che veramente ci interessa: quella dei cittadini. Senza indugi e senza timori. E se i cittadini di tutto il comprensorio, non solo Cori e Giulianello, decidono che la lotta continua, potranno sempre contare sull’appoggio de “Il Corace”. Siamo (ri)nati per questo. L’ignavia la lasciamo ad altri.

Emilio Magliano

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