Camelia: per un fiore eccelso e spettacolare

Si narra per Candelora (due febbraio) che: “se c’è il sole dall’inverno siamo fora, ma se piove e tira il vento dell’inverno siamo dentro”, e alla Merla non occorre più la nota canna fumaria!

Sembra opportuno considerare che per l’altitudine e la latitudine, oltre che per i diversi territori e per effetto biodiversità, possiamo osservare come molte specie della flora arborea ed erbacee, dello straordinario Mondo Vegetale, d’un tratto appaiano e la Natura si risveglia! A tale proposito sembra utile soffermarsi sulla pianta della Camelia, genere Camellia appartenente alla famiglia delle Theaceae e originaria delle zone tropicali; il suo appellativo si deve a Georg Joseph Kamel, un botanico che per primo la importò dal Giappone in Europa.

Tale genere comprende piante sempreverdi, arbustive o ad alberello, alte fino a 15 metri che hanno foglie, semplici ed alterne, di colore verde più o meno scuro, a seconda della specie; lucide e coriacee, a volte carnose e provviste di stipole con ghiandole aromatiche, con margini lisci crenati, di forma ellittica, oblungo lanceolata. I fiori, sono spettacolari, semplici o doppi, di colore bianco, roseo o rosso; privi di profumo o profumati e possono raggiungere circa 20 cm di diametro. Camellia ben si adatta a climi temperati-umidi per cui, nelle zone tropicali asiatiche, viene coltivata in estensivamente la specie C. sinensis (C. thea), le cui giovani foglie apicali vengono raccolte ed usate a fine alimentare per ottenere la bevanda con il famoso nome di tè. Le diverse varianti di tè (nero, verde, giallo, oolong, aromatizzato, ecc.) provengono peraltro dalla stessa pianta e derivano solamente dalle diverse lavorazioni delle foglie, dopo la raccolta. Camellia japonica, originaria della Corea e del Giappone, fu introdotta anche nel Nord America da un botanico francese André Michaux intorno al 1890 e successivamente coltivata peraltro come pianta ornamentale, apprezzata in vari e numerosi giardini, parchi ed in ogni dove. Tale arbusto può raggiungere altezze considerevoli, presenta foglie persistenti ed ovali, di colore verde cupo lucente, con fioritura tardo invernale-primaverile e fiori di varie sfumature, di colore dal bianco al rosso cupo con gran di corolle, a forma di rosa aperta ed appiattita che, quando appassiscono, cadono in terra in un blocco unico e non sfiorendo petalo per petalo.

In Italia, la Camelia da fiore fu introdotta la prima volta alla fine del XVIII secolo nella Reggia di Caserta, ma la prima documentata menzione risale al 1786 e riguarda la coltivazione di C. japonica nel giardino inglese da parte del botanico britannico John Andrew Graefer, per la regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, anche se la leggenda vuole che il fiore fosse arrivato lì già un decennio prima, come pegno d’amore di Horatio Nelson a Emma Hamilton, periodo in cui era moglie dell’ambasciatore britannico presso la corte borbonica.. La coltivazione di C. japonica è anche molto diffusa presso i laghi prealpini, laddove è famosa la collezione di Villa Taranto sul Lago Maggiore e nell’ alto Piemonte, dove vi sono numerosi boschetti utilizzati per la raccolta dei fiori in boccio, e nell’Italia centro-meridionale ed insulare, così come in Toscana in zona di Sant’Andrea di Compito, frazione di Capannori (LU) i cui terreni (naturalmente acidi) hanno favorito la coltivazione già dal XVIII secolo e dove, ogni primavera, si svolge la manifestazione “Antiche camelie della Lucchesia”. Occorre, tuttavia, sottolineare ai vari interessati che questa pianta è suscettibile ad una dannosa patologia fungina (Ciborinia camelliae), capace di veri danni soprattutto a carico dei fiori. Nel nostro territorio, tra le varie specie, prevale la signora delle Camelie: la cultivar “Contessa Lavinia Maggi”, che vegeta anche nel giardino dell’autore di questo articolo! Così, Madre Natura ci regala davvero un paradiso e/o tesoro, cioè tutto, ma può anche toglierci tanto se non è sinceramente rispettata ed amata. Poi, come non si può amare la cultivar a fiori rossi (C. japonica “Adolphe”) molto popolare anche in Francia?

Peraltro, non si può dimenticare che è il fiore narrante “La signora delle Camelie, romanzo di Alexandre Dumas figlio, edito nel 1848, trasposizione romanzata della storia d’amore dell’autore con Marie Duplessis che rappresenta la vita ed i segreti di quello che nel dramma omonimo egli definisce il demi-monde. Ha ispirato numerose versioni teatrali e cinematografiche, e “La Traviata”, di Giuseppe Verdi!

Giovanni Conca 
Fitopatologo

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