Caleidoscopio delle vite

Nel caleidoscopio delle vite lì, tra le parentesi del passato, si nasconde un mondo d’ogni colore, nomi lontani, diversi, dispersi. Tu, senti il respiro delle parole?

Il Concilio di Trento (1545-1563) nacque per arginare le Riforme protestanti, stabilì che le parrocchie dovessero controllare la partecipazione religiosa della comunità alla vita della Chiesa, tramite i sacramenti riportati in appositi registri di Battesimo, Comunione, Cresima, Matrimonio, Morte, Stato delle Famiglie. Tali registri sono importanti, racchiudono le tappe della vita: nascite, nomi dei genitori, della levatrice, comari-compari: aprono interessanti campi esplorativi. Nel 2009 cominciai a sfogliarli più volte nell’Archivio di S. Maria della Pietà, ricordo con gratitudine e stima don Ottaviano e l’archivista dott.ssa Maria Carmine Nazzari per avermi accolta. Don Ottaviano aveva conservato i documenti negli armadi in una stanza apposita. Riporto dal 1° libro dei Battesimi: 8 luglio 1570: Bactizatus fuit Moises Caracose ebruis qui vocatur Alexander…e pure Crescentius Prosperi ebreus, vocatur Antonio, compare Alexander Buzi dona Butia eius usus. Consultai anche l’Archivio di S. Pietro, purtroppo i registri rimasti sono esigui poiché le chiese di Cori Monte furono bombardate.

Mi soffermai sui Registri dei Battesimi, tra pagine consunte rilevai quanto fossero determinanti per la nostra storia locale. Catturata da nomi femminili insoliti e originali, li appuntai. Dal 1°Libro dei Battesimi di S. Pietro, 1572-1608: Androsilla, Aradonia, Astabella, Aurisia, Auridia, Bambina, Columna, Corona, Cotilia, Crisedia, Frautilia, Frosta, Frusiana, Galitia, Hieronima, Romatia, Loreta, Persia, Venera, Lucidaria, Euphrosia, Virgilia.

Cosa significano? Androsilla è un nome romano; Aradonia, non lo so; Astabella un bel corpo eretto e sottile? Aurisia e Auridia derivano dal latino aura=aria+sorriso o aura+ride? Trasmettono gioia? Cotilia, Galitia, Persia sembrerebbero di origine geografica, il primo ricorda l’ombelico d’Italia con acque salutari in prov. di Rieti chiamato Cotilia, Galizia è il nome di una regione della Spagna: qualche antenato galiziano? Loreta, Laureta o di Loreto? Il nome Crisedia, da Criseide personaggio dell’Iliade? Frusiana…non so. Lucidaria: lucida l’aria, luminosa? Le altre? Mi arrendo! Questi nomi mi confermarono la “diversità” tra Cori monte e Cori valle. Il Monte mi sembrò più antico, più libero di scegliere nomi pagani legati a lontane tradizioni e, in piena Controriforma, don Luca Cerracchio e don Valerio Porcelletta li trascrissero. In questa scarna lista intravedevo il lungo viaggio delle parole all’interno di significati poco esplorabili. Presento la panoramica delle famiglie incontrate:Caputgrossus = Capogrossi, Cocciotenero, Carbona, Cerracchio, Ciambellina, famiglia di artisti lombardi a Roma, Gattamelata, de’Gattis, Jipponi, Mafaleo, Maraffini, Marchitti, Pellacchia, Pettinatoris, Pomice, Porcelletta, Ricchi, Stapilli-Stampiglia, Straccia, Veralli, Zena (da Genova) e magistri scalpellini compari. Nella storia della lingua italiana i nomi di persone e di luoghi costituiscono le prime testimonianze per ricomporre le tradizioni, pertanto mi permetto di aggiungere all’elenco Ermelinda, nome longobardo, presente ancora oggi qui tramandato da generazioni, perché mi consente di aprire una parentesi sui Longobardi nel territorio, argomento molto poco trattato.

Frugando qua e là, qualcosa di longobardo nascosto tra famiglie, parole, toponimi, leggende, viene fuori. Non pochi termini longobardi sono presenti nella lingua italiana e anche nel nostro dialetto. Nei trecento e più anni del governo longobardo la lingua si arricchì di nuove parole, ne presento alcune che usiamo ancora: stracco (stanco), vanga, stanga, guazza, fanga, inzaccherata, staffa, pertica, bricco, bruschetta, ancino (gancio). Il nome della cittadina Sgurgola, affacciata sulla valle del fiume Sacco, proviene dal longobardo sculk, sculca=sentinella, “posto di controllo” (treccani. it/enciclopedia/ sgurgola). Sotto Norma c’è il romitorio con grotta dedicato a S. Michele Arcangelo come nel Gargano. Il culto di S. Michele Arcangelo nelle grotte fu esaltato e diffuso dai Longobardi.Tra Tirinzania e Roccamassima scende il fosso Scolaguardia: nome composto da skola-warda, parole longobarde che indicano portata di acqua controllata da un posto di guardia. Segni fu governata dai Conti longobardi la cui famiglia si può far risalire a Trasmondo, conte di Capua al quale il duca di Benevento Grimoaldo concesse il ducato di Spoleto. Il nome“ Trasmondo” si ritrova per generazioni a Capua, Spoleto e Segni.

Trasmondo di Segni fu capostipite di 4 famiglie dei Conti, tra queste la famiglia Annibaldi dei Conti di Tuscolo. Anni-baldo, baldo (longobardo=coraggioso) sposò Francesca di Aquino nipote di S. Tommaso, nacquero 2 figli: Annibaldo e Tomaso,rimasta vedova la moglie di Tomaso sposò Guglielmo Porcelletti, nipote del sopravvissuto dei Vespri (mensile Il Corace Ottobre 2024) Annibaldo fu vescovo tusculano. (C.TUTINI, Discorsi delle famiglie estinte, forastiere o non comprese ne’seggi di Napoli, imparentate colla casa della Marra. Composti dal signor Ferrante della Marra duca della Guardia, dati in luce dal signor C. Tutini Napoli, M.DC.XLI pp.134-139). La famiglia Castaldi è presente qui da secoli, ha un nome longobardo. Il castaldo era “l’amministratore dei duchi longobardi”. In ultimo, Cori e Norma condividono con numero se località longobarde dal nord al sud, la leggenda della Locca de’ Pellecini. Si raccontava che una gallina con i pulcini d’oro si nascondesse in un cunicolo sotto Fontana del prato, usciva solo nelle notti di luna piena ma nessuno riusciva a prenderla. Lì si coltivava il grano colore dell’oro, ad aprile le Pleiadi si alzavano in cielo, la spiga anche. Una Pleiade fu Elettra, madre di Dardano fondatore di Cori, ipotesi da me avanzata nell’evento Piranesi 2021 sulla spiegazione riguardo le Pleiadi nella sua opera Le antichità di Cora. Nel duomo di Monza c’è la scultura in argento dorato voluta dalla regina longobarda Teodolinda, rappresenta una chioccia con i pulcini simbolo di fertilità.

Giancarla Sissa

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