Dieci anni fa, esattamente il 4 Gennaio, veniva a mancare improvvisamente un autentico gigante della musica italiana, Pino Daniele. Daniele è stato un musicista tra i più innovativi che io ricordi creando una connessione tra jazz, blues e musica popolare unica, inconfondibile e forse irripetibile.

Negli anni ’70 alcuni musicisti partenopei ebbero la creatività di colorare la musica popolare napoletana con il jazz ed il blues e Pino Daniele, tra gli artefici principali di tale creatività, coniò la sua musica come tarumbò per definire l’unione tra la tarantella napoletana ed il blues. Questa forma d’arte musicale napoletana celava composizioni molto sofisticate dietro a melodie orecchiabili e cantabili. Parlando del percorso artistico di un genio come lui, certamente non si può omettere il suo elevato eclettismo nel passare da struggenti melodie a canzoni ballabili e autoironiche o di denuncia, tutti pezzi di altissimo livello musicale sia dal punto di vista melodico, sia da quello armonico, e tutti con testi eccellenti. Il repertorio che ci ha lasciato questo immenso artista può essere senz’altro considerato un emblema della musica italiana e napoletana, suonato e cantato dai contemporanei e dalle generazioni future.
Ricordo con tristezza ma nello stesso tempo con dolcezza che, dovendo cantare proprio a Cori nell’impianto sportivo di Stoza il giorno seguente alla morte del grande Pino, decidemmo, di concerto con l’editore e direttore responsabile de Il Corace, organizzatori dell’evento, di cambiare il mio intero repertorio con alcune canzoni dell’indimenticabile artista napoletano, rendendo anche noi un omaggio ad un musicista, cantautore, chitarrista e compositore che ha lasciato una traccia indelebile nel panorama artistico, musicale e culturale italiano.
Roberto Bernardi