Vinitaly 2024

Un successo, dai vini coresi al labirinto di vite più grande del mondo

Si è svolta nella tradizionale cornice della fiera di Verona, la 56a edizione del Vinitaly (14-17 aprile 2024), la più importante fiera per la promozione del vino italiano nel mondo. Circa 97 mila le presenze nei 4 giorni di fiera, e record anche per il Padiglione Lazio, che quest’anno è stato interamente rinnovato e riprogettato con un allestimento che ricordava l’acquedotto romano e lo slogan All roads lead to taste “tutte le strade portano al gusto”.

Presenti 53 aziende provenienti da tutta la regione, di cui ben 5 solo di Cori a testimoniare come il nostro territorio sia uno tra i più prolifici e importanti nel settore vitivinicolo dell’intera regione. Le cantine coresi protagoniste Molino ‘700, Cincinnato, I Lori, Pietra Pinta e Marco Carpineti, hanno portato alla fiera di Verona il meglio delle loro etichette e produzioni, dai vini bianchi e rossi alle bollicine, senza dimenticare i vini autoctoni del nostro territorio, come il “bellone” e il “nero buono di Cori” molto apprezzati.

Vinitaly non solo offre una vetrina prestigiosa per i nostri produttori, ma allo stesso tempo, rappresenta un’opportunità unica per promuovere lo sviluppo del settore. «È con grande orgoglio che celebriamo il trionfo della nostra regione a Vinitaly. I nostri vini raccontano storie millenarie, rappresentando allo stesso tempo l’eccellenza e l’autenticità del nostro territorio. Continueremo a sostenere e promuovere la nostra enologia, affinché il grande risultato di Vinitaly sia soltanto l’inizio di un viaggio ancora più straordinario alla scoperta dei nostri vigneti e delle nostre tradizioni», ha commentato l’Assessore con deleghe a Bilancio, Agricoltura e Sovranità Alimentare della Regione Lazio Giancarlo Righini.

E proprio di vigneti e promozione territoriale, quest’anno è stata presentata da un’azienda corese Marco Carpineti e in anteprima a Vinitaly, un progetto rivoluzionario nel vivere la vigna e il paesaggio. Si tratta di “LIMITO”, il più grande labirinto al mondo costruito con soli filari della vite, in una struttura intricata, suggestiva e originale, che si erge su un altopiano a 400 metri d’altezza, tra Bassiano, Sermoneta e Sezze, nella Tenuta Antoniana, dove una porzione di vigna di circa tre ettari, tra Bellone, Nero Buono e l’antichissimo Abbuoto, è stata completamente ridisegnata, per dare vita a un’opera di land art, che racchiude in sé design, ingegno, innovazione e natura. “L’elaborato disegno prevede due spirali e un labirinto, il tutto avvolto da un turbinio di onde, che vogliono abbracciare chi percorre l’interno della vigna”, spiega l’architetto del paesaggio Fernando Bernardi, che ha reso concreta l’idea astratta di Paolo Carpineti.

Da oggi il territorio Lepino può vantare di un’importante opera a livello mondiale che valorizza il paesaggio e può essere da volano per attrarre ulteriore turismo in questo angolo meraviglioso della Regione. Il progetto verrà presentato ufficialmente il prossimo 6 giugno a stampa e addetti ai lavori e verranno comunicate tutte le info per poterlo visitare.

Fernando Bernardi 
Ambasciatore Digitale “I Borghi più belli d’Italia”

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