Mercedes 190: Classico intramontabile

Ho sempre pensato che la Mercedes sia il simbolo dell’auto di prestigio fin dall’antichità per la sua fama di auto di lusso più affidabile di sempre. Nei primi anni ottanta l’omonima casa sbarca nel segmento D, ossia quello delle berline medie con un auto che aprirà un nuovo capitolo di storia della stella a tre punte, cioè l’intramontabile 190.

Nata nel 1982 dalla prodigiosa matita di Bruno Sacco, la 190 otterrà grande successo e fama tra il pubblico, soprattutto come la prima auto che aprì il mercato della stella a una gamma più ampia, in grado di soddisfare tutte le esigenze dei clienti. Per via della sua compattezza, venne soprannominata dal pubblico come “baby Benz”. In Italia e nel mondo divenne uno status symbol di eleganza e raffinatezza, nonché il più grande capolavoro dell’omonimo designer. In quegli anni fu l’auto con il migliore coefficiente aerodinamico, di 0.32 cx, e portò grandi novità, come il rivestimento esterno in lamiera galvanizzata per preservare la carrozzeria dalla ruggine. Al lancio venne proposta con tre motorizzazioni: il 190 carburatore a benzina che erogava 105 cv, la 190 E a iniezione diesel con 122 cv e la 190 D con 72 cv.

Successivamente vennero presentate le versioni sportive, tra cui si annoverano la 190 2.5 evolution con 185 o 204 cv e la 190 500 E con 326 cv, su base porsche. Il motore era anteriore, montato longitudinalmente ed era disponibile manuale a quattro o cinque marce, a trazione posteriore. Quest’auto aveva come optional l’abs e il cambio automatico ed è stata una tra le prime auto a montare l’airbag su richiesta. Venne commercializzata fino al 1993 ed oggi viene considerata sia come una tra le auto più iconiche e intramontabili, sia come l’antesignana dell’attuale classe C.

Francesco Cedrello

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