Carlo Miccio ci parla di “InsaniaFest / contronarrazione della follia”
Io non sono di Cori, e ho conosciuto Emilio Magliano e Il Corace soltanto l’anno scorso, in occasione della prima edizione dell’Insaniafest, il festival di contronarrazioni sulla salute mentale che si tenne lo scorso anno, organizzato dal Collettivo Primo Contatto – di cui faccio parte – e l’APS Polygonal. Sin dall’annuncio del nostro progetto, il sostegno de Il Corace fu da subito pieno e convinto, così come anche quello del delegato alla cultura Michele Todini, fondamentale figura di raccordo con le istituzioni.
Un sostegno di cui avevamo tra l’altro bisogno, perché all’inizio la nostra idea fu accolta con un certo scetticismo, se non diffidenza. Alcuni ci accusavano addirittura di voler celebrare una malattia, dimostrando quanto lontani si poteva essere dalla comprensione di quello che era la reale mission del festival. Perché in realtà l’obbiettivo di Insaniafest è proprio l’opposto: celebrare la cura. Che, a nostro avviso, può nascere solo all’interno di dinamiche sociali che contemplino l’accoglienza di ogni singola individualità come un patrimonio unico, prezioso e irripetibile.
E l’Insania Pride che domenica primo settembre ha aperto questa seconda edizione del festival ne è stata una concreta dimostrazione, di questa nostra idea di cura. Un fiume colorato e rumoroso di persone ha invaso il centro storico di Cori, seguendo un percorso che ha attraversato scorci e piazzette caratteristiche dove si sono esibiti artisti di ogni genere con performance che spaziavano dal teatro di strada alla musica rinascimentale, da concerti eseguiti dal balcone a riti sciamanici in giardini profumati di rose. E al termine della parata, una cena sociale gratuita che ha sfamato oltre 150 persone – a cui è seguita una serata musicale che ha visto avvicendarsi artisti sul palco fino alla mezzanotte. Il tutto sotto il vigile sguardo del Servizio di Disordine curato dagli utenti del centro diurno socio-assistenziale di Giulianello.

Una giornata alla cui realizzazione non hanno contribuito solo le due associazioni primigenie, ma a cui si sono aggiunte altre importanti realtà locali come l’Ass. Mariposa, il Comitato Civico Cori e l’Incantesimo APS di Gulianello. Ma soprattutto, una giornata che ha visto il paese stringersi in una rete di collaborazione e solidarietà: a partire da un consistente numero di ristoratori che hanno offerto gratuitamente ricche libagioni per la cena sociale e dai locali che ci hanno aiutato con la logistica dell’organizzazione, fino ad arrivare ai residenti del centro storico che hanno spontaneamente offerto la massima collaborazione fornendo appoggio ed elettricità agli artisti che si sono esibiti nelle singole piazzette. È a loro che va il ringraziamento più grande, e non solo per il sostegno pratico, ma soprattutto per averci dimostrato che al di là delle iniziali diffidenze di alcuni, Cori ha in realtà accolto questo festival proprio per quello che intende essere: un’occasione per discutere di problemi che coinvolgono un gran numero di famiglie, ma che spesso sono vissuti con sensi di colpa e d’inadeguatezza che nascono in primo luogo dallo stigma sociale che il disturbo
mentale spesso attira su di sé.
Abbattere questo stigma è proprio lo scopo principale dell’Insania fest, che in sole due edizioni ha ospitato dibattiti e presentazioni di libri, ma anche proiezioni di film e spettacoli teatrali, concerti e reading musicali, mostre, laboratori e perfino una partita di calcio a 5, tra una compagine locale e la Nazionale Italiana per persone con disturbo mentale. Questo a testimonianza di quante diverse maniere di approcciarsi alla questione della salute mentale siano percorribili, se ci si tiene alla larga da quel sensazionalismo a cui ci hanno abituato i media nazionali.
Proprio per questo motivo, incontrare una testata sensibile e inclusiva come Il Corace è stata per noi anche la possibilità di agire una contro-narrazione: riuscire a parlare di salute mentale sui giornali rifuggendo dai titoli urlati e dall’inutile pietismo, ma con in testa ben chiaro l’obiettivo di aprire la discussione al maggior numero di persone possibili, creando una rete di collaborazioni efficace tra realtà molto diverse tra loro. Che poi, a dirla tutta, è esattamente lo spirito che ha animato l’interessantissimo dibattito alla Festa del Corace, e a cui ho avuto il piacere e l’onore di partecipare, lo scorso sette settembre. A dimostrazione di una sostanziale convergenza di vedute tra il direttore Emilio Magliano e l’InSania fest, motore di questa proficua collaborazione che ci auguriamo possa continuare a lungo.
Carlo Miccio
Insania/Fest