La meravigliosa natura, e per essa il mondo vegetale, non finisce mai stupirci e di regalarci quanto è importante per la vita in genere, il nostro benessere anche spirituale e per l’ecosistema del qual siamo parte
Solanum jasminoides, noto anche come Gelsomino di notte o Solanum laxum, è una vigorosa e spettacolare pianta perenne rampicante dalla lunga fioritura che dura per tutta l’estate e l’autunno. I suoi fiori, di color malva chiaro e leggermente profumati, hanno una forma di stella. Peraltro, è facile da coltivare, poco esigente e resistente e può decorare recinzioni, tralicci, archi, pergolati e cresce anche molto bene in vaso per abbellire terrazze, balconi e non solo.
La bellezza del Gelsomino di notte è sicuramente dovuta alla sua lunga e rinnovata fioritura che dura da maggio fino alle prime probabili gelate dei vari territori. I fiori, dalle piccole dimensioni (da 2 a 5 cm di diametro) sono raccolti in grandi corimbi molto aggraziati, si tingono di un delicato colore malva chiaro, esaltato da un piccolo cuore giallo, diffondono una fragranza discreta e leggera che evoca quella del vero gelsomino. Dotato di un vigore eccezionale, si sviluppa molto rapidamente ed i suoi lunghi steli si attaccano a tutti i tipi di supporti messi a sua disposizione. Può raggiungere rapidamente da 3 a cinque metri di altezza e larghezza, anche di più nelle regioni in cui le gelate risultano rare. Alla fine dell’attività vegetativa, i fiori appassiscono dando origine a volte a un raro corpo fruttifero tra il blu e il nero, peraltro, tossico per l’Uomo. Nei climi miti, il suo fogliame verde lucido ovale e lanceolato è sempreverde, ma diventa da semi-sempreverde a deciduo nelle aree soggette a freddi intensi. Occorre evidenziare che coltivare S. jasminoides è davvero facile in quanto si adatta a qualsiasi buon terreno da giardino, anche povero e calcareo, prediligendo terreni fertili, drenati che trattengono un po’ di umidità durante l’estate. Tuttavia una esposizione calda e soleggiata, al riparo dai venti freddi assicura una fioritura generosa e prolungata.

Comunque, seppur ben tollera la siccità temporanea, apprezza alcune annaffiature se dura troppo a lungo. Il suo fogliame teme il gelo da temperature inferiori ai cinque gradi ºC ed i suoi rami vengono distrutti intorno a -10°C, ma il suo ceppo può resistere a gelate dell’ordine di meno -5 °C, il che lo rende abbastanza resistente tanto da poter essere coltivato in molti territori delle nostre diverse Regioni. Quindi, cresce bene nei climi marittimi in quanto tollera bene l’aria salmastra. S.jasminoides si arrampica più o meno da solo contro un sostegno grazie al picciolo volubile. Pertanto, anche contro un muro con un rivestimento molto liscio, basta progettare un sistema a traliccio (fili di ferro tesi) per ottenere una buona copertura.
La sua manutenzione o cura si riduce alla potatura all’inizio della vegetazione (marzo) e ad una successiva semplice pulizia più drastica, se necessario, con un contestuale apporto di sostanza organica e dei principali elementi nutritivi P. K. N. (ad esempio vermicomposto). Durante l’estate, si potrebbe effettuare una leggera potatura per ridurre il volume della pianta, se necessario. Per il suo particolare sviluppo ed il lungo periodo di fioritura, è una essenza ideale per guarnire velocemente una staccionata, una palizzata e un vecchio antiestetico muro. Può essere utilizzato con altre essenze vegetali tappezzanti anche in compagnia di rose rampicanti e paesaggistiche come il S. jasminoides e Plumbago auricolata ossia il Gelsomino celeste chiaro, sicuramente molto bello e decorativo che avrà uno sviluppo più contenuto, potrà ornare balconi e terrazze ed essere meglio accudito. Anche questo ultimo può continuare a fiorire per tutto l’inverno anche in una veranda poco riscaldata allietando così chi lo coltiva, favorire l’ambiente per molti aspetti ecologici oltre che segno di gratitudine per la Meravigliosa Natura e per il Mondo Vegetale a cui è importante oltre che doveroso tributare un vero e cosciente rispetto!
Giovanni Conca
Fitopatologo