Giubileo tra piazze e Agorà

La rigenerazione urbana di Roma. Spazi anche di riflessione

Con il Giubileo la Città di Roma sta attraversando una profonda rigenerazione urbana, come non la si vedeva da diversi anni. Dove c’erano strade molto trafficate, parcheggi caotici, aree verdi abbandonate, stanno nascendo nuove piazze, boulevard, aree verdi attrezzate… l’intervento più importante tra gli oltre 200 cantieri che si sono aperti negli ultimi due anni è stato sicuramente quello di Piazza Pia (investimento da circa 85 milioni di euro), che durante le mie passeggiate nel quartiere Prati Castello ho visto praticamente materializzarsi giorno dopo giorno sotto i miei occhi, insieme alla nuova via Ottaviano e Piazza Risorgimento.

Piazza Pia, inaugurata lo scorso 23 dicembre, è stata realizzata in 450 giorni da più di 110 operai che in turni diversi hanno reso operativo il cantiere 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana, divenendo anche l’area pedonale urbana più estesa di Roma, con una capienza totale stimata di circa 150 mila persone. Il progetto, firmato da Proger insieme a Policreo e realizzato dall’impresa di costruzioni Salcef, ha permesso la creazione di una nuova area pedonale, attraverso il prolungamento del sottopasso esistente di Lungotevere in Sassia. Piazza Pia prima dell’intervento era più una strada trafficata che una vera e propria Piazza, un’importante collegamento tra l’area di Castel Sant’Angelo, via della Conciliazione e Piazza San Pietro.

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Ricordo benissimo come il traffico veicolare del lungotevere spezzasse esattamente in due queste aree, frequentate per lo più da tantissimi turisti e cittadini romani, rendendo anche molto pericoloso l’attraversamento. L’intervento, commissionato dal Comune di Roma e Anas, ha visto il team di progettazione superare con successo numerose sfide tecniche, tra cui la gestione delle interferenze con i primari collettori fognari esistenti e il ritrovamento di preziosi reperti archeologici, tra cui una fullonica romana e il portico di Caligola. Il prolungamento di 130 metri del sottovia esistente è stato realizzato con la metodologia “cut & cover”, che ha permesso di lavorare contemporaneamente in superficie e sotto terra, garantendo tempi di esecuzione rapidi e un impatto minimo sull’area circostante. Posso confermare che è un progetto veramente ben strutturato e funzionale, un tassello che nel tessuto urbano di Roma va a valorizzare quest’area di grande fascino monumentale e non solo. Vedere un’importante arteria stradale sparire letteralmente sotto terra, per lasciare spazio ad una piazza che torna a vivere di tante persone, già questa è stata una sfida più che superata.

La piazza è divisa sostanzialmente in due aree, una di passaggio o di attraversamento e una di sosta e relax. La prima presenta al centro del progetto due grandi fontane circolari che generano due specchi d’acqua in grado di riflettere il cielo e che introducono a via della Conciliazione creando una particolare e suggestiva prospettiva con la Basilica di San Pietro. Inoltre le due fontane sul bordo hanno funzione di seduta. La seconda area invece è posta in prossimità del parapetto che affaccia sul fiume Tevere, dove una dolce pendenza è stata sfruttata per creare un’area gradonata con sedute in blocchi di travertino bianco rivolte verso la stessa piazza e Castel Sant’Angelo, intervallate da giovani piante di Leccio, che hanno l’obiettivo di renderla accogliente anche nei caldi mesi del periodo estivo. Il progetto inoltre si è spinto anche a valorizzare la facciata di Santa Maria Annunziata che ora è raggiungibile tramite una scalinata circondata dal verde. Il Giubileo è solo agli inizi e diversi cantieri sono alla fase finale nella città eterna, che sta cambiando volto e mentalità guardando alle esigenze attuali e future!

Fernando Bernardi

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