Paesaggio una cultura necessaria

Si è celebrata il 14 marzo la giornata nazionale della tutela ambientale

Cari lettori, lo scorso 14 marzo, si è celebrata la Giornata Nazionale del Paesaggio, istituita con Decreto ministeriale n. 457 del 7 ottobre 2016, con l’obiettivo di contribuire a promuovere la cultura del Paesaggio in tutte le sue forme, richiamando il valore identitario che esso assume per il nostro Paese e l’importanza della sua tutela per poterlo trasmettere alle generazioni future. Il Paesaggio è uno tra i più straordinari patrimoni del Paese, con i suoi inestimabili valori culturali, ambientali ed economici, va sottratto ai rischi di una transizione ecologica mal pensata e alle conseguenze delle crisi climatiche ed energetiche e posto al centro di un grande progetto di tutela e rilancio, anche in nome della Costituzione. Lo dichiarano Italia Nostra, Lipu e Mountain Wilderness alla vigilia della Giornata Nazionale del Paesaggio. Il significato del Paesaggio non sta solo nel suo pur importante valore estetico.

Il Paesaggio è natura che si è fatta storia, è interfaccia culturale dell’ambiente, è identità molteplice di un
territorio che comprende la geologia, la flora, la fauna
e le comunità umane.

È in questa visione complessa che la questione va inquadrata, come ci dice la stessa Costituzione italiana, la quale nell’ articolo 9, mette assieme – e non contro – il Paesaggio, l’ambiente e la biodiversità. Eppure, le attuali politiche territoriali pongono il paesaggio italiano sotto costante e spesso violento attacco, per favorire nuove infrastrutture per i trasporti, energetiche, produttive e residenziali, nella maggior parte dei casi di dubbia o nulla utilità collettiva. Il risultato è un grave danno culturale e ambientale e persino economico, considerata la prospettiva di una sana e sostenibile economia che il paesaggio italiano rappresenta.

Affinché la Giornata Nazionale del Paesaggio non sia semplice retorica è dunque urgente che il Paese intero, a partire dal Governo, metta in atto un nuovo approccio alla questione paesaggistica, con una visione diversa e scelte chiare e concrete: dalla legge contro il consumo di suolo, al potenziamento del personale delle Soprintendenze e non solo; dall’approvazione di regole serie per l’installazione di impianti per le energie rinnovabili, inclusi l’individuazione delle aree idonee e non idonee e l’inserimento di stringenti indicatori relativi al Paesaggio (secondo le previsioni della nuova normativa europea RED II); fino allo sfruttamento delle vastissime zone industriali ed ex industriali italiane, da utilizzare per la produzione di energia solare, salvaguardando il più possibile Paesaggio, natura e terreni agricoli. Le gravissime crisi che il pianeta sta vivendo, dall’emergenza climatica, alle guerre che oltre a tante vite stanno massacrando paesaggi storici, non devono essere motivo per aggiungere danno al danno, dramma al dramma, ma l’occasione per ripensare davvero il mondo, mettere al centro i suoi valori più importanti e dare il via ad una transizione ecologica e culturale vera e non dissimulata. Infine vorrei concludere con queste bellissime parole, che il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, scrisse in una lettera a un noto settimanale italiano per ricordare la centralità della cultura per lo sviluppo del nostro Paese: “Gli insulti al paesaggio e alla natura, oltre a rappresentare un affronto all’intelligenza, sono un attacco alla nostra identità”. “Quante volte abbiamo ascoltato il vocabolo “bellezza” associato a “Italia”? Per dare profondità a questo straordinario abbinamento occorre fare ricorso al senso che i nostri Padri Costituenti seppero dare ad una terza parola: Cultura. Accanto alla Cultura c’è il valore della Ricerca, del Paesaggio, del Patrimonio Storico Artistico, tutti beni da promuovere e tutelare”.

Fernando Bernardi
Ambasciatore Digitale “I Borghi più belli d’Italia

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