L’avventura creativa

Alessio Pistilli, artista contemporaneo

Alessio Pistilli nato a Velletri il 13 novembre 1980 da padre di Cori e madre di Lariano, è sempre vissuto a Cori. Alessio ormai da anni, di certo nelle arti figurative, è artista maturo e affermato in Italia all’estero, in Inghilterra e negli Stati Uniti. Sue opere sono nel mercato dell’arte americano soprattutto in quello newyorchese. Io e Alessio discendiamo, io per parte materna, lui per parte paterna, da un antenato comune: Pistilli Antonio nato a Cori l’11 maggio 1849.

Questa origine comune verrà chiarita in un mio libro di imminente pubblicazione. Alessio lo sa. Mario, il padre di Alessio è stato un bravo artigiano nella lavorazione del marmo. Ha lasciato ad Alessio il dono della maestria nell’uso delle mani connessa alle proprie intime emozioni. Forse il battere sul marmo dà origine allo straordinario talento musicale di Alessio che è anche compositore, chitarrista e cantante.

Malgrado questa comune origine avevo finora seguito assai superficialmente le esibizioni di Alessio. Solo di recente il suo lavoro mi ha prima incuriosito e poi mi ha completamente sedotto. Sedotto alla fine in un pomeriggio, lo scorso marzo, quando in una terribile giornata di fine inverno piovosa e nebbiosa, non ci si vedeva a un metro, mi sono avventurato per andare a vedere, l’ultimo giorno prima della chiusura nel Palazzo Sforza Cesarini a Genzano con la fortuna di avere come guida lo stesso Alessio, la sua mostra “iRenaissance” sorretta anche da un bellissimo documentario esplicativo
realizzato da Giuseppe Guratti e musiche di Claudio Di Meo.

Alessio si è diplomato nel “Liceo Artistico Statale di Latina” e ha preso la laurea in Scienze Storico-Artistiche all’Università “La Sapienza” di Roma. Questi studi hanno lasciato in lui sia la traccia forte di grandi artisti italiani del Rinascimento a cominciare da Leonardo sia quella di grandi artisti d’altre epoche che Alessio indica in Monet, Picasso, Warhol, Modigliani, De Chirico.
Raccontare tutta la biografia artistica di Alessio in un breve articolo non è possibile. Mi limito a dire che lui ha già ampiamente dimostrato di eccellere nella musica, nella pittura, nella scultura con l’invidiabile capacità di legare queste sue espressioni creative. Egli, almeno dal 2009, ha partecipato a tante mostre collettive a fianco di artisti più anziani e già molto affermati ottenendo sempre ampi
riconoscimenti e successi. Cominciò a vincere “concorsi” pittorici e sue opere venivano scelte tra le più rappresentative venendo poi invitato a esibirle in luoghi artisticamente attrattivi come Milano, Roma, Firenze, Londra, Trieste. Poi Alessio si è sentito pronto per organizzare mostre personali mostrando talento anche nel sapersi proporre.

Alessio ha vissuto per quattro anni, dal 2015 al 2019, in Inghilterra, a Windsor. Vi si è esibito in eventi musicali e in varie mostre con dipinti e sculture, portando i suoi lavori anche nella contea del Berkshire e in diverse mostre a Londra. Vi ha incontrato quell’altro grande talento corese che vive a Londra, il Direttore d’orchestra Claudio Di Meo con il quale ha collaborato. Proprio in Inghilterra, negli anni 2017-2018, Alessio ha cominciato a cimentarsi con una nuova art-concept la “iRenaissance” (si potrebbe dire una concezione dell’arte fondata su un Rinascimento detentore della tecnologia moderna) che è ancora oggi il suo “stile” creativo. Alessio vuole affermare che “La tecnologia non è un nemico da combattere ma un mezzo per poter migliorare la nostra vita”. Per anni Alessio ha creato opere avendo come riferimento l’antico motto greco “En to pan”, cioè “tutto in uno” che per anni lo ha gratificato di riconoscimenti aprendogli poi la via alla sua attuale spinta creativa, la “iRenaissance.”

“En to Pan”, viene da Alessio associato al Dio Denaro inteso come banconota, come valore etico-morale e socio-culturale nella vita umana, attributo di potere e ricchezza, un limite e una dipendenza. Dipendenza che rapisce e isola allo stesso tempo, un limite che impedisce l’ascesa, la rinascita. Alessio vuole far emergere il vero lume della ragione che ritiene sia nascosto nella nostra coscienza. La sua
arte vuole provocare chi guarda e farlo riflettere liberamente sul significato delle opere. Mi sembra che Alessio sia consapevole che nessun pur grande artista possa avere la capacità di riprodurre ciò che la sua mente crea con perfezione. Ci sarà sempre imperfezione. Ma partendo da questa inevitabile imperfezione cerca il capolavoro continuando a creare, a porre domande dentro le quali poi chi guarda, ogni fruitore dell’arte, viene spinto a riflettere a compiere una scelta personale, un proprio porsi davanti all’opera d’arte e all’arte della vita.

Nei suoi anni inglesi Alessio comincia a dare corpo all’idea che lo guida nel creare le opere di oggi. Si chiede e ci chiede: cosa sarebbe successo se nel Rinascimento ci fosse stata la nostra moderna tecnologia? Lo fa con opere che legano fotografia, pittura, video e musica ritraendo personaggi viventi in abiti rinascimentali mentre dialogano con strumenti come il cellulare, il computer, il tablet in modo così seducente che lo spettatore rimane, perplesso, incantato, di fronte a ritratti che sembrano esprimere tutto il ventaglio dei sentimenti umani, un invito a riflettere, a guardarsi dentro. Ma mi debbo fermare. Alessio Pistilli è davvero un grande artista, poliedrico e moderno capace di far dialogare passato, presente e futuro.

Da un suo testo inglese, dal quale traduco, Alessio dice della sua opera: “Nulla è lasciato al caso in questa collezione, nessun elemento dei dipinti è banale. Colgo il vissuto nel corso della storia, lo interpreto con la morale, i simboli, forse anche in modo metafisico. Forse non cambierà il mondo, o cambierà solo il nostro modo di essere umani, l’obiettivo raggiunto è già grande se riesce a toccare le note profonde del nostro essere, del nostro essere come parte infinita di questo universo”.

Pietro Vitelli

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