Il Complesso del Santissimo Salvatore e Anastasio Fontebuoni in Cori

Il complesso del Ss. Salvatore adiacente ai resti del tempio corinzio dedicato ai Dioscuri sorge in un’area archeologica di notevole interesse urbanistico e storico-architettonico.
Al 1595 risale la prima visita pastorale, in cui la chiesa si presentava con l’impianto attuale: aula unica con cappelle laterali ottenute occupando lo spazio delle navate minori, semplicemente realizzando muri trasversali. Nel 1614 viene fondata la cappella del Carmelo e nel 1772 viene chiuso l’ingresso da via delle Colonne e al suo posto si realizza la cappella della Ss. Trinità.

È questo l’ultimo consistente lavoro che conferisce alla chiesa l’attuale conformazione, con l’ingresso in asse con l’altare maggiore. Con il nuovo ingresso si disegna anche l’attuale prospetto con le semicolonne, la trabeazione e il timpano rialzato. Gli ultimi lavori da menzionare sono nel 1734 la volta in muratura sull’altare maggiore, ed il completamento, alla fine del ’700, della torre campanaria.
È tra gli ultimi anni del 1500 e i primi del 1600 che furono realizzati gli affreschi dell’altare maggiore: il primo attribuito a G.B. Ricci nel 1597 sulla parete centrale, raffigurante la “Circoncisione”, gli altri due su quelle laterali firmati da Anastasio Fontebuoni e datati 1610, raffiguranti “la Natività” e “l’Adorazione dei Magi”.

Anastasio Fontebuoni nacque a Firenze nel 1571, venne definito un pittore di buona famiglia perché vantava titoli di nobiltà; oltre ai fratelli Bartolomeo e Ulivieri ebbe una sorella di nome Maddalena; non si conosce nulla del padre Pietro di Stagio; si sa invece grazie a delle lettere ritrovate che Ulivieri esercitava la professione di mercante a Orsanmichele e che Bartolomeo fu anch’egli pittore e missionario gesuita. Anastasio fu immatricolato all’Accademia del disegno l’8 luglio 1590 quando aveva soli 18 anni. Da una annotazione ai margini dell’iscrizione si legge che era allievo di Domenico Cresti detto il Passignano, uno dei pittori di punta dell’epoca, considerato un rinnovato re della pittura fiorentina. Nel 1600 arriva a Roma, si occupa della decorazione delle chiese di S. Prisca e S. Balbina, durante questo soggiorno, realizzò lavori di grande interesse grazie all’azione del Cardinale Arrigoni che lo prese sotto la sua protezione.

È nel 1606 che avviene l’adesione alla pittura caravaggesca. In quegli anni, infatti, Caravaggio stava realizzando le opere per San Luigi dei francesi, in Santa Maria del Popolo e in Sant’Agostino. All’aprirsi del secondo decennio del ’600 Fontebuoni è attivo a Cori dove nel 1610 firma e data “L’adorazione dei Magi” e “La natività”, affrescate nelle pareti laterali del presbiterio nella Chiesa di Ss. Salvatore.

Non si sa chi abbia commissionato gli affreschi, però sono state fatte delle ipotesi: la figura femminile rappresentata nella “Circoncisione” del Ricci potrebbe essere il ritratto di un membro della famiglia Napoleoni, infatti Alessandro Napoleoni fu nel 1617 fondatore della Cappella del Crocifisso sul cui arco si trova l’emblema della casata costituito da un leone rampante; lo stesso elemento è raffigurato nella spalla della figura femminile citata nella “Circoncisione”.

Si suppone da fonti certe che la famiglia Napoleoni abbia avuto un ruolo di primo piano nella cura della parrocchiale con una generosità che potrebbe aver avuto inizio già alla fine del ’500, consentendo di ascrivere loro sia come committenza della “Circoncisione” sia degli affreschi laterali. Un’altra ipotesi è fornita da Sante Laurienti che parla di un certo Marzio Bucciarelli e la notizia è confermata da una visita apostolica del 1595 nella quale si legge che Bucciarelli era parroco del Salvatore tra il 1595 e il 1615 e la “Circoncisione” è stata dipinta all’epoca del cardinale Gesualdo mentre i laterali di Fontebuoni risalgono all’epoca del cardinale Pinelli. Bucciarelli potrebbe aver commissionato direttamente le opere oppure aver eseguito la volontà dei cardinali di cui era vicario.

Tralascio di parlare delle altre tante opere di Fontebuoni tra Firenze, Roma e Albano, ma una nota da sottolineare è nel rapporto che ebbe con Michelangelo Buonarroti il Giovane che fu grande mecenate per molti artisti dell’epoca. Michelangelo Buonarroti il Giovane era un personaggio di spicco della cultura fiorentina, poeta ufficiale alla Corte Medicea, amico di Galileo, di Maffeo Barberini (Papa Urbano VIII), membro dell’Accademia della Crusca con il nome di Impastato; Buonarroti manifestò sempre una particolare inclinazione per le arti figurative, nella Galleria della casa di Via Ghibellina realizzò un progetto dedicato al suo grande avo al quale progetto parteciparono molti artisti dell’epoca tra cui appunto Anastasio Fontebuoni. L’ultima opera del Fontebuoni fu commissionata da Maria de’ Medici per la decorazione della Galleria del Palazzo del Lussemburgo a Parigi e terminata nel 1626. L’artista morì il 10 luglio del 1626 a soli 55 anni e fu sepolto nella chiesa della Ss. Annunziata a Firenze.

Giorgio Chiominto
Architetto

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