Un secolo di lotte, di battaglie collettive prima, e individuali poi, hanno consegnato alla comunità di Giulianello un assetto paesaggistico e ambientale di rilevante valore. Un lago che fino all’ inizio del nuovo millennio era di proprietà privata è diventato pubblico. È stato trasformato in monumento naturale e la doganale, semi abbandonata fino ad un decennio fa è divenuta uno degli itinerari ambientali più frequentati del territorio. Percorsi dai pellegrini della via Francigena provenienti da tutto il mondo e divenuto tratto dell’ itinerario Anzio Jenne, uno dei percorsi della transumanza riconosciuti dal Consiglio d’Europa. La comunità di Giulianello, attraverso l’ Asbuc, è divenuta gestore delle liquidazioni degli usi civici, cosa che fino ad un decennio fa non avveniva, perché le liquidazioni venivano gestite dal Comune di Cori e confluivano direttamente nelle casse del Comune perdendosi tra i meandri del bilancio di quell’ ente. L’ Asbuc grazie a questa trasformazione è potuta divenire proprietaria dei terreni che circondano il lago, costituendo così un “ unicum” di patrimonio naturale comune di straordinaria bellezza e suggestione. Protagonisti di questa storia sono state poche persone, una su tutte, il cui nome non farò per non essere troppo ripetitivo. Quella persona a Giulianello la conoscono tutti, anche se alcuni per invidia o frustrazione tentano di fingere di non saperlo.
Quindi rimane nelle mani delle giovani generazioni una grande responsabilità. Valorizzare e proiettare verso il futuro questo patrimonio. Tra qualche settimana ci saranno le elezioni dell’ Asbuc. Ci sono due
liste in competizione. Non dico per chi votare anche perché non faccio parte formalmente di quella comunità, anche se ritengo di appartenervi per affetto e per storia personale. Evitate però di votare per antichi rancori e frustrazioni di personaggi ormai in disuso, per interessi di bottega legati solo al criterio di liquidazione degli usi, per voglie di rivincita di qualche vecchio feudatario che non si arrende al tramonto dell’ era feudale, a piccole beghe di qualche agrimensore di paese che sostiene interessi particolari. Proiettate verso il futuro il valore del paesaggio quale valore costituzionalmente garantito. Avete una grande responsabilità. Buon lavoro.
Tommaso Conti