“A cercà Maria pe’ Roma”? Parti da via dei Giubbonari…

Continua il nostro viaggio nei quartieri storici / sveliamo il perché di un detto storico

Care lettrici e lettori de Il Corace, proseguiamo il nostro viaggio tra le strade storiche della capitale.

Iniziamo la passeggiata partendo da Piazza Benedetto Cairoli dove siamo avvolti da una visione bellissima dalla Chiesa di San Carlo ai Catinari, ci spostiamo leggermente e si vede una strada piena di turisti, tra palazzi storici e sanpietrini: una vera cartolina. Ci incamminiamo piano piano e ci immergiamo nella storia di Roma antica, la Roma dei negozi, del comprare nelle botteghe di un tempo, anzi senza tempo, ed entriamo improvvisamente in Via De Giubbonari. Il nome giubbonari deriva dai “tessitori di corpetti” che qui avevano le loro botteghe.

Camminando su questo pezzo di Storia del Centro di Roma, Via de Giubbonari mostra le botteghe illuminate da luci calde con gli interni ancora adombrati e variopinti di arte, di cultura e di storia. La passeggiata continua; file di turisti in attesa di mangiare le prelibatezze di Roscioli, storica bottega della pizza bianca con la “mortazza de Roma”. Al civico 30 di via dei Giubbonari si trova il Palazzo Storico di Opera Pia Stabilimenti Spagnoli in Italia dove il 5 maggio 2024 sono state posate le pietre d’inciampo in onore delle vittime dell’Olocausto.

Altri pochi passi e scorgiamo, a Largo dei Librari, l’incantevole Chiesa di Santa Barbara protettrice dei Vigili del Fuoco, dei marinai, dei minatori. Di fronte, la sede storica del PCI al n. 38 dove sono passati tutti i grandi del Partito di una volta.
Dopo una pausa obbligatoria dar filettaro a santa barbara riprendiamo a camminare verso Campo de’ fiori. Prima di entrare in piazza giriamo lo sguardo a sinistra nel vicolo delle Grotte n. 10 verso la casa natale di Aldo Fabrizi, dove una targa ricorda il grande uomo di spettacolo. A destra nel vicolo c’è una viuzza, Passetto del Bisciole, protagonista di un aneddoto che ha dato origine al detto: “anda’ a cerca’ Maria pe Roma”, storica icona della Vergine. La Storia riporta che nel 1796 gli occhi di questa icona iniziarono a muoversi, aprendo e chiudendo le palpebre quasi a voler seguire con lo sguardo l’iniziale folla che si era riunita al veloce passa parola del fatto miracoloso. L’icona, raffigurante la “Madonna della Divina Provvidenza”, fu spostata dalla chiesa e fu realizzata un’edicola in un incavo del muro laterale che si appoggiava proprio alla galleria del passetto.
Inoltre, si decise di sbarrare uno degli ingressi che conduceva al camminamento per preservare la dignità della rappresentazione della Madre di Dio rendendola ancora più nascosta e introvabile, da parte dei devoti e dei curiosi.

Camminiamo ancora un po’ e ci affacciamo sulla bellissima Piazza di Campo de’ Fiori con l’imponente statua di Giordano Bruno che scandisce il vocìo delle migliaia di persone che di giorno brulicano dentro il mercato più famoso al mondo e di notte suonano e cantano le canzoni in una straordinaria atmosfera.
Alla prossima!

Massimiliano Pistilli
Presidente Associazione Stampa Libera

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