Da un quadro di Francesco Porcari, appunti attuali
Il giorno dopo la tragedia, non ho altro nome per definirla, che ha visto perire tre persone, tra cui due poveri giovanissimi della nostra comunità, ho avuto un pensiero. Mi sono ricordato che sulla parete di sinistra della navata della Chiesa di SS. Pietro e Paolo, c’ è un dipinto di Francesco Porcari. Sono andato lì in un caldo pomeriggio di luglio e l’ ho osservato. Ricordavo bene. Sotto il Cristo Deriso, così si chiama il quadro, sono rappresentate alcune figure. In particolare sulla destra una donna con elmetto da soldato, sulla sinistra un bel giovane con in testa un casco da motociclista, un centauro.
Non avendo ben chiara la simbologia del quadro, ho chiesto conferma a Costanza Porcari, che gentilmente mi ha risposto. ” Sai Tommaso, papà non parlava molto ed era anche un po’ geloso dei suoi quadri. A noi figli diceva, se vi piace, quello che vedete e sentite, quello significa. Però queste figure del Cristo Deriso simboleggiano la violenza della società contemporanea che viola i dettami della morale cristiana e le regole della morale comune.” Più o meno questa è stata la risposta. Quindi, e la conclusione è tutta mia, la guerra che abbiamo storicamente conosciuto, e che torniamo tragicamente a conoscere, viene associata più o meno alla guerra quotidiana che si svolge sulle nostre strade e che vede perire migliaia di persone l’ anno. Molti giovani e giovanissimi. Il centauro la simboleggia. Nella mitologia classica il Centauro è un mostro deforme, per metà uomo e per metà cavallo, dotato di intelligenza umana, forza e violenza ferina. Egli viene descritto nella tragedia greca, come amante del vino ma non in grado di tollerarne gli effetti e messo a condurre il carro delle orgie dionisiache. Il mito narra di Nefele, una donna che si spacciò per la divina Era e si uni a Issione, re dei Lapiti. Da questa unione nacque il Centauro, che non piacendo agli dei, nell’ immaginario della cultura classica, viene descritto come creatura irosa e selvaggia.
Nella Divina Commedia, Canto XII dell’ Inferno, i Centauri simboleggiano l’ ira folle e sono i custodi dei violenti contro il prossimo. Hanno il compito di saettare i dannati immersi nel Flegetonte, quando questi emergono dalle acque del fiume più del dovuto. Nell’ epoca moderna e nella letteratura americana degli anni sessanta, la motocicletta costituisce spesso uno strumento di libertà, di piacere, di ebbrezza. E certo la moto lo è senz’ altro. Ho un bel ricordo anche io, di quando mio padre giovane e io bambino mi caricava sulla sua 98 Gilera per portarmi con sé al dopolavoro. Non ce l’ ho pregiudizialmente né con i centauri né con la motocicletta. Però, per tornare alla Grecia classica, il peggior tormento che gli dei assegnava- no agli uomini, era quello di seppellire i propri figli. Quindi, per favore, perché siamo stanchi di seppellire i figli, faciateci piano e rispettate le regole. Forse la guerra sarà meno cruenta. Una lacrima per tutti voi.
Tommaso Conti