La storia di questa usanza che affonda nelle origini celtiche e vichinghi
Cari lettori, un proverbio popolare ci ricorda che “l’Epifania tutte le feste le porta via”. Anche se le festività natalizie si sono concluse da pochi giorni, in questo articolo vorrei tornare (anche se di poco) indietro nel tempo e farvi conoscere la storia di uno dei simboli legati alle feste: l’albero di Natale! E’ solitamente un albero di abete rosso che compare nelle nostre abitazioni, uffici, piazze, negozi… e viene addobbato con palline, luci, festoni, dolciumi e ghirlande, chiamato per l’occasione “albero di Natale”, e preparato da tradizione in occasione della festa dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre. È proprio intorno all’albero di Natale che ci si riunisce la mattina del 25 dicembre, per scartare i regali che sono stati disposti ai piedi dell’albero.
Ma da dove arriva l’usanza di addobbare l’abete per il Natale? Bisogna tornare indietro nel tempo, sembrerebbe che sia un usanza pagana, e sembra infatti che all’origine dell’odierno albero di Natale ci sia una lunga e antica tradizione che affonda le sue radici nella cultura celtica. Per i druidi, gli antichi sacerdoti dei Celti, l’abete era considerato simbolo di lunga vita, dal momento che rimaneva sempre verde anche d’inverno. Con l’avvicinarsi dell’inverno, gli abeti venivano dunque tagliati dalle foreste del nord Europa e addobbati con nastri, fiaccole, piccole campane e animaletti votivi, per propiziarsi il favore degli spiriti. Oltre ai Celti, pare che anche i Vichinghi dell’estremo Nord dell’Europa seguissero il culto dell’abete rosso, albero in grado di esprimere poteri magici. Gli alberi venivano tagliati, portati a casa e decorati con frutti, ricordando la fertilità che la primavera avrebbe ridato loro. Con la nascita del Cristianesimo l’uso dell’albero di Natale si affermò anche nelle tradizioni cristiane. A conferirgli un significato cristiano è la scena biblica dell’Eden. Nella notte in cui si celebra la nascita di Cristo, l’albero posto al centro del giardino dell’Eden diventa anche l’albero intorno al quale l’umanità ritrova il perdono. La prima città, che ha ospitato un albero di Natale è Tallinn, in Estonia nel 1441, dove fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella.

L’usanza fu poi ripresa in Germania, dove nel 1570 si racconta di un albero decorato a Brema con mele, noci, datteri e fiori di carte. Fra le città che si dichiarano sedi del primo albero di Natale, c’è anche Riga in Lettonia, dove si trova anche una targa scritta in otto lingue per commemorare l’evento del 1510. In Italia la prima ad addobbare un albero di Natale, nella seconda metà dell’Ottocento, fu la regina Margherita, lanciandone la moda in tutta la penisola. Nella tradizione milanese l’albero di Natale si prepara il 7 dicembre festa dedicata al patrono Sant’Ambrogio; mentre a Bari è allestito il giorno di San Nicola ovvero il 6 dicembre. Come precedentemente descritto, l’usanza più diffusa è quella della preparazione durante la festività cattolica dell’Immacolata Concezione, l’8 dicembre.
Oggi l’albero di Natale ha assunto le forme più disparate, da vere e proprie opere d’arte, come ad esempio futuristiche installazioni a led nelle piazze cittadine; in Italia possiamo persino vantarci di possedere l’albero più grande del mondo: il gigantesco abete stilizzato di Gubbio, disegnato con le luci sull’intero profilo di una montagna. Uno degli alberi più conosciuti al mondo è installato nel cuore della cristianità, in piazza San Pietro, voluto sotto il pontificato di Giovanni Paolo II nel 1982 con il primo albero proveniente dal suolo italiano; da quel momento in poi, donare l’albero di Natale per Piazza San Pietro è diventato un grande onore, ed il Vaticano accetta in dono l’albero, ogni anno proveniente da una regione differente, come avvenuto per l’albero di Natale 2024, donato dalla comunità di Ledro in Trentino che ha installato l’abete di Natale che ci ha introdotti nel Giubileo 2025.
L’albero di Natale, dunque, non è solo un addobbo, ma una vera e propria tradizione e con la sua storia e la sua simbologia, è diventato parte integrante della nostra cultura.
Fernando Bernardi