Oltre la scultura – Oltre la materia

Pino Pascali e Claudio Cintoli: due contemporanei per i quali l’uomo è al centro del tempo e dello spazio

Pino Pascali e Claudio Cintoli, due grandi artisti coetanei dei nostri tempi, scomparsi entrambi prematuramente a dieci anni di distanza l’uno dall’altro; furono amici nella vita e protagonisti tra i più interessanti nella seconda metà degli Anni Sessanta, nel panorama culturale romano, accomunati dall’interesse per un mondo archetipico sino al suo superamento. Per entrambi è prioritario collocare l’uomo al centro del tempo e dello spazio.

Pino Pascali nasce a Bari il 19 ottobre del 1935, fu scultore, scenografo e performer, nelle sue opere riunisce le radici della cultura mediterranea i campi, il mare, la terra, gli animali, con la dimensione ludica dell’arte. Lavora come aiuto scenografo per il cinema e in diverse produzioni televisive Rai, collabora come designer e per alcune agenzie pubblicitarie. Negli anni 60 partecipa a varie mostre collettive, e nel 1965 realizza la sua prima personale presso la galleria romana La Tartaruga di Plinio de Martis, l’anno successivo espone alla galleria L’Attico di Fabio Sargentini due grandi galleristi sempre attenti alle novità del momento. In soli tre anni ottiene un notevole riscontro da parte della critica e viene notato da influenti galleristi non solo italiani, ma internazionali. Pascali ha esplorato il rapporto tra scultura ed elementi di scena e a contrapposto scultura e oggetti d’uso, ha creato opere che da lontano sembrano dei ready-made, ma che ad uno sguardo ravvicinato e più attento si rivelano essere realizzate con materiali di recupero, con l’uso di elementi naturali come la terra e l’acqua insieme a materiali da costruzione come l’eternit. Lavorava con nuovi prodotti di consumo e tessuti sintetici per creare animali, trappole e ponti, interrogandosi sulle potenzialità di una scultura “finta o simulata”. L’11 settembre nel 1968, a soli 33 anni, proprio all’apice della sua carriera e mentre alcune sue opere erano in mostra alla Biennale d’arte di Venezia, muore prematuramente a Roma per le conseguenze di un grave incidente in motocicletta, sua grande passione, da quella stessa Biennale riceverà postumo il Premio Internazionale per la Scultura.

Pino Pascali “Bachi da setola” 1968

Claudio Cintoli nasce a Imola il 15 dicembre 1935, fin dalla tenera età frequenta spesso la casa dei nonni materni ed è proprio il nonno, Biagio Biagetti, artista egli stesso, nominato nel 1921 Direttore della Pinacoteca Vaticana e successivamente fondatore del laboratorio di Restauro del Vaticano, specializzato nella tecnica dell’affresco a spingere il giovane Cintoli verso l’attenzione al disegno e alla struttura della composizione. È del 1958 la sua prima personale al Palazzo comunale di Recanati e nel lo stesso anno, Eugenio Battisti, presenterà una sua personale a Roma, presso la Galleria La Medusa di Via del Babuino, recensita dal giornale Avanti. Negli anni a seguire furono numerosi i viaggi in Europa e in particolare in Germania ed Inghilterra, da cui derivano le sue tante influenze artistiche.

Dopo queste prime esperienze riceve una commissione importante: un pannello a muro “Giardino per Ursola” da collocarsi dietro il palco di uno dei night-club più famosi d’Italia, il Piper di Via Tagliamento a Roma. Nel 1965 si trasferisce a New York, dove instaura una proficua collaborazione con la Lindberg Productions, con la quale realizzò numerosi film d’animazione. Tornato a Roma nel 1968 inaugura una personale alla Galleria Due Mondi, dove espone i lavori americani: la serie dei “Giardini”, degli “Uccelli che volano”, e alcune opere sulla tragedia del Vietnam. In “Qui Arte Contemporanea” scriverà un pezzo ironico, proprio in memoria dell’amico Pino Pascali scomparso da qualche settimana. Il suo essere intellettuale e artista lo spinge a trovare nel pensiero di Nietzsche una solida base per sperare nella nascita di un Uomo Nuovo, figlio dell’evoluzionismo. Ha perseguito questo obiettivo per tutta la vita, pagando fisicamente per la sua determinazione e per la sua cosciente solitudine ed estraneità verso una parte dell’ambiente artistico romano.

Claudio Cintoli “Schizzi di memoria” 1961

In un suo diario scriveva “Non essere instradati su un binario è molto importante per me: voglio essere libero e voglio prima di tutto essere libero da me stesso” Il 28 marzo 1978 muore prematuramente a Roma e nell’estate dello stesso anno la Biennale di Venezia gli rende omaggio esponendo alcune tra le sue opere più significative. Nel 50esimo anniversario della morte di Pino Pascali, la Fondazione di Polignano a Mare a lui intitolata ha ospitato una grande mostra dedicata ai due artisti “Dialoghi. 3.0” un omaggio visivo al confronto tra Pino Pascali e Claudio Cintoli. Ho conosciuto personalmente Claudio Cintoli nel 1977, l’anno prima della sua scomparsa, era il mio professore di figura al liceo, lo ricordo come un grande intellettuale con un forte carisma.

Giorgio Chiominto
Architetto

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