Agrifoglio o “Pungitopo”

Una incredibile essenza vegetale, apprezzata da tempi remoti, che per le sue straordinarie e versatili proprietà medicamentose ed ornamentali è molto diffusa ed onora il mondo vegetale

Per gli interessati, Si tratta, di un pianta nota come agrifoglio (Ilex aquifolium ), ma conosciuto anche come aquifoglio, alloro spinoso o pungitopo maggiore, che è comunque un albero o arbusto sempreverde incluso nella famiglia botanica delle Aquifoliaceae. È una pianta dioica ed è alta anche fino a 10 m; presenta una chioma piramidale, la corteccia liscia, grigia d rami verdastri. Risulta una pianta spontanea in Italia e presenta un fogliame che, ai profani, può sembrare persistente. In realtà le sue foglie vivono per un intero anno ma non si rinnovano tutte contemporaneamente. Le sue foglie sono di un colore verde scuro lucente, decorative, con varietà variegate di bianco, crema o giallo.
I frutti sono di colore arancio-rossastro in contrasto con quello delle foglie, che sono alterne o sparse, ovali od ellittiche e coriacee, con margine spinoso nei rami più bassi delle piante adulte.

I fiori appaiono piccoli e riuniti in fascetti ascellari, con 4 petali di colore bianco o rosato e unisessuali: quelli maschili hanno 4 stami, quelli femminili un pistillo con ovario supero sormontato da 4 stimmi quasi sessili. Nel periodo invernale mostra drupe globose di colore rosso vivo lucente, a maturazione, contenenti 2-4 semi triangolari. Da evidenziare che quando le foglie vengono danneggiate o rosicchiate l’agrifoglio attiva dei geni per renderle spinose nella ricrescita. Infatti, le piante alte e le foglie superiori presentano i bordi lisci, diversamente da quelle inferiori che risultano spinose. A Piano Pomo, sul versante nord orientale del Massiccio del Carbonara (nelle Madonie, in Sicilia) circa 50 annose piante formano un boschetto che, per i botanici, si sarebbe formato nel Terziario prima delle glaciazioni preistoceniche. Inoltre a 1400 m. di altitudine in una valle dal suolo siliceo e profondo e con condizioni climatiche ottimali esistono esemplari di rare dimensioni, di 900 anni.

Tali alberi preferiscono posizioni ombreggiate o di sottobosco, terreno acido o semi-acido, fertile e ricco di humus. Si moltiplica mediante semi freschi, per talea semilegnosa, margotta e per innesto.
Il pungitopo contiene come saponine, xantina teobromina e un pigmento giallo, l’ilexantina. Attualmente viene usato raramente in fitoterapia per via della sua tossicità, tuttavia presenta proprietà diuretiche, febbrifughe e lassative. Inoltre, ha un effetto simile a quello della serotonina.

Il decotto da giovani radici raccolte in autunno è diuretico; il decotto con vino medicato dalla corteccia vanta proprietà febbrifughe; l’infuso di foglie raccolte prima della fioritura, fatte essiccare all’ombra, ha proprietà calmanti, febbrifughe e curative dell’itterizia, contiene tra l’altro ilicina; le bacche di frutti raccolti maturi, o fatti essiccare al calore, hanno azione purgativa. Il contenuto di saponine, contribuisce a rendere l’agrifoglio tossico per gli esseri umani poi ché irrita lo stomaco e l’intestino, mentre altri componenti lo rendono dannoso per il sistema nervoso e per il cuore. Una ventina di bacche, infatti, potrebbero essere mortali per una persona adulta. L’agrifoglio è una pianta considerata magica fin da prima del Natale cristiano, si dice che proteggesse dai demoni e portasse fortuna. I suoi primi utilizzi risalgono all’Irlanda, laddove anche le famiglie più povere potevano permettersi di utilizzarlo per decorare le proprie abitazioni.

I pagani celebravano la rinascita del sole al solstizio d’inverno. La rinnovata ascesa del sole in cielo, che iniziava al solstizio, era simbolicamente inscenata come una battaglia tra la Quercia estiva e l’Agrifoglio invernale. Le rosse bacche del Pungitopo rappresentavano la fertilità e l’abbondanza durante la rigidità e l’oscurità in vernale, era cioè una promessa di ritorno della luce e del calore. I Cristiani,con il passare del tempo, posero il Natale il 25 dicembre in opposizione alle tradizioni originarie, ed anche alla nostra pianta si attribuirono significati particolari: la struttura della foglia ricorderebbe la corona di spine di Gesù Cristo mentre i frutti rossi il suo sangue ed i boccioli bianchi l’immagine della purezza del la Madonna; le bacche dell’agrifoglio il sangue coagulato di un pastore che nel recare i doni a Gesù si era ferito con le foglie pungenti della pianta. Ad ogni modo, l’agrifoglio sembra risultare uno dei componenti della bacchetta magica acquistata da Harry Potter prima di entrare a far parte della scuola di magia di Hogwarts.

Giovanni Conca
Fitopatologo

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