Giulianello: dopo due anni ritorna il Carnevale

Come per il Natale anche per la tradizione del 6 Gennaio sono proseguiti gli eventi a Giulianello

Il ruolo della maschera allegorica è la sintesi espressiva delle tradizioni locali e delle regioni Italiane. L’obiettivo delle associazioni culturali del territorio, “APS Chi dice Donna”, “Ctg GR giovani Rocca Massima”, in collaborazione con le altre associazioni di Rocca Massima: “Proloco”, “Compagnia dei Lepini”, “Associazione Castagna” e con il patrocinio del comune di Cori e Rocca Massima, sarebbe stato quello di offrire sia al turista di passaggio che alla popolazione una stimolante motivazione culturale, semplice occasione di svago e spensieratezza veicolata dalla delicatezza e l’umorismo delle maschere. Purtroppo a causa delle avverse condizioni metereologiche il programma previsto nei giorni 10 e 11 febbraio è stato annullato. Infatti, l’evento in maschera che si sarebbe dovuto svolgere in questi due giorni di festa, avrebbe dovuto saper coniugare l’utile piacevolezza di uno spettacolo storico finalizzato a valorizzare il patrimonio culturale del territorio, unendo insieme al divertimento la tradizione e la storia dei borghi di Giulianello e Rocca Massima, per mantenere viva la cultura fatta di tradizioni popolari, dialetti, prodotti tipici, bellezze architettoniche e ambientali. Tuttavia, la festa in maschera, si è svolta ugualmente grazie alla disponibilità dei locali concessi dall’Associazione “Chi dice Donna “di Giulianello. Certo rinunciando alla suggestiva sfilata per le vie dei borghi antichi di Giulianello e Rocca Massima, che sicuramente proporremo di nuovo il prossimo anno. La festa mascherata che si è tenuta lo scorso 10 febbraio a Giulianello, è stata animata dalle maschere maggiormente conosciute come Pulcinella, Balanzone, Brighella, Arlecchino che rappresentano le molteplici sfaccettature del grande capitale culturale italiano. Ha presentato il teatro delle marionette, trucca bimbi e la premiazione delle maschere più spiritose e originali. La festa del carnevale rappresenta da sempre una celebrazione tanto attesa dai bambini, l’aspettano con ansia perché è il momento in cui possono indossare la maschera del loro super eroe preferito o del personaggio tanto amato, dando così vita alla loro interiorità attraverso la “personificazione” del proprio ideale. Il travestimento nei bambini può assumere anche un aspetto psicologico che li coinvolge intimamente nell’atto del mascherarsi. Dietro la maschera, infatti, è possibile nascondere o ridimensionare i propri vissuti e anche il bambino più timido o introverso può sentirsi quanto basta protetto per dare sfogo a quegli aspetti di sé che faticosamente riesce a far emergere nella vita di tutti i giorni.

Ma, al di là della giocosità del carnevale, non bisogna dimenticare che in passato era considerato una festa per adulti. Il significato originario è la trasgressione, si trattava infatti di un periodo in cui si potevano ribaltare le gerarchie e abbattere le classi sociali, abbandonandosi agli scherzi e anche
agli eccessi. Il carnevale è una festa legata al mondo cattolico e cristiano, “carnem levare”: “eliminare la carne” indicava l’ultimo giorno di carnevale prima del periodo di astinenza e digiuno dettato dalla Quaresima durante la quale a nessuno era concesso di mangiare carne. Tuttavia, le sue origini vanno ricercate in epoche molto più remote, ovvero quando la religione dominante era quella pagana. Tale religione di tradizione greca e romana era in opposizione al cristianesimo proprio perché politeista, con un approccio alla fede in cui venivano venerate più divinità e non monoteista come quella cristiana originata dal giudaismo, fondata sulla rivelazione e predicazione con tenuta nei Vangeli di Gesù di Nazareth inteso come figlio di Dio. Il carnevale, dunque, è una ricorrenza pagana che trae le proprie origini dai “Saturnali della Roma antica”, un ciclo di festeggiamenti in cui gli schiavi godevano delle stesse libertà dei cittadini liberi, l’ordine sociale poteva essere sovvertito in un mondo al contrario e dalle feste “dionisiache del periodo classico greco”. Le Dionisie erano nell’antica Grecia, celebrazioni dedicate al dio Diòniso nel corso delle quali venivano messe in scena rappresentazioni teatrali tragiche e comiche. Durante queste festività, era lecito lasciarsi andare, liberandosi da obblighi e impegni per dedicarsi allo scherzo e al gioco. Mascherarsi rendeva irriconoscibili, il povero poteva vestirsi da ricco e viceversa, ognuno poteva personificare eroi, re e regine, scomparivano così le classi sociali, ma una volta terminate le feste, il rigore e l’ordine tornavano a dettare legge nella società. Insomma, la festa più stravagante dell’anno tanto che l’antico popolo latino coniò la frase: “Semel in anno licet insanire”, ossia “Una volta l’anno è lecito impazzire”, un proverbio che la dice lunga!

L’APS “Chi dice Donna” è consapevolmente orgogliosa di aver riportato a distanza di anni il Carnevale a Giulianello, una festa e un periodo dell’anno Cattolico/Cristiano che precede il tempo liturgico della Quaresima.

Carla Colla
Associazione "Chi dice donna"

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