Una narrazione intimista e familiare sul percorso scelto da Natalino Pistilli, da poco in Seminario, studioso di Dante e autore di due appassionati volumi
Natalino, benché assai giovane, è piuttosto noto a Cori. Non solo nel mondo giovanile. I Pistilli a Cori sono da sempre molti, divisi in più ceppi familiari. Tra loro non sempre c’è relazione parentale. Ritengo abbiano una lontana unica origine. Il primo cognome Pistilli ci porta nelle Marche da dove si sono poi diffusi in tutta Italia. Almeno una famiglia c’è in ogni regione. Nel Lazio ci sono 219 nuclei familiari In provincia di Latina 70 di cui ben 52 nuclei a Cori loro centro di diffusione in provincia. A Cori ci sono almeno da tre secoli. Il cognome viene dal latino “pistillum”, pestello usato nell’antica Roma per triturare erbe, spezie, cereali. Questo lega i Pistilli al mondo agricolo, al lavoro e molitura del grano. Già dai secoli XV-XVI alcuni di loro hanno anche assunto cariche rilevanti, si sono dedicati ad altri mestieri o a libere professioni.
Natalino è nato a Cori da Luca Pistilli e Caterina Musa il 2 giugno 2002. Viene dal mondo appena appena tracciato. Ha un fratello Matteo del 2006 e una sorella Elena del 2011. Natalino si è sempre distinto negli studi. Ama moltissimo leggere. Affronta la vita con straordinaria maturità. Sta per laurearsi con una tesi sul XIII canto della Commedia di Dante di cui è tenace lettore. La conosce bene. Lo provano gli splendidi articoli pubblicati su Il Corace. Credo che avrà la Commedia sempre accanto, base del suo destino di educatore, insieme agli autori classici ben presenti nel suo già ricco patrimonio culturale.
Da circa dieci anni Natalino fa il catechista presso Santa Maria della Pietà. Penso che questa esperienza gli dia la forza da sempre sentita come un bisogno interiore, per la ricerca del divino, della Verità ultima, la o lontano che sia, come suo impegno primario. Mi ha sorpreso molto la sua entrata, il 7 ottobre 2024, come seminarista nel Collegio Leoniano di Anagni dove si formano, dal 1897, i sacerdoti della chiesa cattolica. Sorpreso perché da lontano seguivo con simpatia i suoi studi, le sue letture anche per i libri che talvolta gli arrivavano da mia moglie. Deve aver sentito una Chiamata, da un mondo Altro, misterioso e inspiegabile, che solo pochi, in un fecondo stato spirituale, sono in grado di intercettare.
Agli inizi degli anni ’60 del secolo scorso un amico miracolato, a sua detta, da Padre Pio, oggi santo, al quale a Pinerolo, da giovane esperto Procuratore del Registro insegnavo la stessa mia professione, sapendomi agnostico, marxista, materialista e comunista, mi sollecitò ad andare in udienza da Padre Pio perché mi avrebbe convertito. Dopo ripetute insistenze, andai. All’alba di un giorno d’estate incontrai Padre Pio al quale dissi: Padre Pio non mi fece finire la frase, mostrò le mani aperte coperte da guanti di lana scura e mi urlò e proseguì gli incontri. Rimasi stupito, osservato con curiosità da molti fedeli in attesa. L’episodio fu raccontato da Lorenza Mazzetti su Vie Nuove. A lungo, rimasi critico nei confronti del frate, ma poi col passare del tempo mi sono convinto che avesse ragione Lui. Solo chi per scelta propria l’ha cercata nel proprio mondo interiore, può avere il dono di scelta di insegnare ad amare il prossimo vicino ricevere la grazia di essere avviato a vivere la fede.

Natalino ha già pubblicato due libri molto diversi tra loro ma con un’anima comune sul modo di vedere e stare nel mondo. Il primo, In viaggio verso casa, è stato presentato il 19 ottobre 2024 nella biblioteca di Cori zeppa di amici, familiari, persone interessate, tanti giovani, là giunti per il libro, una favola che ha per tema un viaggio di esperienze al termine del quale c’è la felicità di tornare alle origini e goderle, molti per salutare e ascoltare Natalino che ha spiegato con passione ed efficacia il suo viaggio per di ventare un religioso militante. Ha chiarito che le sue letture – Dante, Leopardi, Pinocchio, il Piccolo principe, la Bibbia – lo hanno aiutato a scrivere la favola, a compiere una scelta radicale, espressione da lui ripetuta più volte. Vivo il dialogo fra Natalino, lo zio Ignazio e Tommaso Guernacci con domande chiare per far conoscere il contenuto, lo scopo del libro, la sua vita futura, il viaggio impegnativo iniziato da Natalino per il quale ha ricevuto i sinceri auguri dal Sindaco De Lillis.
Nell’altro libro, molto interessante, Lettere dai padri, ci sono lettere di venti personaggi rilevanti del passato – 16 maschi e 4 donne che rendono strana la parola ‘padri’ del titolo – Ulisse, Platone, Cesare, Dante, San Francesco, Marie Curie, Leonardo, Alda Merini, ecc., sono i “padri”, le cui lettere, create da Natalino, parlano della loro epoca ed esperienza compiuta, interrogano il mondo di oggi. Ci fanno riflettere sui problemi dello spazio-tempo, l’umano e il divino, realtà e sogni, bene e male. Stimolano a guardarci dentro, ad agire per un mondo solidale, di pace. Natalino è proprio in viaggio. Chiede di essergli vicino!
Pietro Vitelli